“It would be impossible to fight wars over the true faith in the Name of Mozart or van Gogh… The language of poetry, the parables of Jesus, is international. You can’t and mustn’t pour them into dogmas.” (“Heil und Heilung – Theologie und Psychoanalyse, ” speech at a conference of therapists in Basel, Switzerland ,1977-05-21)
CONTEMPLANDO COS’È RIMASTO DELLA NATURA dopo l’accresciuta invadenza della specie umana, dalla mia infanzia ad oggi, non posso che meravigliarmi della crudele velocità con cui essa è stata violentata e ridotta a sottommissione. Un onesto esame di coscienza conferma che questo irreversibile danno in cui la mia famiglia ed io stessa hanno avuto parte inconsapevole, ha rappresentato un miglioramento delle condizioni materiali. Se dovessi scegliere un periodo storico in cui vivere, sarebbe proprio quello della medicina moderna, dei viaggi intercontinentali a basso costo, dell’estensione della vita attiva, del riscaldamento centrale, delle eccitanti scoperte scientifiche. Il demografo inglese David Coleman si è domandato se i criteri biologici del successo riproduttivo umano siano appropriati per giudicare le conseguenze dell’aumento della popolazione umana, che con la sua predominanza ha manipolato la natura per adattarla ai suoi bisogni e cosi facendo, migliorare le chances della sopravvivenza. (David Coleman, Departm.of Social and Administrative Studies, Oxford University, UK “ Population Growth: Ecological success or Development handicap ?” Journal of Human Ecology, Special issue n.1 )
L’uomo acculturato ha da tempo riflettuto sulle conseguenze di tale invadenza e, nella sua più recente trasformazione occidentale, a chiedersi se essa fosse nell’interesse della specie e adeguata agli standard di moralità e razionalità che si è via via creato. (1)
E’ LA POPOLAZIONE UN PROBLEMA RICORRENTE?
Da tempo immemorabile le società umane inventarono pratiche anche crudeli e pericolose per il controllo sociale della riproduzione. Oggi, l’avanzare delle libertà individuali e specialmente della liberazione femminile, ha condotto ad una più facile e meno cruenta manipolazione della fertilità. La tendenza culturale contemporanea dei paesi avanzati si è allineata alla trasformazione dell’economia, che non si fonda più sul potere familiare, ma è distintamente meritocratica. I figli hanno un costo economico/educativo e questa è la ragione per cui i governi europei si adoperano a pagare le donne per avere figli, aggiungendo un incentivo di compensazione ad un miraggio di future cure pensionistiche. E’ tutto un gioco basato sul concetto di un mondo che non esiste più, e il cui funzionamento, come quello di tutte le cose nuove, sfugge al controllo e alla comprensione logica. Oramai troppi elementi, tra loro contrastanti, sono entrati a sparpagliare le carte. Gli incentivi economici sono sostenuti dal modello antico della permanenza di certi valori, come la solidità familiare e sociale, che spingono a fare più figli. Il drammatico declino della mortalità, malattie e fertilità ha creato le condizioni per una rivoluzione nelle relazioni sociali .Fenomeni più recenti sono l’aumento di ansie legate a cambiamenti troppo veloci per essere assorbiti: destabilizzante offerta tecnologica; instabilità sentimentale; coniugi o partner senza figli; smitizzazione del matrimonio tradizionale; gravidanze non-pianificate e under-age; minoranze etniche che si difendono massimizzando il numero dei figli per difendere la coesione del gruppo; combinazioni sessuali che dissolvono le identità in un brodo promiscuo, nuocciono all’equilibrio psicologico dei figli e creano patologie sociali. Esiste il timore di essere sopraffatti dai geni d’altre etnie e dall’invadenza anche giuridica di culture aliene.
Se oggi il problema demografico, come l’ecologia, interessa principalmente le classi medie, esso non è menzionato tra i disastri del secolo, come il popolarissimo Global Warming. Eppure, esso fu già menzionato nella Bibbia : “Therefore thus saith the Lord God; ‘Because ye multiplied more than the nations that are round about you… Behold, I, even I, am against thee, and will execute judgements in the midst of thee in the sight of the nations.’” Ezekiel 5:7-8 KJV, ribadito secoli dopo da Tertulliano (un Padre della Chiesa, nientemeno) : “The scourges of pestilence, famine, wars, and earthquakes have come to be regarded as a blessing to overcrowded nations, since they serve to prune away the luxuriant growth of the human race. “ Parole forti che giustificano la forza distruttiva della natura come un programma di misericordioso intervento divino. Più recentemente, il Presidente Americano Nixon (1969) pioniere della politica demografica, individuò nell’aumento della popolazione un grave pericolo per la pace e la stabilità, e nel marzo 1970 incarico’ John D. Rockefeller III di creare la Commission on Population Growth and the American Future, che, nel Rapporto finale (1972), deliberò più di 70 raccomandazioni, esemplare blueprint per un dettagliato programma di politica demografica. (R.Nixon, R. “Special Message to the Congress on Problems of Population Growth,” July 18, 1969. Public Papers of the Presidents, No. 271, p. 521, Office of the Federal Register, National Archives, Washington, DC, 1971). Nixon, la cui presidenza fu improntata da uno strisciante razzismo e rimane quindi sospetto, cercò di rinforzarne il messaggio a scopo nazionale e nell’aprile 1974 l’aggiornò con uno studio per determinare le implicazioni della crescita demografica per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi internazionali. Questo fu il National Security Study Memorandum 200 (NSSM 200). Ma nel 1971, era già stato emesso il Rapporto dell’Accademy of Science “Rapid Population Growth: Consequences and Policy Implications”, che si concentrava sulle conseguenze economiche, sociali, politiche e ambientali della sovrappopolazione. E’ il gran momento della denunzia: da allora, si susseguono a valanga le periodiche Conferenze internazionali sul tema della Popolazione. (2)
Nonostante le dichiarazioni che prospettavano una collaborazione internazionale per regolamentare la natalità, le buone intenzioni cedettero il passo all’inerzia, al politically correct, al revisionismo. Una spiegazione sta nella complicità della teoria economica che elevava l’importanza dell’accumulazione del capitale umano e della tecnologia contro il valore delle risorse naturali e della preservazione del capitale fisico. Il ruolo degli economisti, che vedono nella crescita della popolazione materia e stimolo per la crescita economica e nel calo della popolazione, un limite alla produzione/consumi, fu adottato dall’amministrazione Reagan. (Population matters, N.Birdsall, A.C.Kelley, S.W. Sinding, University Press 2001. Oxford ) In questo sintetico abbozzo sul tema della “sovrappopolazione”, selezionerò’ uno dei più potenti elementi di opposizione: la Chiesa Cattolica.
OSTRACISMO VATICANO
Faro’ una breve escursione delle posizioni Vaticane, che hanno contribuito a deragliare il problema dal suo percorso. L’ostilità alle tesi del pericolo della rapida espansione demografica, fu anteriore a considerazioni economiche e risale già al tempo della Commissione Rockerfeller, quando molti partecipanti provocarono all’unisono delle obiezioni bene orchestrate. Essi furono gli Stati Arabi e gli Stati Cattolici dell’America Latina, con la Santa Sede, che puntavano la loro resistenza a formalità non del tutto irrilevanti, memori che il Diavolo è nel dettaglio: rifiutavano l’accenno a “individui”, poiché esulavano dal concetto di “coppia” come fondamento della famiglia, e l’uso del termine “aborto”.
Alcune prime reazioni all’ intransigenza della Chiesa Romana furono manifestate da Padre Arthur McCormack, che fu il consulente vaticano alle Nazioni Unite per 23 anni, fino al 1979. Nel suo articolo sulla rivista cattolica The Tablet scrisse: 1) “…the population explosion…poses a more immediate threat to human lives and to human life than the possibility of nuclear war, and nuclear explosion.” 2)” …”The Vatican has to take one side or the other. It must put its influence behind lowering the birth rates or, if it feels this is doctrinally not feasible, boldly state that death rates must regrettably be allowed to rise rather than break what it claims is the law of God.” Padre McCormack aveva assistito all’iniziativa del già citato NSSM 200. Una quantità di dirigenti di fondazioni filantropiche e di politici coinvolti hanno dichiarato che l’opposizione dei vescovi cattolici ostacolò l’attuazione di una politica nazionale sulla popolazione Infatti, Nixon, che aveva istituito le due Commissioni, non sottoscrisse le loro più importanti raccomandazioni. Secondo il membro del Congresso James Scheuer (D.NY) il voltafaccia fu frutto del timore degli attacchi della Chiesa Cattolica, in tempo d’elezioni. (Scheuer, J. “A Disappointing Outcome: United States and World Population Trends Since the Rockefeller Commission,” The Social Contract, Summer 1992, pp. 203-206.) L’ambasciatore del presidente Reagan presso il Vaticano rivelò alla rivista Time che la politica americana di supporto ai programmi internazionali di pianificazione familiare fu modificata perché il Vaticano non l’approvava. (“Il ritiro dei movimenti ambientalisti dal sostegno alla stabilizzazione della popolazione statunitense (1970-1998): una prima bozza di storia,” di Roy Beck e Leo Kolankiewicz, Traduzione di Carpanix,www.oilcrash.com/italia/ritiro.htm)
Il NSSM doveva essere lo studio definitivo sulla minaccia che l’aumento della popolazione mondiale poneva alla sicurezza degli USA. Il suo difetto fu la sua associazione con Nixon and Henry Kissinger, che lo guidò. L’ introduzione è abbastanza esplicita : “Lo studio deve focalizzarsi sulle implicazioni politiche ed economiche dell’aumento della popolazione, piuttosto che sul suo aspetto ecologico, sociale o d’altro tipo.” Naturalmente i sospetti di una cospirazione di tipo razzista contro il Terzo Mondo furono moneta corrente e non solo tra i cattolici, ma anche tra le organizzazioni umanitarie coinvolte. Il senso d’emergenza che percorreva il Rapporto trasmetteva una scossa elettrica: “…it is of the utmost urgency that governments now recognize the facts and implications of population growth, determine the ultimate population sizes that make sense for their countries and start vigorous programs at once to achieve their desired goals “[Pag. 15]. Non dobbiamo essere sorpresi se all’ UN World Population Conference, il Vaticano si oppose al Piano d’Azione raccomandato dal Rapporto, vista la brutalità di alcuni articoli: – No country has reduced its population growth without resorting to abortion [Pag.182]. – Indeed, abortion, legal and illegal, now has become the most widespread fertility control method in use in the world today [Pag. 183].
Essi si possono confrontare con le rivelazioni di Michael Connelly (“Fatal Misconception: The Struggle to Control World Population” Harvard University Press, 2008) “International family planning as being led by an eccentric bunch of powerful, insensitive, rich, and sometimes randy white men running amok, hell-bent on keeping non-white women from having babies.” (v. Duff Gillespie, dgillesp@jhsph.edu, Reprinted with permission from The Lancet, August 2, 2008 Belnap Press/Harvard University Press) Mentre Connelly ha dimostrato che il movimento per controllare la popolazione fu sostenuto dai piu’ grandi fondi filantropici americani, come la Ford Family Foundation, John D Rockefeller III, e Clarence Gamble ( Procter & Gamble ), altri particolari indicano che lo scopo era di dimezzare le popolazioni del Terzo Mondo, perché la loro inguaribile miseria costituiva un pericolo per la pace e sicurezza dei popoli occidentali (leggi: Americani). Margaret Sanger, pioniera della causa, promuoveva la contraccezione “da venire usata nelle favelas più povere, nella giungla e tra la gente più ignorante.” Comunque, subito dopo che, nel Novembre 1975, il Rapporto di 227 pagine fu sottoscritto dal Presidente Gerald Ford,esso non fu mai pubblicato né ebbe pubblicità mediatica, ma ne restano solamente alcune fotocopie e fu classificato come segreto di stato, per ragioni di sicurezza. In seguito, i cattolici lavorarono intensamente per controllare i programmi di pianificazione familiare in America. (Ravenholt, R.T., “Pronatalist Zealotry and Population Pressure Conflicts: How Catholics Seized Control of U.S. Family Planning Programs,” Center For Research on Population and Security, Research Triangle Park, NC 27709, May 1992 ) e influenzare il Presidente Carter affinché negasse supporto alle associazioni di pianificazione familiare in cambio del voto cattolico.
Il 24 febbraio 1992, in un articolo sul TIME Magazine, il giornalista Carl Bernstein rivelo’ che l’amministrazione Reagan aveva cambiato la sua politica di aiuti al Terzo Mondo per convergere con la dottrina sul controllo delle nascite della Chiesa, tagliando i fondi all’ International Planned Parenthood Federation e all’ United Nations Fund for Population Activities. Il veto continuò anche sotto Bush.
La storia dei tentativi di costruire una politica avversa al controllo della popolazione, connessa a intrighi, sotterfugi, sgambetti, alleanze segrete, scambi di favori politici, acquiescenza colpevole delle istituzioni, potrebbe costituire la trama di un film metà Indiana Jones e metà Dan Brown, con Padre McCormick nei panni del perseguitato martire della verità, che alla fine vince in premio le labbra di suor Angelina Jolie.
Per un riassunto dell’intera odissea, si può consultare il Social Contract, tenendo a mente che questo sito, che si occupa di politica anti-immigratoria, non è al 100% obiettivo, vista la politica d’accoglienza della Chiesa Romana verso gli immigrati. Pertanto, sollecitato dall’urgenza di richiami che intimavano una risposta, Papa Paolo VI costituì la Commissione Pontificia per lo Studio della Popolazione, della Famiglia e della Natalità( CPPFN), nella quale 70 degli esperti contro solo 4 raccomandarono l’abrogazione della proibizione della contraccezione artificiale. Il Papa, però, ignoro’ il loro parere e, nella enciclica “Humanae Vitae” sulla regolazione delle nascite, pubblicata nel 1968, ristabilì la proibizione. Venne preparato un “rapporto di minoranza”, nel quale si affermava che la dottrina sulla contraccezione non poteva cambiare: «La Chiesa non può cambiare la propria risposta, perché tale risposta è vera… in quanto la Chiesa cattolica, istituita da Cristo… non avrebbe potuto sbagliare così gravemente per tutti i secoli della sua storia». (Per maggiori informazioni :v. THE SOCIAL CONTRACT,Vol. III, No. 2, Winter 1992-93,The Social Contract,3161/2 E. Mitchell St., Suite 4,Petoskey, MI 49770).
In risposta a questi fatti e alla loro interpretazione, offro una spiegazione alternativa sull’ostilità della Chiesa alla regolamentazione delle nascite. La visione del mondo della tradizione biblica è stata accusata di antropocentrismo, perché pone l’uomo, immagine di Dio, al centro dell’universo. Non esiste, tuttavia, un’alternativa che prescinda dalla nostra coscienza: tutte le teorie ontologiche, fenomenologiche, etiche e cosi via, nascono da li’ e conseguentemente esse sono in ultima analisi, lo specchio della nostra natura umana. Come disse Einstein: “Physical concepts are free creations of the human mind, and are not, however it may seem, uniquely determined by the external world. Piuttosto è l’ordine morale “naturale” che viene messo in discussione e con esso, lo status dell’uomo-immagine divina.
LE RAGIONI DELLA FEDE
Le obiezioni della Chiesa cattolica alla pianificazione delle nascite, dipendono dalla sua concezione della sessualità, che risale all’essenza umana. Tra le tribolazioni mondiali, quella della sovrappopolazione non richiede elaborate teorie scientifiche per essere compresa, è piuttosto empiricamente osservabile, ma non la si vuole percepire, perché non la si vuole mettere in discussione. Esiste in effetti un comprensibile blocco culturale o, secondo l’indirizzo scientifico dominante, genetico . Nella battaglia per il possesso delle anime che si svolge tra la Chiesa, i laici, i razionalisti e gli ecologisti, la Chiesa offre un’immagine morale, a prescindere dall’appoggio, del tutto strumentale, di una lobby secolare pro-natalista che si adegua al pensiero economico tradizionale, quello per cui il capitale umano (lavoro e creatività intellettuale) è all’origine della creazione della ricchezza e quindi, più siamo e più opportunità di benessere avremo. Elaboriamo delle ipotesi. La teoria evoluzionista, entrata nel flusso d’opinione che si diffonde fino alle riviste femminili, con ingenue istruzioni fai-da-te per assicurarsi un maschio, fallisce nel costruire una teoria morale attraente e plausibile, adatta a fungere da cemento sociale. E non potrebbe essere altrimenti, se è vero come ci dicono gli stessi scienziati, che “No abstract moral principles exists outside the particular nature of individual species.” ( M.Ruse, E.O.Wilson “Moral Philosophy as Applied Science” Philosophy,61 (1986),p.173-92) Adottando un sistema deterministico, l’uomo perde la consapevolezza dei motivi che lo spingono a comportarsi in un certo modo, perciò: “Human beings function better if they are deceived by their genes into thinking that there is a disinterested objective morality binding upon them, which all should obey.”(Op. citata, p.179)
Vediamo quindi l’essenziale differenza con la Chiesa, per cui i principi morali sono obiettivi universali e in accordo con la nostra “vera” natura, fondata sul libero arbitrio, che vale per tutti gli uomini. E’ ovvio che senza libero arbitrio non può esistere moralità. Nonostante la supposta origine divina dell’anima umana, la Chiesa ammette implicitamente il lato demonico che la contamina (cercando di giustificare filosoficamente il peccato). Quindi esiste la dicotomia -origine della tragedia- che riconosce la desiderabilità dei principi morali comuni a tutte le religioni, che sono serviti a cementare e civilizzare la società, come riconosce l’agnostico svizzero Emile Durkheim, ma al tempo stesso ammette la loro incompatibilità con gli istinti distruttivi che guidano i comportamenti. L’altra influenza civilizzante è stata certamente la scienza, l’eterna nemica della religione. Dagli inizi del periodo Ionico la scienza ha liberato il pensiero dai vincoli del mito, confinando la conoscenza nel puro ambito della ragione. Ha cosi’ costretto tutti i fenomeni umani in un sistema in cui non trovano posto separato e autonomo. Ci inoltriamo in un deserto materialista.
Oso predire che, se il movimento scientifico evoluzionista attuale prevale senza correzioni critiche, non solo la religione sarà domata, ma anche la filosofia sarà annientata e svuotata, e l’arte e la percezione estetica saranno declassate e private di ogni loro fascino. In questa scia il biologo e zoologo E.O.Wilson arriva a ridurre arte e religione a semplici prodotti dell’evoluzione genetica dei nostri tessuti nervosi e sensoriali . ( Edward O. Wilson” On human nature” Harvard University Press, Cambridge USA). Se conducessimo un’analisi puramente scientifica delle religioni, troveremmo che le motivazioni genetiche sono, evoluzionisticamente parlando, perfettamente coerenti con l’interesse della nostra specie alla procreazione, in quanto sopravvivenza del gruppo, che invece sarebbe indebolito dalla decrescita numerica. Questa la spiegazione semplicistica da cui si possono trarre le ragioni per la conservazione dell’originario mito biblico “Crescete e moltiplicatevi”. A fronte di questi imperativi istintivi di propagazione della specie, è evidentemente inutile esibire dati, esempi, charts, o il più elementare buon senso, per dimostrare il pericolo della sovrappopolazione. La Chiesa, se occorre, si serve anche degli argomenti di economisti e altri soggetti, che hanno le loro mondane ragioni per aumentare la popolazione, ma, nella sua essenza, l’imperativo riproduttivo, che è sopratutto quello di replicarsi e permanere eternamente, trascende le dimostrazioni scientifiche. La sua validità viene misurata a livello culturale/istintivo. In un tempo di veloci e caotici cambiamenti potenzialmente distruttivi, favoriti dalle stesse conquiste tecnologiche, una parte della nostra società in cerca di significato, viene fagocitata dalla Chiesa, che rivendica per sé la funzione di mantenere vivi i valori morali della comunità e le sue aspirazioni spirituali. La ragione non è mai stata una difesa credibile contro la fede. (3) Citando il professore di cognitive linguistic dell’Università di Berkeley, George Lakoff: “L’idea che la gente rinunci alle sue credenze irrazionali a fronte di solide evidenze , è in se stessa una credenza irrazionale, per lo più non sostenuta dall’evidenza.” (berkeley.edu/news/media/releases/2004/08/25_lakoff.shtml)
L’autorità della Chiesa è fondata su un’arma infallibile, perché irrazionale: la fede, quel “Credo quia absurdum” di Tertulliano . Questo vantaggio viene sprecato quando essa insiste, nella tradizione scolastica, a far coincidere la fede con la ragione, esibendo un’aggiunta di Verità presunta razionale alla sua Verità rivelata. Cosi espone il suo fianco debole. La Chiesa afferma, “insieme alla Bibbia” …che la ragione può riconoscere con certezza, benché non senza fatica, l’esistenza del creatore in virtù delle sue tracce nella creazione” .( Christoph Schönborn, Creazionismo ed evoluzionismo senza ideologie possono incontrarsi, L’Osservatore Romano” (17 luglio 2008). “Anche Papa Giovanni Paolo II, nell’enciclica Fides et Ratio, afferma che l’esistenza di Dio sia in realtà dimostrabile con la ragione, e che i tentativi di ragionare diversamente siano risultato del peccato” (wikipedia.org/wiki/Fideismo) Su un piano speculativo, non sono mai mancate le dimostrazioni dell’esistenza di Dio, ultima quella dello scienziato Kurt Gödel, ma esse non sono determinanti per i fedeli. Uno non sceglie il suo sistema etico in accordo con la ragione, ma di solito giustifica con argomenti pseudo-logici quello a cui vuole credere. Ci troviamo di fronte al trionfo dell’Irrazionale, eretto a Verità . Pascal stesso contesta le varie prove dell’esistenza di Dio come irrilevanti. Questo è stato anche il tormento di Dostoevsky: “If anyone could prove to me that Christ is outside the truth, and if the truth really did exclude Christ, I should prefer to stay with Christ and not the truth.” ( Dirscherl, Denis S.J. Dostoevsky and the Catholic Church. Chicago: Loyola University Press, 1986. 59. In Dostoevsky and the Problem of God , by Elissa Kiskaddon) Per Dostoevsky la fede è piu’ forte della ragione. Il secolarismo ha da tempo lottato per l’idea di un’etica affrancata da un Dio – o entità superiore che detiene il concetto di Bene e Male-, ma non ha ancora trovato una risposta soddisfacente, che plachi la domanda fondamentale e irrisolta sul valore dell’esistenza.
Una “nuova” etica, auspicata da O.Wilson, cerca di introdurre come valore cardinale la sopravvivenza del genere umano, ma senza rispondere alla questione fondamentale: Perché il genere umano dovrebbe sopravvivere ?( “On Human Nature”, op.cit.) I fedeli non sono interessati a una verità dimostrabile, ma sono votati a dei goal desiderabili in se stessi, che hanno un significato estetico ed emotivo, senza riguardo all’evidenza e senza una obbligatoria connessione con la realtà. Essi, contrariamente a quello che pensano atei ottusi come Odifreddi e Dawkin, non sono dei cretini, si rendono conto dell’assurdità del loro credo e talvolta devono combattere contro i loro stessi dubbi. Quando asseriscono di credere, non è come affermassero che il treno parte da Milano alle 17,30, al contrario è proprio l’implausibilità del dogma che dona a essi la forza E’ come avviene per coloro che provvedono un alibi per qualcuno che amano: lo fanno perché piu’ l’alibi è falso più testimonia il loro amore assoluto e la loro lealtà. “Some beliefs – in universal love or the perfectibility if man…. – they are breaches of the fundamental logic of language and thought.” (Michael Frayn”The Human touch, Our part in the creation of a universe” Faber and Faber 2006)
LA CHIESA E L’AMBIENTALISMO
Nello storico indirizzo alla General Assembly delle Nazioni Unite nel 1965, papa Paolo VI espresse la sua posizione senza mezzi termini: “…Voi dovete impegnarvi per moltiplicare il pane in modo che sia sufficiente per le mense dell’umanità, invece di favorire un controllo artificiale delle nascite, che sarebbe irrazionale, per cui si diminuirebbe il numero degli invitati al banchetto della vita.” Parole ispirate, che prendono in giro Malthus. Ma la straziante realtà è fatta di fame, violenza, malattie. Per restare al passo dei tempi e acquisire maggiore rilevanza, la Chiesa cattolica ed altri leaders religiosi, si sono affidati all’ambientalismo e ultimamente hanno anche aderito alla religione dell’Anthropogenic Global Warming, ribattezzata Cambiamenti Climatici. Il 15 giugno 2001, i vescovi cattolici americani approvavano unanimamente l’imperativo “morale” di adottare urgentemente misure contro il riscaldamento globale, poiché i cambiamenti climatici “concernono il futuro della creazione divina “. (http://www.hawaiireporter.com/story.aspx?d0a74c45-c601-400a-9b15-213c79ff2b30) (come se la distruzione della biodiversità, l’inquinamento, lo sfruttamento agricolo del suolo, dell’acqua, non concernessero questa creazione) Le religioni si sono scoperte ambientaliste dal momento che l’ambientalismo ha preso stanza permanente nella società contemporanea e la nuova narrativa ecologica è diventata concorrenziale in un mercato carente di certezze visionarie, dopo il declino della religione istituzionalizzata e di quell’altra potente religione che è il socialismo reale. Seguendo il rituale della sua trasformazione periodica, la Chiesa (come le teorie marxiste, due cose che non sembrano tramontare mai) ricicla l’ambientalismo naturalista in senso trascendentale, cosi come il comunismo riadatta le antiche categorie dell’oppressione di classe. La verità è che il messaggio ecologico cristiano è molto più’ antico di quello moderno. Secondo la grande tradizione monastica medievale, specialmente benedettina e francescana, il mondo visibile è la manifestazione ed emanazione del dio invisibile. Numerosi odierni apologeti si rifanno ai vecchi testi, dove trovano conferma di un’ecologia ante litteram, di tipo mistico. ( v. S.Bernard de Clairveaux :” You will find something far greater in the woods than you will find in books. Stones and trees will teach you that which you will never learn from masters “ ). ( 4)
Questo fenomeno moderno fa parte dello Zeitgeist, e si diffonde in varie forme. Un certo ambientalismo mistico (Deep Ecology) ha trasformato la natura in una dimensione religiosa di tipo panteista. I riferimenti sono simili: la minaccia della retribuzione per i peccati contro il Pianeta, la vendetta della Natura, la possibilità di redenzione attraverso la conversione a un cambio totale di rotta, un nuovo inizio. E’ la rivisitazione del mito cristiano del Millennio. La metafora è importante: la parola è un simbolo che suscita emozioni e immagini suggestive. E nella maniera in cui si è strutturata l’ecologia “profonda”, la Chiesa percepisce il pericolo di assimilazione nel brodo informe del sincretismo, il ritorno al paganesimo e all’animismo, che eliminano conseguentemente il bisogno della trascendenza e detronizzano l’uomo dal suo speciale stato di supremazia. L’uomo, immagine del divino, non può essere un semplice prodotto dell’evoluzione , a meno che, come il famoso biologo Francis Collins ci spiega “… at the creation of the universe, God could also have activated evolution…” e subito dopo si produce in un’audace arrampicata sugli specchi : “The idea that he could both foresee the future and also give us spirit and free will to carry out our own desires becomes entirely acceptable” (“God versus Science- A debate between Richard Dawkins and Francis Collins” by Time Magazine : www.time.com/time/magazine/article) (5).
Gli attacchi di Umanisti, Ateisti, Razionalisti , Reduzionisti, Materialisti e vari “isti” , capitanato da scienziati come Dawkins, Dennett, Harris, per lo più studiosi di biologia, trovano consenso in un crescente numero di quei cittadini, specie nel mondo anglosassone, ostili ad ogni dogmatismo. Allo stesso tempo, Dawkins e Dennett respingono l’ineluttabilità del trionfo dei geni che spingono alla riproduzione e attraverso l’uso della contraccezione, si ribellano alla tirannia dei degli stessi geni. L’analisi neo-darwiniana contiene una radicale trasformazione di quello che siamo e di quello che facciamo, una rivoluzione culturale che solo la Chiesa sembra aver pienamente afferrato, mentre il resto della società la subisce. E’ la fine non solo della sua autorità, ma della stessa cosmogonia su cui si fonda la proibizione di disturbare gli equilibri tra il divino e il mortale, pena la dissoluzione della legge naturale, che si identifica con quella morale. Le posizioni ottimiste di un Lomborg o di un Simon, sono meno concorrenziali, più simpatetiche all’ingiunzione procreativa. . “I popoli non sono una minaccia e un pericolo per le risorse della terra. Essi stessi sono una risorsa. Sì, oltre alla terra, l’uomo è la principale risorsa di se stesso. La sua intelligenza gli permette di scoprire il potenziale produttivo della terra e le differenti maniere per soddisfare i bisogni umani “(Pope John Paul II, Centesimus Annus, 1991, p. 62) (cfr. Julian Simon’s “The Ultimate Resource” Princeton University Press 1996).
La Chiesa come gli esperti delle organizzazioni affiliate ONU offre soluzioni semplici e irrealiste: davanti alle tragedie della fame, della guerra, delle malattie, la compassione detta più medici e medicine e aiuti alimentari. E’ quindi colpa nostra, di questa civiltà occidentale, permeata dal complesso di colpa trasmesso dal potente mito biblico ed esteso indiscriminatamente a religiosi ed agnostici, ambientalisti e professionisti della carità. Le loro malattie e disgrazie hanno un nome: ingiustizia. Più o meno esplicitamente, è la società materialista e capitalista dell’Occidente ciò che affama, ruba, sfrutta, distrugge. E incoraggia specialmente il declino morale e numerico dell’umanità, interferendo in quella legge naturale immutabile perché emanata da Dio, che giustifica la funzione primaria del sesso come fecondazione. Il messaggio che la Santa Sede porta con sé, in tutte le Conferenze già menzionate all’inizio, è il rispetto della persona umana, contro ogni tentativo di manipolare le sue capacità riproduttive naturali, contro interferenze di “international bureaucrats, … agents of aid organizations, … politicians or governments”. Solamente le coppie possono decidere del numero dei figli. L’unico metodo di regolazione della fertilità permesso ai cattolici è il metodo naturale, che non ha effetti secondari, richiede senso di responsabilità da parte degli individui e segue completamente i dettami della natura. Se il Papa avesse ammesso i contraccettivi, avrebbe incoraggiato la coppia a inquinare le vie sacre del concepimento con prodotti chimici, aprendo la via allo sfruttamento industriale nella sfera più privata e sacra. (Stratford Caldecott, “Second Spring,” edited from the Centre for Faith & Culture at Westminster College, Oxford. ) Il dialogo della Chiesa col mondo moderno afferma certi valori morali fondanti dell’Illuminismo -e dell’eredità greco-romana- con la sua pretesa all’universalità: uguaglianza, pace, diritti umani, nell’ottica centralizzata sulla civiltà mediterranea. Essi si possono conciliare con il nuovo pensiero ecologico solamente se aderiscono alla tradizione umanistica dell’ ”uomo misura di tutte le cose”. La stessa visione porterà all’espansione dell’orizzonte della civilizzazione, iniziata con le guerre di conquista, che ha prodigiosamente cambiato i limiti geografici e culturali, creando un disgregamento del centro di gravità della cultura. In questo clima critico, la Chiesa nonostante la sua tradizione d’integrazione culturale, si arrocca sul più controverso tabù, che non può essere barattato in cambio della popolarità: quello del SESSO, cioè del più fondamentale elemento di propagazione della vita unita a quella dei valori.
ORIGINI DELL’ETICA SESSUALE CRISTIANA
Siamo al cospetto di un dialogo tra sordi, tanto il quadro dei termini del contrasto è divergente e opaco ai due contendenti. Il dissenso tra religione e società è una secolare e irrisolta disputa sul sesso, ma ha origini lontane. L’idea che il sesso sia da evitare, se non nel contesto della procreazione, fu una reazione alla decadenza dell’Impero Romano, che, come notò Gibbon, ha prodotto il rigetto delle masse, fino a che anche il clima intellettuale dei primi quattro secoli, nel logoramento e nel ripudio del disfacimento dei costumi morigerati della Repubblica, si orientò verso l’ascetismo. Lo Stoicismo e il Neoplatonismo incamerarono questa reazione e furono assorbiti dai primi Cristiani attraverso la mediazione di Sant’Agostino. Basta ricordare che Porfirio, seguace di Plotino (evidentemente un precursore dei Talebani) condannava ogni tipo di piacere, anche il più’ banale e innocente, come cavalcare, danzare, cantare, mangiare carne, e non solamente il sesso. (Should Sex Have A DifferentMeaning For Humanists? Vern L.Bullough,Bullough)http://www.humanismtoday.org/vol6/bullough.pdf.) Queste influenze hanno fatto del Cristianesimo una religione sessualmente negativa, che la distinse dalle tradizioni ebraiche. Il sesso divenne una cosa pericolosa, che era meglio evitare. Secondo gli Gnostici e i Manichei, il sesso era opera del demonio. Dopo una vita dissoluta, Sant’Agostino, tormentato dalla libidine di cui non riusciva a liberarsi (“Give me chastity, and continence, but do not give it yet. “34. St. Augustine, Confessions) si curò finalmente con l’ estremo rimedio dell’astinenza e, con involontario umorismo, dichiaro’ che il matrimonio doveva trasformare il coito in dovere, e avere certi necessari requisiti, diligentemente specificati, per rendere piu’ agevole il concepimento. (v. Augustine, Denuptiis et Concupiscentia,I) La dottrina agostiniana fu enfatizzata partendo da San Paolo.
Comincia a delinearsi una specie di patologia del sesso. Meglio se colpevolizzante e magari scomodo. (“ ….ma se non si sentono di vivere continenti, si sposino; è meglio sposarsi che bruciare.” ( Corinti 7, 6-9.) San Paolo ha trasmesso ai posteri una visione stoica e sacrale del matrimonio, l’obbligo di continuare il lavoro divino, che è di “creare” e quindi propagare la specie, come Dio fece con Adamo ed Eva. Fu cosi che si formò la definitiva elaborazione dell’etica sessuale della Chiesa, che, mentre si è adattata a tutte le trasformazioni epocali, non rinuncia a questo osso, a cui è rimasta attaccata la bellezza di 2.000 anni di storia. Può’ essere che la morale sessuale cristiana, che ha permeato di deliziosi sensi di colpa la civiltà europea, nella presunta fedeltà ai principi d’ astinenza, nell’ossessiva concentrazione sull’atto generativo, nell’insita frustrazione della coppia, abbia un’origine sadomasochista, sia un’ elegia della rinuncia. Ma: so what? Freud ha ammesso che la ricchezza della cultura occidentale è frutto di una sublimazione della libido insoddisfatta. Dante non avrebbe scritto la Divina Commedia se avesse scopato Beatrice. Nell’Eros sans Venus, lo scrittore svizzero Denis de Rougemont afferma che tutta la cultura dell’occidente è stata formata dalla concezione dell’ “amour courtois”, una strategia che permette al soggetto di trascendere l’immanenza vitale e la pulsione dell’istinto sessuale. Esaltato da una erezione continua, mai soddisfatta, il desiderio preclude il piacere effimero, per preferire l’autofustigazione della coscienza morale, che Freud chiamava “le surmoi” . …(«C’est la douleur seule qui rend consciente la passion, et c’est pourquoi l’on aime souffrir, et faire souffrir.»”(v. Denis de Rougemont, L’amour et l’Occident ) Come Byron ha ironicamente commentato, esiste una connessione comportamentale tra la letteratura amorosa e l’insoddisfazione sessuale “(Aldo D. Scaglione, Journal of the History of Ideas 58.4 (1997) 557-572 Petrarchan Love and the Pleasures of Frustration). Ci sarà una relazione tra la libertà sessuale contemporanea e la banalità dell’ arte moderna ?
L’AVVOCATO DEL DIAVOLO – O DI DIO
Questo saggio è nato per immaginare le ragioni della rigida posizione della Chiesa sulla sessualità e per poi cercare come poter convivere con essa, attraverso una strategia di rispettosa separazione (NOMA). Il compito è difficile, ma per questo più’ interessante. Offre, a chi non è disperatamente chiuso nei suoi pregiudizi, la possibilità di scorgere e intendere un mondo variegato di richieste d’infinito, che la razionalità non può’ soddisfare. Questa aspirazione trascendente ha una funzione, diciamo, terapeutica, specie se si trova di fronte la contraddittoria e banale rappresentazione del sesso come gratificazione personale, priva di qualsiasi funzione sacrale. Recentemente ci troviamo di fronte a un fenomeno che testimonia della schizofrenia delle coscienze: le Chiese si svuotano mentre le Piazze si riempiono. Questi fenomeni di lealtà alla religione dei padri si manifestano sempre più senza un appiglio dogmatico. L’uomo attuale si trova nei panni di un viaggiatore senza bagagli perduto senza guida nel vuoto di significato assoluto. Allora il viaggiatore ha bisogno di un orientamento. La nostra società coabita ancora con un’ingiunzione che ebbe la sua validità in un contesto primitivo, ma è da tempo superata, come lo dimostra il comportamento attivo della maggior parte dei suoi stessi credenti occidentali, cioè di quella grande civiltà che nacque e prosperò con il Cristianesimo. Se un Papa è acclamato non è perché insiste su delle finezze teologiche logicamente assurde, e nemmeno perché proibisce la contraccezione, ormai praticata liberamente dai cattolici, ma perché è la materializzazione di un messaggio dall’Aldilà. Più che alla morte di Dio assistiamo alla morte dei dogmi. La critica della religione diventa critica delle religioni nel loro assolutismo e rivolge la domanda ovvia: perché mai Dio deve essere, come nel nostro caso, la storia di una setta giudaica, o di altre fossilizzazioni dello spirito religioso in esclusive e tra loro contrastanti rivelazioni? Lo scetticismo imperante, che non conosce autorità, è una barriera all’ubbidienza ai dogmi, sia religiosi che secolari.
Da qui concludo, che, di fronte ai comportamenti laici adottati liberamente nella nostra società, le accuse alla Chiesa si rivelano più che altro una nuova forma di caccia alle streghe. Se certe obiezioni etiche, fondate su discutibili pregiudizi culturali, sono contrarie ad altrettanto discutibili esperimenti scientifici, questo non è prova della preponderanza del potere ecclesiastico, ma rappresenta piuttosto una naturale reazione difensiva per il mantenimento dello status quo, inquadrata nella prudenza conservatrice, che non ha bisogno di etichette religiose, di singoli e gruppi, ma che infine coincide con l’imperativo ambientalista del principio di precauzione.
Il fatto che obiezioni al “progresso scientifico” siano in accordo con le vedute della Chiesa, non è per sé indicativo di un ‘influenza indebita , perché queste reazioni sono anche presenti in altre, più laiche, società. Sarebbe estremamente pericoloso e ignobile impedire a chicchessia di esprimere delle riserve su esperimenti scientifici, privi di paletti etici. La gente comunque sceglie la soluzione che sembra più consona ai suoi valori. Parliamo quindi di principi etici e non solo di convenienze economiche. Come dimostrato da Daniel Sarewitz, gli studi scientifici sono solamente un fattore tra i tanti che influiscono sulle decisioni “politiche”. Le pulsioni umane, gli interessi di parte, le aspettative future, la pratica necessità di arrivare a soluzioni, mettono in dubbio ogni pretesa di assoluta obiettività, mentre altri sono i fattori, per lo piu’ ignorati e sottintesi, che dirigono la nostra storia. ( “How science makes environmental controversies worse” Environmental Science and Policy, 7, 385–403, www.elsevier.com/locate/envsci ).
Intanto la società italiana, soggetta alla sindrome dei Guelfi e Ghibellini, delle Contrade e dell’assoluta contrapposizione, continua la tradizione dell’antico sistema medievale . Studiando le posizioni dei gruppi pro-life in quanto religiosi, notiamo che essi si concentrano specialmente sul problema dell’aborto, che è un’altra faccia del sesso-senza-conseguenze. Eppure, stranamente, nei tempi antichi questo non fu considerato uno dei maggiori peccati.(6) Questi gruppi non sono solamente cattolici, ma costituiscono una falange agguerrita, rivoluzionaria, che, in America specialmente, paese dov’è più accentuata la separazione costituzionale tra Chiesa e Stato, sfida le leggi e gioca su sentimenti nobili d’amore, d’altruismo, di compassione. Cosa questa che manca nell’immagine dei pro-choice, dove talvolta il lessico é rozzo, nella sua insistenza, sui “diritti della donna”, come se essi includessero il diritto all’insensibilità, all’irresponsabilità e all’egoismo. Spuntano dappertutto soi disant atei devoti, sostenitori insospettabili e autorevoli che vanno a formare un’armata invincibile perché virtuosa .
E’ oramai una guerra senza quartiere. Consultando documenti, articoli, rapporti, l’insieme del cyberworld, è tutto uno scambio di insulti e di accuse reciproche. Atei ringhiosi contro macchinosi credenti, entrambi faziosi e sordi alle ragioni dell’altro. La ripetizione magica del motto “laicità” è l’arma della religione dell’UAAR, di Resistenza laica, di NOGOD, ecc. nelle quali vige la logica dell’illogicità, con asserzioni del tipo: “Poiché la credenza in un dio è errata…” oppure: “essa viene per principio sempre messa in pericolo dai vuoti esistenti nella rete della mutua autoaffermazione delle immagini deliranti indotte.”, a vostra scelta, (v. Fritz Erik Hoevels: Perché un’associazione degli atei www.ahriman.com/it/ateisti.htm ). In altri casi, l’argomentazione di tali associazioni si risolve in una narrativa-fumetto dove la parte del cattivo è fatta dal prete pedofilo, che ha alle sue spalle il Papa nazista: una riedizione del mito di Süss l’ebreo rapace assistito dal burattinaio Rotschild . Se si vuole insegnare la superiorità della morale atea, lo dovrebbe fare “not by barking rational arguments and calling religious faith a kind of insanity as Richard Dawkins does, but by daily actions.” come suggerisce l’umanista Kevin McNicholl (http://nireland.humanists.net/docs/DOSTOEVSKY GOD.doc. ) La bandiera anticlericale, che promette un futuro di felicità ostacolata dagli intralci della Chiesa, in effetti nega ad essa la legittimità di espressione sui temi ad essa propri.
La nostra era si prospettava immune da conflitti ideologici. Invece sembra che l’essere umano non possa vivere in pace -con se stesso e gli altri- a causa delle ideologie che lo consumano. Addio Fukuyama e la Fine della Storia. Le grida di “No Vatican – No Taliban” si incrociano con le accuse di “Assassini”. I siti cattolici promuovono fiumi di disinformazione, che naturalmente solo i loro adepti seguono, cosi che non esiste nemmeno più curiosità di scoprire cosa l’altro proponga. Un estratto esemplare di questo tipo di invettive si trova nel Sito del Population Research Institute: “Instead of promoting life-saving health care for these women and children, the goal remains to contracept, sterilize, and abort as many women as possible. “Family planning” takes precedence over health care.” (http://www.rhrealitycheck.org/rhetoric/category/population-research-institute) E che dire della Carta della Terra, un documento alla cui redazione ho partecipato e criticato per non avere menzionato il dramma della sovrappopolazione? Qui entriamo dritti nel buco nero delle più immaginative teorie cospirazioniste: “La Carta della Terra, secondo il suo principale ispiratore, il russo Michail Gorbachev, è il nuovo Decalogo che porrà fine ai Dieci Comandamenti.” Oltre Gorbachev, le menti della Carta della Terra, sono due dei funzionari più famosi e più pericolosi di un piranha in un bidè: Maurice Strong, uomo del club Bilderberg, del Forum di Davos, e sopratutto ideologo delle Nazioni Unite e del Nuovo Governo Mondiale. Insieme a lui, la più grande fanatica dell’aborto e uno dei peggiori nemici della razza umana: l’ex primo ministro norvegese e segretaria generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sig.ra Gro Brundtland. (”ONU: La Carta della Terra e i Dieci Comandamenti” da www.kattolikamente.splinder ) Intanto i Catholics for free Choice hanno inviato una rispettosa lettera aperta a Papa Benedetto XVI per chiedere di abrogare la proibizione della contraccezione . (Ufficio stampa di Catholics for Choice,Jen Heitel Yakush, www.catholicsforchoice.org) Ma! come si puo’ dialogare col demonio? ! Secondo Monsignor Michel Schooyans, professore Emerito di Filosofia politica e di Ideologie contemporanee all’Università cattolica di Lovanio, i Catholics for free Choice rappresentano una truffa intellettuale che inganna numerosi cristiani, facendo credere loro di essere al servizio della vita, mentre invece il loro unico obiettivo è di indurre degli innocenti a scegliere la morte. (www.zenit.org/article-9283?l=italian, 24/04/2007).
A seguito del dibattito aperto dal Cardinale Martini sulla possibilità che la Chiesa cambi la sua posizione sull’uso del preservativo, il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia della Santa Sede ha deciso di rompere il silenzio: “Quella di Martini è un’opinione personale che non si trova nel Magistero”. D. Allora cosa si deve fare nel caso che uno degli sposi abbia l’Aids? R. Gli sposi possono scegliere la via della continenza, della castità, per non mettere in pericolo la sicurezza dell’altro. Alcuni esperti di morale hanno richiamato alla relatività del grado di sicurezza del preservativo. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) sa che c’è una relatività, un pericolo. D. Lei aveva parlato dell’opportunità della strategia ABC. Che cos’è esattamente? R. L’ABC risulta più chiara in inglese, giacché è stata inventata negli Stati Uniti. A di astinenza; B di Be faithful, essere fedeli. E la C non è di condom, preservativo, come alcuni dicono. La C è di castità.” Wow! Vai a insegnare la castità agli Africani ! Imprecazione razzista, ma realista. Opinioni simili avevano già trovato il loro sostenitore in Gandhi, che aveva condannato la contraccezione come una maledizione della modernità, che promuoveva il piacere sensuale come fine in se stesso. La soluzione, anche per il Santo dei Radicali Non Violenti, era l’astinenza sessuale.
NON-VIOLENZA ?
La percezione piuttosto diffusa, vera o inventata per ragioni politiche, dei movimenti per il controllo delle nascite è tutta e sempre negativa. Bisognerebbe piuttosto ingaggiare le coscienze religiose, senza inveire con epiteti che rivelano il lato, ahimé, fanatico e settario che sta in fondo a tutti noi. Prendendo spunto da Stephen Jay Gould, il problema della compatibilità tra scienza e religione -che crea confusione ai loro seguaci- non dovrebbe essere un problema, se ognuno si attenesse al principio della rispettosa non-interferenza, riconoscendo che i due maggiori soggetti che hanno informato la nostra civiltà debbano conservare il loro proprio separato campo d’influenza, enunciato come Principio: NOMA, cioè Non-Overlapping Magisteria, che sarebbe il Principio delle Autorità Separate . Questa fu anche la posizione degli Umanisti inglesi -a torto chiamati atei- come T.H.Huxley, che creò il termine “agnostico”, nel senso di uno scetticismo aperto, perché onestamente uno non può conoscere. Gould si esprime in un linguaggio di grande sensibilità e bellezza, che purtroppo non si può apprezzare in traduzione.(Stephen Jay Gould “Rocks of Ages ,Science and Religion in the fullness of life” London, Random House, 2001) Egli esamina come gli evoluzionisti vittoriani abbiano affrontato umilmente la diversità tra scienza e fede, sottolineando che la fattualità della scienza non può risolvere la domanda essenziale del significato della vita. Ecco un passo tratto da una lettera di Darwin : “I am inclined to look at everything as resulting from designed laws, with the details, whether good or bad, left to the working out of what we may call chance… I feel most deeply that the whole subject is too profound for the human intellect. A dog might as well speculate on the mind of Newton.” Quindi, l’errore sta nel punto di vista, o, come si dice, nel “framing” del problema. E’ pericoloso per l’autorità religiosa occuparsi di dispute concernenti la realtà naturale, perché quando la scienza le contraddice, essa si scopre impotente, come l’Imperatore nudo. Ma è la Chiesa che occupa il campo scientifico, quando parla di contraccezione, di diritto alla vita, di morale sessuale ? Secondo me -e anche secondo le teorie di Gould,- non parrebbe, non più dell’ingerenza della scienza e della tecnica nel campo dei costumi (che riguarda la morale individuale).
La scienza non può’ insegnarci nulla “about the morality of morals”. Questi due incompatibili soggetti si battono non tanto nell’aree di competenza della scienza o della religione, ma nell’arena politica, la quale è anche parte della morale, in quanto si ispira a dei valori importanti circa la finalità della vita umana: per esempio, lo scienziato che ha fatto un’invenzione di cui conosce meglio di ogni altro i dettagli tecnici, non deve risentirsi se dei cittadini esercitano il loro diritto morale, insistendo per esempio, nel decidere le regole dell’uso per i loro fini. (7) La Chiesa cattolica, contrariamente a certe rituali assemblee di incontri “ecumenici”, religiosi e no, è un gigantesco incontro di dibattiti interni. Ma discutere di fatti i naturali, come dell’età dell’universo, prendendo ad esempio la Bibbia, non ha senso. Huxley, d’altra parte, aveva ammesso il conforto che deriva dal credere in una vita dopo la morte, ma non poteva accettare una dottrina solamente perché desiderava profondamente fosse vera . Il contrario di quanto affermava Dostoevsky, ma questa è la differenza tra una mente scientifica e una mente poetico/religiosa.
CONCLUDENDO
Non si tratta di convincere l’altro, quanto di mantenere un dialogo, con frequenti contatti informali che possono produrre contribuzioni interessanti e scambi di esperienze con famiglie cristiane numerose, con NGO che lavorano a contatto con i poveri del Terzo Mondo, dove fanno veramente dei piccoli miracoli, contrariamente alle grandi NGO governative, che servono solitamente l’interesse dei loro impiegati. Purtroppo certe posizioni di opposizione alla Chiesa (chiamate chissà perchè “laiciste”) non possono piu’ svolgere una funzione irenica (di pace), essendosi già impantanate in una situazione di non-ritorno, e la loro reputazione come interlocutore é al di sotto del livello del mare. Fortunatamente, la comunicazione è difficile solo nella mente degli estremisti, di un colore o l’altro: senza fare rumore, mi sono impegnata in questi due ultimi anni, a parlare a piccole associazioni, gruppi locali, dove ho avuto la mia dose di repliche, anche violente, ma che ho cercato di sgonfiare, con risultati alternativi. L’approccio è di estendere la conoscenza dei fenomeni, senza imporre né criticare ma usando il piu’ possibile il metodo socratico.
Per me, la conoscenza di quell’osceno susseguirsi di morte e sopraffazione che è l’esistenza e che né scienza né fede possono giustificare, è la negazione di una divinità che, come dicono i propagatori dell’illusione necessaria a sopportarla, “ci ama”. Ma lascio ad altri giudicare, non desidero distruggere che quel poco di fiducia in una felicità futura inarrivabile, assurda, li consoli. Sono totalitari quei laici che non apprezzano la libertà e il diritto che ha la Chiesa di istruire i suoi fedeli, attraverso encicliche, lettere pastorali, raccomandazioni, eccetera, limitandosi peraltro al campo a lei riservato, cioè quello morale. Nelle nazioni laiche , come l’Inghilterra, le opinioni delle autorità religiose vengono pubblicizzate sui giornali e ricevono la debita attenzione, il che include pure aspre critiche rivolte al contenuto delle dichiarazioni, ma NON al diritto di esprimerle. La soluzione di eliminare quelli che non la pensano come noi è troppo anti-radicale, per essere contemplata.
Guardandoci intorno vediamo i segni distruttivi di una rivoluzione sociale e culturale, che apre le vie ad un oscuro destino. Vediamo le impotenti mosse di coloro che credono di decidere il futuro, i contraddittori tentativi di rimediare alle varie tragedie che, una dopo l’altra, si aprono come buchi neri nei quali da un momento all’altro l’umanità o parte di essa viene inghiottita . Nei Fratelli Karamazov, capolavoro di uno degli scrittori piu’ grandi della letteratura mondiale, esiste un profondo monito agli agnostici: “ Assumiamo che non ci sia Dio né l’immortalità dell’anima. Allora, dimmi , perché dovrei vivere come un giusto e fare del bene, se devo morire completamente su questa terra?…E se questo è il caso, perchè non potrei (contando solamente sulla mia furbizia e l’abilità di evitare d’essere coperto dalla legge) tagliare la gola a un altro uomo, rapinare, rubare…” (Selected Letters of Fyodor Dostoyevsky. Ed. Frank and Goldstein. U.S.A. : Rutgers University, 1987. 446.In a letter to N.L. Ozmidov, in 1878)
NOTE :
(1) Si veda per esempio, la sorprendente critica del consumismo di Martin Heidegger, che anticipo’ il rifiuto della tecnologia e dello sfruttamento della natura, nel 1944, (The End of Philosophy ,London 1975 ,P.109 )
(2) World Population Conference di Roma 1954, World Population Conference di Belgrado 1965 , La Conferenza organizzata dall’UN in Bucarest 1974 , che emise il World Population Plan of Action, International Conference on Population di Mexico City 1984 , La quinta Conferenza Internazionale sulla Popolazione e Sviluppo del Cairo 1974, L’Assemblea Generale ( 21st special session dell’Assemblea generale delle UN), di New York, 1999. Tutte volte a dimostrare il rapporto inverso tra il livello di sviluppo socio-economico e la crescita della popolazione.
(3) George Orwell aveva ragione quando osservava che la liberazione da fonti atavistiche di valori tradizionali, non liberava dal bisogno di credere anche da parte di razionalisti e intellettuali, come dimostra la loro adesione fanatica al totalitarismo di destra o sinistra .(G.Orwell. Inside the Whale”,The Penguin Essays of George Orwell, Penguin 1984)
(4) Al momento, le religioni in genere sono molto presenti nel campo dell’ etica ambientale . Nomino solamente alcune : Au Sable Institute of Environmental Studies, La Carta di Gubbio , CESPAS (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo), Movimento Azzurro, Buddhist Perception of Nature, Pax Christi, ecc. )
(5) Francis Collins Direttore del National Human Genome Research Institute, convertito dall’ateismo alla fede cristiana, è stato scelto da Obama a capo del NIH , National Institute of Health.
(6) Per i Padri della Chiesa, nel quinto secolo , Sant’Agostino espresse la veduta che l’aborto precoce fosse solo considerato un peccato sessuale. Otto secoli piu’ tardi,San Tommaso d’Aquino fu d’accordo, e specifico’ che l’aborto non era omicidio, se l’anima non fosse già presente nel feto, cioè molto tempo dopo il concepimento. Jerome implies that the fetus must be formed for abortion to be homicide.( in Ep. ad Algasium, 4, PL 22, col. 860 ) Nel Penitential di Albers to Bede, l’idea di una ominizzazione ( personalizzazione del feto) è sostenuta insieme al diritto della donna: “Una madre che abortisce il figlio prima del 40mo giorno dovrà fare penitenza per un anno, altrimenti dovrà essere condannata come assassina” L’aborto fu considerato un crimine e soggetto alla scomunica solo 150 anni fa. Ma per le gerarchie cattoliche e per il movimento per la vita, tutte le associazioni che si occupano della stabilizzazione della popolazione, sono automaticamente aborzioniste.
(7) “For the scientific method can teach us nothing else beyond how facts are related to, and conditioned by, each other. The aspiration toward such objective knowledge belongs to the highest of which man is capabIe, and you will certainly not suspect me of wishing to belittle the achievements and the heroic efforts of man in this sphere. Yet it is equally clear that knowledge of what is does not open the door directly to what should be. One can have the clearest and most complete knowledge of what is, and yet not be able to deduct from that what should be the goal of our human aspirations. Objective knowledge provides us with powerful instruments for the achievements of certain ends, but the ultimate goal itself and the longing to reach it must come from another source. And it is hardly necessary to argue for the view that our existence and our activity acquire meaning only by the setting up of such a goal and of corresponding values.” ( A.Einstein: Science and Religion Address: Princeton Theological Seminary, May 19, 1939. This article appears in Einstein’s Ideas and Opinions, pp.41 – 49.)