maggio 4, 2011

C… ! NON C’E’ PIU’ RELIGIONE !

Ovvero

alcune riflessioni su ruolo della Chiesa Cattolica relativo al  problema della popolazione

“It would be impossible to fight wars over the true faith in the Name of Mozart or van Gogh… The language of poetry, the parables of Jesus, is international. You can’t and mustn’t pour them into dogmas.”

“Heil und Heilung – Theologie und Psychoanalyse,” speech at a conference of therapists in Basel, Switzerland (1977-05-21)

CONTEMPLANDO COS’È RIMASTO DELLA NATURA, dopo l’accresciuta invadenza della specie umana, dalla mia infanzia ad oggi,  non posso che meravigliarmi della crudele velocità con cui essa è stata violentata e ridotta a completa summissione.

Un onesto esame di coscienza conferma che  questo irriversibile danno in cui   la mia famiglia ed io stessa  abbiamo avuto una parte inconsapevole , ha rappresentato un miglioramento delle condizioni materiali. Se dovessi scegliere un periodo storico in cui vivere, sarebbe proprio quello della streptomicina, dei viaggi intercontinentali a basso costo, dell’estensione della vita attiva, del riscaldamento centrale, della lavatrice,delle eccitanti scoperte scientifiche.

Il demografo inglese David Coleman si è domandato se i criteri biologici del successo riproduttivo siano appropriati per giudicare le cause e consegueze dell’aumento della popolazione umana. La sua predominanza ha manipolato la natura per adattarla ai suoi bisogni e cosi facendo, migliorare le chances della  sua sopravvivenza. Ma l’essere umano, con la sua distinta intelligenza, è capace di riflettere sulle conseguenze e domandarsi se esse sono tutte e sempre nel suo interesse a lungo termine.

Cosi è accaduto che la magior parte delle società umane hanno inventato pratiche per il controllo sociale della riproduzione al di sotto della fertilità naturale, fenomeno conosciuto dai demografi come demographic regime. Oggi, l’avanzare delle libertà individuali e specialmente della liberazione femminile, ha condotto a una piu’ facile  e meno cruenta manipolazione della fertilità . (  David  Coleman, Departm. of Social and Administrative Studies, Oxford University, UK “ Population Growth: Ecological success or Development handicap ?” Journal of Human Ecologiy , Special issue n.1 )

La  tendenza culturale contemporanea si è allineata  alla trasformazione dell’ economia nei paesi avanzati , che, non si  fonda piu’ sul potere familiare, ma è distintamente meritocratica. I figli hanno un costo economico/educativo e  questa è la ragione per cui i governi   europei si adoperano a   pagare le donne per avere figli, aggiungendo un incentivo di compensazione  a un miraggio di future cure pensionistiche. E’ , a guardar bene, tutto un gioco basato sul concetto di un mondo che non esiste piu’, e il cui funzionamento, come quello di tutte le cose nuove, sfugge al controllo e alla comprensione logica. E’ inafferrabile, perchè oramai troppi elementi tra se contrastanti, sono entrati  a sparpagliare le carte. Gli incentivi economici sono sostenuti dal modello antico della permanenza di  certi valori, come il desiderio di fare piu’ figli in un tempo di solidità familiare e sociale.  Ignoriamo fenomeni  molto piu’ recenti, come l’ascesa di nuove ansie: il timore di essere sopraffatti dai geni di  altre etnie; nuovi costumi : coniugi o partner  senza figli; nuove sfide :  donne professioniste  che preferiscono una maternità da single, gravidanze non-pianificate e under-age,  nuove insidie: minorità etniche che si difendono massimizzando il numero dei figli per sostituire la coesione sociale con la coesione familiare; e altre combinazioni , che molte volte   nuocciono alla stabilità psicologica dei figli e creano patologie sociali.

IL FATTORE DEMOGRAFICO È UNA DELLE FONDAMENTALI PREOCCUPAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE   RIENTRODOLCE.

1)Avendo dibattuto ad nauseam la necessità di eliminare  allo stesso tempo i due  Cavalieri dell’Apocalisse che viaggano in tandem, cioè la Crescita, della Popolazione e dell’Economia, che si nutrono l’una dell’altra;

2) Essendo sfiduciati dal modo che il messaggio anti-crescita viene percepito- quando viene percepito affatto- attraverso i media, le autorità politiche, il Vaticano, le forze economiche , e persino il mondo ambientalista,

dobbiamo chiederci :

a) siamo cosi ideologicamente “puri”, da non avvertire che esistono opinioni, il cui fondamento è di diversa natura politica, etica, psicologica , antropologica , da non trascurare?

b) se le mie antenne hanno percepito i segnali che ci vengono puntualmente diretti, non sarebbe il caso di tentare una strada piu’ realistica, poichè lo scopo è quello di convincere e non di segnare un gol.

Il problema della popolazione non è un’invenzione recente. Esso non è l’ultima Novità a impaurire le folle, come il Global Warming, ma è menzionato già nella Bibbia :

“Therefore thus saith the Lord God; ‘Because ye multiplied more than the nations that are round about you… Behold, I, even I, am against thee, and will execute judgements in the midst of thee in the sight of the nations.’” Ezekiel 5:7-8 KJV

ribadito secoli dopo da Tertulliano ( un Padre della Chiesa, nientemeno)

The scourges of pestilence, famine, wars, and earthquakes have come to be regarded an a blessing to overcrowded nations, since they serve to prune away the luxuriant growth of the human race.

Per quello che ci riguarda piu’ recentemente, fu il Presidente Americano Nixon (1969)il pioniere di una politica demografica,  che  individuo’ nell’aumento della popolazione un grave pericolo per la pace e la stabilità, e  nel marzo 1970 incarico’ John D. Rockefeller III di creare  la Commission on Population Growth and the American Future, che nel Rapporto finale (1972)delibero’ piu’ di 70 raccomandazioni, che  ancor oggi rimangono il blueprint esemplare per un  dettagliato programma di politica demografica.

Il NSSM 200 — National Security Study Memorandum 200.

Nel 1971, coincidentalmente, fu emesso il Rapporto dell’ Accademy of Science “Rapid Population Growth: Consequences and Policy Implications” , che si concentra sulle  conseguenze economiche , sociali politiche e ambientali della sovrappopolazione.

E’ il grande momento della denunzia:

da allora, si susseguono a valanga periodica le Conferenze internazionali sul tema della Popolazione.

Nonostante le dichiarazioni che prospettavano una collaborazione internazionale per regolamentare la natalità, le buone intenzioni dettero il passo all’inerzia, al politically correct, al revisionismo.

Sarebbe interessante spiegare questo improvviso cambiamento .

Una spiegazione sta nella complicità della teoria economica che elevava l’importanza dell’accumulazione del capitale umano e della tecnologia contro il valore delle risorse naturali e della preservazione  del capitale fisico. Il ruolo degli economisti, che vedono nella crescita della popolazione materia e stimolo per la crescita economica  e nel calo della popolazione, un limite alla produzione/consumi, fu stato adottato  dall’amministrazione Reagan . ( v. Population matters, N.Birdsall, A.C.Kelley, S.W. Sinding, University Press 2001. Oxford)

Ma l’ostilità alle tesi del pericolo della rapida espansione demografica, fu anteriore ad ogni considerazione economica e risale già al tempo della Commissione Rockerfeller,  quando molti partecipanti provocarono all’unisono delle obiezioni bene orchestrate. Essi furono gli Stati Arabi e gli Stati cattolici dell’America Latina, nonchè la Santa Sede, che puntavano la loro resistenza a formalità non del tutto irrilevanti, memori che il Diavolo è nel dettaglio: rifiutavano  l’accenno a “individui”, poichè esulavano dal concetto di “coppia” come fondamento della famiglia, e l’uso del termine “aborto.

In questo sintetico abbozzo del problema della sovrappopolazione, selzionero’ uno dei piu’ potenti elementi di opposizione: la Chiesa cattolica.

OSTRACISMO VATICANO

Vorrei fare prima una breve carrellata , per necessità non esauriente, delle posizioni Vaticane, che hanno contribuito a deragliare dal suo percorso il problema della Popolazione.

Alcune prime reazioni all’ intransigenza della Chiesa Romana furono emesse da  Padre Arthur McCormack, che  fu il consulente vaticano alle nazioni Unite per 23 anni fino al 1979.

Nel suo articolo sulla rivista cattolica The Tablet scrisse:

1) “…the population explosion…poses a more immediate threat to human lives and to human life than the possibility of nuclear war, and nuclear explosion.”

2)” …”The Vatican has to take one side or the other. It must put its influence behind lowering the birth rates or, if it feels this is doctrinally not feasible, boldly state that death rates must regrettably be allowed to rise rather than break what it claims is the law of God.”

Padre McCormack aveva assitito all’iniziativa del già citato NSSM 200 — National Security Study Memorandum 200 , e della Commission on Population Growth and the American Future, entrambe istituite dal Presidente Nixon, che pero’ non sottoscrisse le piu’ importanti raccomandazioni.  Secondo il membro del Congresso James Scheuer (D.-NY) la causa del voltafaccia fu il timore degli attacchi dalla Chiesa Cattolica, in tempo di elezioni .

Dopo Nixon, Gerard Ford ebbe il compito di raccomandare  il nuovo studio . Il senso di emergenza era elettrico:

…world population growth is widely recognized within the government as a current danger of the highest magnitude calling for urgent measures…it is of the utmost urgency that governments now recognize the facts and implications of population growth, determine the ultimate population sizes that make sense for their countries and start vigorous programs at once to achieve their desired goals

Ma alla UN World Population Conference, fu unico il Vaticano a opporre il suo veto al Piano d’Azione raccomandato dalla Commissione.

Bisogna riconoscere la brutalità di alcuni articoli:

No country has reduced its population growth without resorting to abortion [Page182].

Indeed, abortion, legal and illegal, now has become the most widespread fertility control method in use in the world today [Page 183].

Subito dopo l’approvazione del Rapporto da parte del Presidente Ford, esso non fu mai pubblicato e ne restano solamente alcune fotocopie, né ebbe pubblicità mediatica, ma fu  classficato come  segreto di stato, per ragioni di sicurezza…

Esso fu anche dipinto come un tentativo di dimezzare le popolazioni del Terzo Mondo, perchè la loro inguaribile miseria  costituiva un pericolo per la pace e sicurezza dei grassi popoli occidentali ( in questo caso: Americani)

Il fatto che uno degli inspiratori del Rapporto fosse quel Kissinger di buona fama, certo non aiuto’ la  causa .

La storia di quei tentativi di forgiare una politica contro la Sovrappopolazione e tutti gli intrigi, sotterfugi, sgambetti, alleanze segrete, scambî di favori politici, acquiescenza colpevole delle istituzioni, costituirebbero la trama di un film metà Indiana Jones e metà Dan Brown, con Padre McCormick nei panni  del un perseguitato martire della verità che alla fine vince in premio le labbra della suora Angelina Jolie.

(1.Nixon, R. “Special Message to the Congress on Problems of Population Growth,” July 18, 1969. Public Papers of the Presidents, No. 271, p. 521, Office of the Federal Register, National Archives, Washington, DC, 1971.)

2. Scheuer, J. “A Disappointing Outcome: United States and World Population Trends Since the Rockefeller Commission,” The Social Contract, Summer 1992, pp. 203-206.

3. Ravenholt, R.T., “Pronatalist Zealotry and Population Pressure Conflicts: How Catholics Seized Control of U.S. Family Planning Programs,” Center For Research on Population and Security, Research Triangle Park, NC 27709, May 1992 )

Per un riassunto dell’intera Odissea, si puo’ consultare il Social Contract, tenendo a mente che questo sito, che si occupa di politiche anti-immigratorie, non è 100% obiettivo,  riguardo la politica d’ accoglienza della Chiesa Romana verso gli immigrati.

Il perchè di quest’avversione della Chiesa di Roma ( chiamata cosi dalla maggior parte dei cattolici americani) si troverebbero in uno studio intitolato Papal Power: A Study of Vatican Control Over Lay Catholic Elites (The University of California Press, 1980), dove Jean-Guy Vaillancourt, Associate Professor of Sociology at the University of Montreal, vuole dimostrare che, poichè il potere papale  si fonda sull’autorità, se l’autorità diminuisce, perdendo  la battaglia della popolazione, la sopravvivenza della Chiesa nella sua forma gerarchica, è minacciata. La Commissione Pontificia per lo studio della Popolazione, della Famiglia e della Natalità, in sigla Cppfn, fu ordinata dal Papa  Paolo VI, e 70 degli esperti contro solo 4, raccomandarono l’ abrogazione della proibizione della contraccezione artificiale. Ma il Papa ignoro’ il loro parere e, nella enciclica “Humanae Vitae” sulla regolazione delle nascite, e pubblicata nel 1968, ristabili’  la proibizione.

Venne preparato un “rapporto di minoranza”, nel quale si affermava che la dottrina sulla contraccezione non poteva cambiare; «La Chiesa non può cambiare la propria risposta, perché tale risposta è vera… in quanto la Chiesa cattolica, istituita da Cristo… non avrebbe potuto sbagliare così gravemente per tutti i secoli della sua storia». (Per maggiori informazioni :

THE SOCIAL CONTRACT,Vol. III, No. 2, Winter 1992-93,The Social Contract,3161/2 E. Mitchell St., Suite 4,Petoskey, MI 49770)

In risposta a queste tesi, che non nego, offro un’alternativa e piu’ comprensva spiegazione dell’ostilità della Chiesa alla regolamentazione  delle nascite.

La statura dell ‘uomo come immagine divina, che lo lega indissolubilmente alla “legge naturale” promulgata da Dio, a cui deve adeguarsi, costituisce il circolo vizioso o virtuoso –dipende da dove uno è seduto- da cui non ci si puo’ liberare, in quanto  non sappiamo veramente cosa ne pensi Dio,nel caso abbia cambiato parere.

Questa visione del mondo è certamente antropocentrica, ma coloro che sono stati allevati nella visione scientifico/biologica, lo sono forse piu’, perchè ritengono  che l’uomo sia giudice e giudicato da se stesso, che cioè si costruisca di volta in volta i suoi obiettivi e la sua morale, senza ricorso a un’entità superiore.

LE RAGIONI DELLA FEDE

Mi concentrero’ sulle obiezioni  della Chiesa cattolica  a tutto cio’ che riguarda la pianificazione delle nascite e i corollari: contraccettivi, aborto, attraverso l’origine  della sua concezione morale della sessualità.

Trascurero’ gli altri ostacoli , se non quando essi sono compatibili e simpatetici con essa, anche se dipendono da altre od opposte origini.

Tra le tribolazioni mondiali, quella della popolazione non richiede elaborate teorie scientifiche per essere compresa, è piuttosto empiricalmente  osservabile ,  ma non la si vuole percepire, perché non la si vuole discutere. Quindi, l’attenzione deve essere rivolta non a spiegarla per l’ennesima volta, ma a domandarsi perchè essa non sia universalmente compresa da Everyman.

Esaminando  la battaglia per il possesso delle anime, tra la Chiesa e quegli  ecologisti anti-crescita sopravissuti al revisionismo  “del piu’ è meglio”, la Chiesa ha – ahimè- la meglio.  E questo a prescindere dall’appoggio del tutto strumentale di una lobby secolare pro-natalista.

Sforziamoci di elaborare delle ipotesi.

Mentre non esiste un’ autorevole teoria morale come unitario fondamento di coloro che hanno fatto dell’anti-crescita la loro causa , la Chiesa contiene in sé ancor intatta l’attrazione dei valori tradizionali. La ragione non è mai stata una difesa credibile contro la fede.

Citando il professore di cognitive linguistic dell’Università di Berkeley, George Lakoff:

L’idea che la gente rinunci alle sue credenze irrazionali a fronte di solide evidenze , è in se stessa una credenza irrazionale, per lo piu’ non sostenuta dall’evidenza.”

(berkeley.edu/news/media/releases/2004/08/25_lakoff.shtml)

E’ quindi inutile esibire dati, esempi, charts, il piu’ elementare buon senso, per dimostrare  il pericolo della sovrappopolazione. La Chiesa, se occorre, si serve anche degli argomenti di economisti /ambientalisti, che hanno le loro mondane ragioni per aumentare la popolazione, ma  in essenza il soggetto trascende le teorie scientifiche , e la sua validità viene misurata a livello culturale.

L’autorità della  Chiesa è fondata su un’arma infallibile, perchè irrazionale: la fede, quel  “Credo quia absurdum” di Tertulliano .  Specialmente Pascal contesta le varie prove dell’esistenza di Dio come irrilevanti.

Questo prezioso vantaggio viene sprecato al momento che essa insiste a ricorrere  alla tradizione scolastica, e cerca di far coincidere la fede con la ragione, esibendo un’aggiunta di Verità alla sua dottrina. Cosi si espone a confronti con la scienza e a critiche di carattere strettamente razionale.

(” La fede cattolica afferma, insieme alla Bibbia della vecchia e nuova alleanza, che la ragione può riconoscere con certezza, benché non senza fatica, l’esistenza del creatore in virtù delle sue tracce nella creazione” . (Christoph Schönborn, Creazionismo ed evoluzionismo senza ideologie possono incontrarsi, L’Osservatore Romano” 17 luglio 2008).

“Anche Papa Giovanni Paolo II, nell’enciclica Fides et Ratio, afferma che l’esistenza di Dio sia in realtà dimostrabile con la ragione, e che i tentativi di ragionare diversamente siano risultato del peccato”(wikipedia.org/wiki/Fideismo)

Le ragioni per credere sono rimaste ferme a Newton e quindi esiste una frattura nella Chiesa tra i fideisti e  quelli che oso chiamare razionalisti, per mancanza di una logica  definizione.

Ma la presunta “scientificità” della religione non attacca affatto l’elemento fideistico, in quanto la lista delle ragioni per credere non è altro che la giustificazione a posteriori di una fede che già esiste.

Questo è stato il tormento di Dostevsky: “If anyone could prove to me that Christ is outside the truth, and if the truth really did exclude Christ, I should prefer to stay with Christ and not the truth.” (1 Dirscherl, Denis S.J. Dostoevsky and the Catholic Church. Chicago: Loyola University Press, 1986. 59. In Dostoyevsky and the Problem of God , by Elissa Kiskaddon)

Dostoevsky era convinto che la fede fosse piu’ forte della ragione .  Anticipando  moderne ipotesi, uno non sceglie il suo sistema etico in accordo con la ragione, ma di solito giustifica con argomenti pseudo razionali quello a cui  aveva già deciso di credere. La forza della Chiesa sta nella contrapposizione con quella concezione esclusivamente biologica della specie umana, che risveglia un’istintiva paura dell’ irrilevanza della libertà personale (libero arbitrio), su cui poggia la dottrina cristiana.

Il secularismo ha da tempo lottato contro l’idea di un’etica disgiunta da un Dio – un’entità superiore che detiene il concetto di Bene e Male- , ma non ha ancora trovato una risposta soddisfacente, che plachi la domanda fondamentale nel valore dell’esistenza, e, a sfida del buio cognoscitivo e morale che ci circonda e della frantumazione dei valori, questa domanda viene elaborata dalla Chiesa con piu’ insistenza e angoscia.

Oggi, una parte considerevole della nostra società in cerca di significato, viene fagocitata  dalla Chiesa cattolica, che è rimasta la sola a mantenere vivo il richiamo spirituale.

Per restare al passo dei tempi e acquisire maggiore rilevanza, la Chiesa cattolica ed altri leaders religiosi,  si sono affidati all’ambientalismo e ultimamente hanno anche aderito alla religione  dell’Anthropogenic Global Warming trasformatasi in quella dei Cambiamenti Climatici. Il 15  giugno 2001, i vescovi cattolici  americani approvavano unanimamente l’imperativo “morale” di adottare urgentemente  misure contro il riscaldamento globale, poichè i cambiamenti climatici “ concernono il futuro della creazione divina “.

http://www.hawaiireporter.com/story.aspx?d0a74c45-c601-400a-9b15-213c79ff2b30

( come se la distruzione della biodiversità, l’inquinamento, lo sfruttamento agricolo del suolo, dell’acqua  , non concernessero  questa creazione)

Le religioni si sono scoperte ambientaliste  dal momento che l’ambientalismo ha preso stanza permanente nella società contemporanea e la   nuova narrativa ecologica diventa concorrenziale in un mercato carente di certezze visionarie, dopo un parziale  declino della religione e del socialismo. Seguendo il rituale della trasformazione periodica, la Chiesa (come le teorie marxiste , due cose che non sembrano tramontare mai) ricicla l’ambientalismo naturalista in senso trascendentale, cosi come il comunismo lo riadatta secondo le sue esigenze . Obiettivamente parlando, il messaggio ecologico cristiano è molto piu’ antico di quello moderno. Secondo la grande tradizione monastica medievale , specialmente benedettina e francescana, il mondo visibile è la manifestazione ed emanazione del dio invisibile.

Numerosi odierni apologeti si rifanno ai vecchi testi, dove trovano conferma di un’ecologia ante literam, di tipo mistico. ( v. S.Bernard de Clairveaux :” You will find something far greater in the woods than you will find in books. Stones and trees will teach you that which you will never learn from masters “ ).

Le religioni in genere  sono molto presenti  nell’ etica ambientale , di cui nomino solamente alcune d’indirizzo cristiano:

come Au Sable Institute  of Environmental Studies, La Carta di Gubbio , CESPAS (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo), Movimento Azzurro, Pax Christi, ecc.)

Questo fenomeno moderno fa pensare all’esistenza di un misterioso Zeitgeist:

Anche un certo ambientalismo secolare è ingaggiato a dare significato a quella inestricabile successione di eventi che si chiama vita(“…a tale Told by an idiot, full of sound and fury, Signifying nothing.” William Shakespeare,Macbeth,Atto 5, Scena 5), e quindi scopre  la dimensione  “religiosa”, seppure in senso panteistico.  Le referenze sono simili: la minaccia della retribuzione per i peccati contro il Pianeta, la  vendetta della Natura, la possibilità di redenzione  attraverso la conversione a un cambio totale di rotta, un nuovo inizio . E’ la rivisitazione del mito cristiano del Millennio. Il simbolismo è importante: la parola è un simbolo che suscita emozioni e immagini suggestive nella mente di chi la riceve. Ma nella maniera in cui si è strutturata l’ecologia , specie quella denominata “profonda”,  la Chiesa perecepisce il pericolo di assimilazione nel brodo  informe del panteismo , mentre essa deve distinguersi e tracciare la via, non seguire l’agenda altrui. L’uomo deve continuare a costituire il centro d’interesse della creazione, e percio’ le posizioni  ottimiste  di un Lomborg o di un Simon, sono meno concorrenziali, specialmente quando ignorano la minaccia della sovrappopolazione . “ I popoli  non sono  una minaccia e un pericolo per le risorse della terra. Essi stessi sono una risorsa. Si’, oltre alla terra, l’uomo è la principale risorsa di se stesso.  La sua intelligenza gli permette di scoprire il potenziale produttivo della terra e le differenti maniere per soddisfare i bisogni umani (Pope John Paul II, Centesimus Annus, 1991, p. 62)

Non bisogna perdere di vista il fatto che la nostra è l’epoca  del sincretismo, lo stesso che dette una spinta alla dissoluzione dell’Impero Romano. Quindi la mescolanza e cross-influence culturali si trovano anche nelle alleanze piu’ sorprendenti.

Le basi, sono  nella “fede” dell’infinita creatività umana, che trova sempre le soluzioni umanitarie, anche adattando la “giusta” tecnica ai valori.

La Chiesa suggerisce:  laddove le donne muoiono , sfinite da tante gravidanze , non c’è che da inviare piu’ medici e medicine; e se i numerosi bambini muoiono di fame , basta inviare piu’ aiuti alimentari. E’ quindi colpa nostra – infatti la civiltà occidentale è tutta permeata del complesso di colpa, forse trasmesso dalla dottrina religiosa ed esteso indiscriminatamente a religiosi  e agnostici?- se donne e bambini muoiono , di AIDS ( talvolta negato o segnalato come  congiura colonialista : si, anche i cattolici hanno il loro complesso complottardo) di fame, di diarrea, di infezioni, di povertà estrema, mai della popolazione che eccede i limiti  naturali concessi  dal territorio e le sue risorse.

(A proposito di  complotti anti-cristiani, v. Matthew D. Jarvie, 5 Agosto 2008 (dal blog Dissecting The New Age, mercoledì 13 agosto 2008) dove si legge

“Il 15 Agosto 1871, il Sovrano Gran Comandante del Rito Scozzese della Massoneria, Albert Pike, scrisse una lettera al Massone Giuseppe Mazzini, sottolineando un piano globale per organizzare tre guerre mondiali, la terza avente lo scopo di portare a compimento il nuovo ordine “secolare”. Pike si soffermò su come gli atei sarebbero stati contrapposti ai cristiani, per poi distruggere entrambi per instaurare la “pura dottrina di Lucifero”. In realtà questa è la vera religione che si cela dietro l’ateismo, almeno così come viene promossa ai massimi livelli.”)

Se esistono punti d’incontro tra ambientalisti e Chiesa, esistono altrettante divergenze, d’ ordine sostanziale. Vedremo che queste divergenze segnano un punto in favore alla Chiesa, per la sua forza morale suggestiva. La posizione ortodossa vaticana è rappresentata nello storico indirizzo di papa Paolo VI  alla General Assembly delle Nazioni Unite nel 1965 :

“…la vita umana è sacra e nessuno deve osare offenderla. Il rispetto per la vita, anche nel caso del grande problema della nascita, deve trovare tra voi la piu’ compéeta affermazione e la piu’ razionale difesa. Voi dovete impegnarvi  per moltiplicare il pane in modo che sia sufficiente per le  mense dell’umanità, invece did favorire un controlo artificiale delle nascite, che sarebbe irrazionale, per cui  si diminuiere il numero degli invitati al banchetto della vita.”

Parole ispirate, che fanno un po’ il verso a Malthus, ma che vedremo non confacenti alla realtà, che è fatta di strazio, fame, morte, violenza, malattie.

Quindi, il messaggio che la Santa Sede porta con sé, in tutte le Conferenze già menzionate all’inizio, è il rispetto della persona umana, contro ogni tentativo di manipolare le sue capacità riproduttive naturali, contro interferenze di “international bureaucrats, nor agents of aid organizations, nor politicians or governments” .  Solamente le coppie possono decidere del numero dei figli. Ne consegue che , pur riconoscendo la gravità della  crescita demografica, l’unico metodo di regolamento della fertilità permesso ai cattolici è il metodo naturale, che non ha effetti secondari , richiede senso di responsabilità da  parte degli individui e segue completamente i dettami della natura, nella piu’ intima parte del corpo femminile. Incoraggiando l’uso della pillola o di altri contracettivi artificiali, il Papa avrebbe incoraggiato la coppia a inquinare le vie sacre del concepimento con non-necessari prodotti chimici, aprendo la via allo sfruttamento industriale nella piu’ privata e sacra sfera. ( v.Stratford Caldecott, “Second Spring,” edited from the Centre for Faith & Culture at Westminster College, Oxford. )

Il  dialogo della Chiesa col mondo moderno  contende la paternità tra Cristianesimo e Illuminismo di certi valori morali fondanti : universalità, dialogo con l’altro, compassione, uguaglianza , pace, diritti umani- .  Nel caso dell’ambientalismo, l’adesione non puo’ essere completa , e questo spiega l’avversione della Chiesa verso l’ecocentrismo ambientalista. Con esso l’attenzione è trasferita  dalla tradizione umanistica dell’”uomo misura di tutte le cose”, a una concezione dove l’uomo non ha piu’ una speciale collocazione, perchè non è come immagine di un Dio che non esiste.

Questa è la posizione senza compromessi della  Chiesa , che pure, nella tradizione  d’integrazione culturale, continua ad arroccarsi al piu’ controvero tabu’ ,  che non puo’ essere barattato in cambio della popolarità: quello del  sesso , cioè del piu’ fondamentale elemento di propagazione della vita unita a quella dei valori

ORIGINI DELL’ETICA SESSUALE

Forse, anzi certamente, siamo al cospetto di un dialogo tra sordi, tanto il quadro dei termini  è divergente e opaco ai due contendenti.

I critici  della dottrina ecclesiastica raramente conoscono  gli scritti su cui si fonda la visione  dell’unione carnale dei due generi –maschio e femmina.

Il dissenso tra religione e società è una secolare irrisolta disputa sul sesso. La maggior parte delle religioni ne soffrono, ma quella cattolica ha una sua origine particolare.

L’idea che il sesso sia da evitare se non nel contesto della procreazione,  fu una reazione alla decadenza dell’Impero Romano , che, come noto’ Gibbon, ha prodotto il rigetto delle masse, finchè anche il clima intellettuale dei primi quattro secoli ,logorato e ripugnato dal disfacimento dei costumi morigerati della Repubblica, si oriento’ verso l’ascetismo.  Lo Stoicismo e  il Neoplatonismo incamerarono questa reazione e   furono assorbiti dai primi Cristiani attraverso la mediazione  di Sant’Agostino. Basta ricordare che Porfirio, seguace di Plotino (evidentemente un precursore dei Talebani )  condannava ogni tipo di piacere, anche il piu’ banale e innocente , come cavalcare, danzare, cantare , mangiare carne , e non solamente il sesso.

( Should Sex Have A DifferentMeaning For Humanists? Vern  L.Bullough, Bonnie Bullough)

http://www.humanismtoday.org/vol6/bullough.pdf.

Queste influenze hanno fatto del Cristianesimo una religione sessualmente negativa, che la distinse dalle tradizioni ebraiche . Il sesso divenne una cosa pericolosa, che era meglio evitare.

Secondo gli Gnostici e i Manichei il sesso era opera del demonio. Dopo una vita dissoluta, St.Agostino, tormentato dalla libidine  di cui non riusciva a  liberarsi  (  “Give me chastity, and continence, but do not give ityet. “34. St. Augustine,  Confessions) si curo’ finalmente con l’ estremo rimedio dell’astinenza e,con  involontario umorismo, dichiaro’ che il matrimonio doveva trasformare il coito in dovere,  e avere certi necessari requisiti , diligentemente specificati , per rendere piu’ agevole il concepimento.

(v. Augustine, Denuptiis et Concupiscentia,I)

La dottrina agostiniana fu enfatizzata da San Paolo. Comincia a delinearsi una specie di patologia del sesso. (“ ….ma se non si sentono di vivere continenti, si sposino; è meglio sposarsi che bruciare.” 1 Corinti 7, 6-9.) San Paolo ha trasmesso ai posteri una  visione stoica e sacrale del matrimonio, l’obbligo di continuare il lavoro divino, che è di “creare” e  quindi propagare la specie, come Dio fece con Adamo ed Eva. Meglio se colpevolizzante e faticoso.

Fu cosi che si formo’ la definitiva elaborazione dell’etica sessuale della Chiesa, che, mentre si è adattata a tutte le trasformazioni epocali , non rinuncia  a  questo osso, a cui è rimasta attaccata la bellezza di 2.000 anni di   storia.

Si, la nostra società coabita  ancora con un’ingiunzione  forse valida ai suoi tempi, ma completamente e da tempo superata e invalidata dal comportamento attivo della maggior parte dei suoi stessi credenti occidentali, cioè di quella civiltà che vide nascere e prosperare il Cristianesimo.

E’ il caso di una cultura in lotta con la sua stessa identità ?

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO – O DI DIO

Cio’ che concerne questo saggio è stato d’immaginare le ragioni di questa rigida posizione della Chiesa e poi cercare come, poterla rendere inoffensiva , se non cambiarla.

Il compito è difficile, ma per questo piu’ interessante. Offre a chi non è disperatamente chiuso, la possibilità di scorgere e intendere  un mondo variegato di richieste d’infinito , che la razionalità non puo’ soddisfare.

Questa aspirazione trascendente ha una funzione  diciamo terapeutica, specie se  si trova di fronte la secolare, banale rappresentazione  del sesso come gratificazione personale, priva di qualsiasi funzione sacrale.

Recentemente si sono visti cortei , anche di giovanissimi, a sostegno del papato, in maniera necessariamente confusa e contradittoria.( v. Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, luglio 2008) Dubito che i partecipanti sottoscrivessero a dogmi come la verginità della Madonna o  l‘esistenza del Purgatorio.

Che questi fenomeni di lealtà alla religione dei padri si manifesti con tanto fervore, deve dare a pensare. La società italiana è, piu’ che altre, soggetta alla sindrome dei Guelfi e Ghibellini, delle Contrade, dell’assoluta contrapposizione , e la tradizione dell’ascolto è sconosciuta.

Puo’ essere che la morale sessuale cattolica , nella sua fedeltà ai principi d’ astinenza, la sua ossessiva concentrazione sull’atto generativo e l’insita sottintesa frustrazione della coppia , abbia un’origine sado-masochista , un’ elegia della rinuncia. («C’est la douleur seule qui rend consciente la passion, et c’est pourquoi l’on aime souffrir, et faire souffrir.»[ Denis de Rougemont ] – L’Amour et l’Occident)

Ma – so what?- anche Freud ha riconosciuto che la ricchezza della cultura occidentale è frutto di una sublimazione della libido insoddisfatta.

Dante non avrebbe mai scritto la Divina Commedia se fosse andato a letto con Beatrice. Nell’Eros sans Venus, per lo scrittore svizzero Denis de Rougemont, tutta la cultura dell’occidente è stata formata dalla concezione dell’ l’amour courtois, una strategia  per trascendere la sessualità, il che  permette al soggetto di sublimare la pulsione in qualche cosa d’altro. Cosi la sessualità umana si trova al di là dell’immanenza vitale e la naturalità dell’istinto.

Esaltato da una erezione continua, mai soddisfatta, il desiderio preclude il piacere effimero , per preferire l’autofustigazione della coscienza morale , che Freud chiamava le surmoi .

(v. Denis de Rougemont, L’amour et l’Occident )

Come Byron ha ironicamente commentato, esiste una connessione comportamentale tra la letteratura amorosa e l’insoddisfazione sessuale“(Aldo D. Scaglione, Journal of the History of Ideas  58.4 (1997) 557-572 Petrarchan Love and the Pleasures of Frustration)

Ci sarà una connessione tra la libertà sessuale contemporanea e la povertà dell’ arte moderna ?

La gente sceglie la soluzione che sembra loro piu’ consona ai suoi principi etici e non unicamante economici.  Parliamo  quindi di principi etici , che strutturano le scelte della società. Come dimostrato da Daniel Sarewitz,  gli studi scientifici sono solamente un fattore tra i tanti, che influiscono sulle decisioni “politiche” . Le pulsioni umane , gli interessi di  parte, le aspettative future, la pratica necessità di arrivare a soluzioni,   mettono in dubbio  ogni pretesa di assoluta obiettività, essi sono gli altri fattori per lo piu’ ignorati e sottintesi nella direzione che prende la nostra storia. ( “How science makes environmental controversies worse” Environmental Science & Policy 7 (2004)

Per esempio, studiamo i gruppi pro-life che si serrano intorno al dogma cristiano. Essi  si concentrano specialmente sul problema dell’aborto, che è un’altra faccia del sesso-senza-conseguenze. ( Incidentalmente, se si deve ricorrere ai Padri della Chiesa, nel quinto secolo , San Agostino espresse la veduta che l’aborto precoce fosse solo considerato un peccato sessuale. Otto secoli piu’ tardi,San Tommaso d’Aquino fu d’accordo, e specifico’ che l’aborto non era omicidio, se l’anima non fosse già presente nel feto,  cioè molto tempo dopo il concepimento. L’aborto fu considerato un crimine e soggetto alla scomunica solo 150 anni fa. ) Essi non sono solamente cattolici, ma costituiscono una falange ben agguerrita, rivoluzionaria, che sfidando le leggi dello stato , dà nello stesso tempo un’immagine di rispettabilità e un esempio di altruismo, gioca su sentimenti nobili, ecc.,  , cosa che manca nell’immagine dei pro-choice, dove  talvolta il lessico é  rozzo , nella sua insistenza, sui “diritti della donna” , come se essi includessero il diritto all’insensibilità, all’irresponsabilità’. Spuntano dappertutto, insieme ai già famosi fedeli, ai cosidetti atei devoti, nuovi nomi, nuovi cattolici o soi disant, insospettabili e autorevoli aderenti , un’armata invincibile perché virtuosa . e perfino politicamente influente.

Ma è oramai una guerra senza quartiere. Consultando documenti, articoli, rapporti, l’insieme del  cyberworld, è tutto uno scambio di insulti, accuse reciproche. Ringhiosi ateisti contro macchinosi  credenti, entrambi faziosi  e sordi alle ragioni dell’altro.

L’arma radicale consiste  nella ripetizione monotona di: laicità”. La religione dell’UAAR, Resistenza laica, NOGOD,ecc. ( dove anche vige la logica dell’illogica, con asserzioni del genere :” Poiché la credenza in un dio è errata “ oppure: essa viene per principio sempre messa in pericolo dai vuoti esistenti nella rete della mutua autoaffermazione delle immagini deliranti indotte.”, a vostra scelta,(v. Fritz Erik Hoevels ,Perchè un’associazione degli  atei www.ahriman.com/it/ateisti.htm ) è  prima di tutto una  caricatura, una specie di narrativa-fumetto dove la parte del cattivo è fatta dal prete pedofilo, che ha alle sue spalle il Papa nazista: una riedizione del mito  di Süss l’ebreo rapace assistito dal  burattinaio Rotschild ?

Dopo avere letto che l’arch-atheist Dawkins pensa che “chi puo’ affermare in verità che l’abuso sessuale sia piu’ permanentemente dannoso per i bambini che il minacciarli con l’eterno e insaziabile fuoco dell’inferno ?“ non ho letto oltre. Se le sue teorie avevano spazio per un simile  aberrante equivoco morale, il resto non poteva che essere manipolatorio .

Evidentemente questa uscita, oltre che crudele, è anche frutto del’ignoranza, si riferisce a un tempo dove l’insegnamento religioso,  si riduceva alla paura dell’Inferno. Dawkins è decisamente fuori del suo tempo e non vuole conoscere il suo nemico.

Se voleva insegnare la superiorità della morale ateista, lo doveva fare  “ not by barking rational arguments and calling religious faith a kind of insanity as Richard Dawkins does, but by daily actions.” come suggerisce l’ umanista Kevin McNicholl (http://nireland.humanists.net/docs/DOSTOEVSKYSGOD.doc. )

Dispiace dirlo, ma anche il Partito Radicale non si sottrae alla legge comune a tutti i movimenti politici, di unirsi dietro una bandiera riconoscibile , che simbolizzi in pochi feroci slogan tutto l’odio di cui sia capace..    Non esiste male di cui la Chiesa cattolica- o la religione stessa – non sia o partecipe o attiva iniziatrice. Un mondo senza religione è l’approdo alla  felicità negata su questa valle di lacrime.

Viviamo in tempi che si promettevano immuni da conflitti ideologici. Invece  sembra che l’essere umano non possa vivere in pace – con se stesso e gli altri- a causa delle ideologie che  consumano  le anime. Addio Fukuyama e la Fine della Storia.

Le grida di Vaticano-Talebano si incrociano con accuse di Assassini.

I siti cattolici, promuovono fiumi di disinformazione , che naturalmente solo i loro adepti seguono, cosi che non esiste nemmeno piu’ una curiosità di scoprire cosa l’altro proponga.

Un estratto esemplare di questo tipo di invettive si trova nel :

Sito del Population Research Institute:

Instead of promoting life-saving health care for these women and children, the goal remains to contracept, sterilize, and abort as many women as possible. “Family planning” takes precedence over health care.”

(http://www.rhrealitycheck.org/rhetoric/category/population-research-institute

Questa è dura da digerire, D’altra parte ho anche letto con sbigottimento l’intervista al Cardinale Martini – che è stato  tacitamente eliminato dai papabili- in seguito alla sua Dichiarazione in favore dell’apertura  alla contraccezione e ai condom. L’intervista risale a sabato, 06 maggio 2006:

Quella di Martini è un’opinione personale che non si trova nel Magistero. Il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo (Tolima, 1936) è il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia della Santa Sede. A seguito del dibattito aperto sulla possibilità che la Chiesa cambi la sua posizione sull’uso del preservativo, ha deciso di rompere il silenzio:

D. Allora cosa si deve fare nel caso che uno degli sposi abbia l’Aids?

R. Gli sposi possono scegliere la via della continenza, della castità, per non mettere in pericolo la sicurezza dell’altro. Alcuni esperti di morale hanno richiamato alla relatività del grado di sicurezza del preservativo. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) sa che c’è una relatività, un pericolo.

D. Lei aveva parlato dell’opportunità della strategia ABC. Che cos’è esattamente?

R. L’ABC risulta più chiara in inglese, già che è stata inventata negli Stati Uniti. A di astinenza; B di Be faithful, essere fedeli. E la C non è di condom, preservativo, come alcuni dicono. La C è di castità.

Wow! Vai a insegnare la castità agli Africani, lo so è un’imprecazione razzista, ma il realismo non è razzista.

E cos’altro c’è, che non piace ai cattolici ( leggi: Chiesa ) ? Il problema non è trovare quello che non piace, ma piuttosto quello che è accettabile.

Per esempio, la Carta della Terra, un documento alla cui redazione ho anch’io partecipato e che ho criticato per non avere abbastanza sottolineato il dramma della sovrappopolazione:

La Carta della Terra secondo il suo principale ispiratore, il russo Michail Gorbachev, è il nuovo Decalogo che porrà fine ai Dieci Comandamenti. Questi hanno fatto il loro tempo. E’ nato, il nuovo Decalogo, nelle parole delle Nazioni Unite “per essere il paradigma di una nuova etica in un nuovo mondo”)

Oltre Gorbachev, le menti della Carta della Terra, sono due dei funzionari più famosi e più pericolosi di un piranha in un bidè: Maurice Strong, uomo del club Bilderberg, del Forum di Davos, e sopratutto ideologo delle Nazioni Unite e del Nuovo Governo Mondiale. Insieme a lui, la più grande fanatica dell’aborto e uno dei peggiori nemici della razza umana: l’ex primo ministro norvegese e segretaria generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sig.ra Gro Brundtland.” ONU: La Carta della Terra e i Dieci Comandamenti” da www.kattolikamente.splinder

Intanto Catholics for Choice inviano, una lettera aperta a Papa Benedetto XVI per chiedere di abrogare la proibizione della contraccezione .

(v.Ufficio stampa di Catholics for Choice,Jen Heitel Yakush,www.catholicsforchoice.org)

Ma  come dialogare col demonio ? Specifico:

In un’intervista a Monsignor Michel Schooyans, professore Emerito di Filosofia politica e di Ideologie contemporanee all’Università cattolica di Lovanio, i Catholics for a free Choice, rappresentano una truffa intellettuale che inganna numerosi cristiani, facendo credere loro di essere al servizio della vita, mentre invece il loro unico obiettivo è di indurre degli innocenti a scegliere la morte.

www.zenit.org/article-9283?l=italian

24/04/2007

NON-VIOLENZA ?

Se questa è la percezione, vera o inventata per ragioni politiche, è nostro dovere di dispellere  ogni dubbio sulla nostra onestà e integrità morale. Questo si ottiene NON prendendo di petto le autorità religiose  ma piuttosto ingaggiare con misura i religious groupies che fanno da portavoce, senza  inveire  con epiteti che rivelano il lato, ahimé, fanatico e settario che sta in fondo a tutti noi.

Sono interessanti i consigli del già citato  Lakoff, sul modo di dialogare con i conservatori: dimostrando rispetto, ma spiegando il proprio sistema di valori, prima di enumerare fatti. Solo cosi facendo, i fatti acquisteranno significato.

Molti conservatori sono ideologizzati, e restii ad ogni forma di convincimento. Ma la maggior parte sono delle persone affabili e aperte, se non sono provocate dalla nostra aggressione. Bisogna attivare e ingaggiare la loro , umanità, simpatizzare con le loro emozioni, trovare delle affinità in quella parte della loro coscienza che risponde ai nostri valori .

(berkeley.edu/news/media/releases/2004/08/25_lakoff.shtml)

Qualcuno potrebbe pensare che questo saggio sia stato concepito- per errore- per un giornale cattolico come l’Avvenire.

Sono perfettente cosciente della mia  posizione debole, minoritaria, tanta è la foga viscerale che muove la politica di coloro che si ritengono dalla parte giusta. Tutti lo siamo. La soluzione- di eliminare quelli che non la pensano come noi- è troppo  anti-radicale, per essere contemplata.

Sono invece un’ammiratrice di uno dei Padri della Costituzione Americana, Thomas Jefferson, che ivi scrisse:

Believing with you that religion is a matter which lies solely between man and his God, that he owes account to none other for his faith or his worship, that the legislative powers of government reach actions only, and not opinions, I contemplate with sovereign reverence that act of the whole American people which declared that their legislature should ‘make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof,’ thus building a wall of separation between Church and State.”

Questa dichiarazione non solo non impedisce all’America di essere un paese piu’ religioso dell’Europa, ma  è sicuramente una delle piu’ convincenti ed eticamente irreprensibili affermazioni che comprendono l’essenza della democrazia,che è libertà  unita al  rispetto della religione e dei sentimenti dei cittadini. E’ anche interessante conoscere cosa dice l’introduzione della Costituzione Americana:

“Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di perfezionare ulteriormente la nostra Unione, di garantire la giustizia, di assicurare la tranquillità all’interno, di provvedere alla comune difesa, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d’America.”

Compariamolo col  Preambolo della Costituzione di un’altra nazione dove esiste la separazione tra Chiesa e Stato:

In nome di Dio Onnipotente, Il Popolo svizzero e i Cantoni, Consci della loro responsabilità di fronte al creato, Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo, Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci, Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni future, Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri

E poi confrontiamelo con la questo pezzo di retorica nostrana:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Dio qui non è menzionato, nemmeno giustizia ,  pace o libertà . Non esistono ideali di nessun genere proclamati o assunti come doveri.

Quindi, siamo in un dichiarato vuoto assoluto, dove ogni cosa puo’ essere infilata.

Forse sono  un po’ totalitari quei laici che non apprezzano la libertà e il diritto di istruire i suoi fedeli che ha la Chiesa, attraverso encicliche, lettere pastorali, raccomndazioni, eccetera, limitato  al campo a lei riservato, cioè quello morale. Nelle altre nazioni laiche , come l’Inghilterra, l’opinione di autorità religiose vengono pubblicizzate sui giornali e ricevono la debita attenzione, il che include  critiche rivolte al contenuto delle dichiarazioni, ma senza mettere in dubbio il diritto di esprimersi.

Il problema non consiste nel negare il diritto di parola, ma di affrontare serenamente la verità delle affermazioni altrui. La tattica dei sit in , dei manifesti dai slogan volgari, gli stramazzi della piazza, non sono delle armi effettive contro quello che ho , credo, sufficientemente descritto come moti d’animo, desiderio di trascendenza, ancora nell’immanenza di una società senza timone. Non si tratta di dimostrare contro  la corruzione di un’istituzione o la  incostuzionalità di una legge,  la TAV o una riforma inconveniente. Qui siamo su un terreno minato di domande intime e universali. Abbiamo di fronte un’ umanità con la vocazione al martirio, o perlomeno, alla paura della   persecuzione.

I pro-life si sentono discriminati e le loro sicurezze minacciate dal chaos e dall’anarchia morale.       Le ragioni della maggior parte dei cattolici e anche di coloro che si sono avvicinati alle loro istanze, non sono sostenute da calcolo egoista , ignoranza od odio viscerale, esse hanno qualcosa non di razionale, ma di ragionevole.

Guardandoci intorno vediamo I segni distruttivi  di una rivoluzione sociale e culturale, che apre la via a un  oscuro destino, o a un ritorno alla salvezza della tradizione. Vediamo nelle impotenti mosse di coloro che stanno decidendo il futuro, nei loro contradittori tentativi di aggiustare la macchina improvvisamente rotta e che hanno perso le istruzioni per l’uso, vediamo nei loro disperati te ntativi di rimediare alle varie tragedie che una dopo l’altra, si aprono come buchi neri nei quali da un momento all’altro l’umanità o parte di essa viene inghiottita.

Il disordine è già ovunque, e la Chiesa non si avvede che  impedirne l’avanzare è reso ancora piu’ difficle dall’aumento della popolazione, un fattore derivante e allo stesso tempo determinante della dissoluzione culturale prima ancora che ecologica.

Come il poeta che in poche parole sa cogliere il dramma :

Things fall apart; the centre cannot hold;

Mere anarchy is loosed upon the world,

The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere

The ceremony of innocence is drowned;

The best lack all conviction, while the worst

Are full of passionate intensity. ( The Second Coming, W.B.Yeats)

I Fratelli Karamazov, capolavoro di uno degli scrittori piu’ grandi della letteratura mondiale, costituisce un profondo monito diretto a noi umanisti del pericolo dell’ateismo e del relativismo,  pur senza ricorrere alla sua conversione religiosa. Per  Dostoevsky “ senza Dio, tutto è permesso.”

“ Assumiamo che non ci sia Dio né l’immortalità dell’anima.

Allora, dimmi , perché dovrei vivere come un giusto e fare del bene , se devo morire completamente su questa terra?…E se queto è il caso , perchè non potrei ( contando solamente sulla mia furbizia e l’abilità di evitare d’essere coperto dalla legge) tagliare la gola a un altro uomo, rapinare, rubare…”

(Selected Letters of Fyodor Dostoyevsky. Ed. Frank and Goldstein.  U.S.A. : Rutgers University, 1987. 446.In a letter to N.L. Ozmidov, in 1878)

L’onda ateista della società contemporanea, sostenuta vigorosamente da intelligenze superiori alla media, è anche foriera di disordine morale per menti meno attrezzate a sostenere il peso di troppa realtà .

In Inghilterra la religione e non solo, tutte le “fedi” anche quelle pseudo-scientifiche, sono bersaglio satirico.  Gli ateisti- che si autodefiniscono umanisti-  si scoprono umoristi: Il West End, l’area dei teatri,  di Londra ospita lo show:”There’s no God”, dove ci si chiede, se la nostra specie è stata creata come unico scopo da Dio, che faceva questo Dio negli altri precedenti miliardi di anni ? Altri teatri quest’inverno organizzano gags , commedie, e persino Canzoni di Natale per non-credenti. Queste quasi affezionate prese in giro sono infatti  un tributo alla tolleranza della Chiesa Anglicana. Gli organizatori si rammaricano di avere scelto il Cristianesimo come oggetto comico, quello che veramente vorrebbero fare la prossima volta è una satira in occasione del Ramadan.

Uno degli organizatori ha dichiarato che essi non sono anti-religiosi, non è il caso di dire:”Hei, il tuo libro sacro è una cazzata”, piuttosto: “E’ una bellissima storia, mi interessa moltissimo, ma vorrei anche interessarti al mondo della scianza.”

Bè. Perchè mai i credenti dovrebbero fare i permalosi e chiuderi in difesa nel loro guscio , invece di reagire nel migliore modo possible e  magari organizzare un‘opera buffa o uno show irriverente sull’ateismo ?

Ora, supponiamo che essuno puo’ convicere l’altro, ma si puo’ sempre sottoscrivere una  tregua , durante la quale ci sarebbero degli incontri informali , non con alti prelati , ma con famiglie cristiane, con NGO religiose , he lavorano nel Terzo Mondo , dove fanno veramente dei piccoli mircoli, cotrariamnte alla corruzione delle grandi reti di cooperazione governative, che servono solo l’interese dei loro impiegati.

Oramai il Partito radicale non puo’ piu’ svogere questa funzione, essendosi già impantganato in una situazione di non-ritorno, e la sua reputazione é al di sotto del livello del mare.

Senza fare tropo chiasso , mi sono dedicata in qusti ultimi anni a incontrare e a prendere impegni per parlare ad associazioni religiose, dove ho avuto la mia dose di repliche e aggressioni furiose, ma che ho saputo sgonfiare, col metodo del bacio sulla guancia( simbolico).

Se ho cominciato a rflettere sui problemi posti da una relgiosità ostinata e coerente anche se fondata su dei presupposti che non sono i miei e ho scelto questo metodo di comunicazione, è stato dopo la lettura del libro di Matthew Connelly “Fatal Misconception: The Struggle to Control World Population, Harvard University Press, 2008.

Inoltre,

mi sono resa conto che la realtà che ci propone la scienza biologica si domanda: “Ma che ci stanno  fare gli esseri umani ?” Uno comincia a sentirsi coinvolto personalmente, perchè è in gioco il significato della vita stessa. Alcuni scienziati decidono di considerare l’umanità come ogni altra specie  e che i “selfish genes” provvedono le basi per ogni comportamento ,  sessuale agressivo o altruistico.  La storia umana diviene una ramo specializzato della biologia.

Riguardo il seondo punto, mi sono rsa conto che odio tutti, ma proprio tutti , I fanatismi, religiosi o no. Questo rofoitop ideologivo e disprezzo della concezione come qualcosa did schifoso –q qui sarebbe il caso did siuggeire una visit pschitrica- e did perseverare in maniera ossessionante, come se éa sola vita dega did essere vissuta suîa quella did un anti-natalista e negando la validità did un’altra scelta, mi ha ripugnato.

Esattamente come mi ripugna no le bugie dei fanatici pro-life, che falsificano per loro vantaggio tutte le idée degli alrtri, sostenendo che sono degi abortisti e nemici fell’umanità.

puo’ venire minacciata dal suo abuso , cosi come dall’abuso del potere.”  (Liberty may be endangered by the abuses of liberty as well as by the abuses of power.)

A parte questa diversione, ci tengo tuttab^via a dredere che vi sia un’altra via per raggungere I fini che ci proponiamo, cioè delle forme I vita che limitino la popolazione, che non siano I reciprocuî insulti.

Il PR , mi spiace dirlo, ha oramai perdutoun ruolo importante, did intgerlocutore senza pregiudizi con chichessia- non solo cattolici- che vogliano impedire ogni fi^dialogo siulla popolazione. Ma qui non si tratta did leggi e dissizioni ministeriali, did tratta did dialogo, che non ha bisogno did essere ufficile per esere effettivo.

Una forma did mediazione, che legga le rahioni dell’altro e che convi nca che non si tratta did trovarsi ^did fronte a una minoranza did “international

family planning as being led by an

eccentric bunch of powerful, insensitive,

rich, and sometimes randy white

men running amok, hell-bent on keeping

non-white women from having

babies.

(Duff Gillespie, dgillesp@jhsph.edu

Reprinted with permission from The

Lancet, August 2, 2008

Belnap Press/Harvard University Press

2008. Pp 554. US$ 35.00

ISBN 0-674-02423-0

Fatal Misconception: The Struggle to Control World Population

Harvard University Press, 2008

Order from Amazon 18 The Reporter — September 2008

Nowadays those writing on these issues are expected to identify themselves as “pro-life“ or “pro-choice.” These two camps are locked in confrontation, espousing principles that have come to seem irreconcilable. But this is a history of how some people systematically devalued both the sanctity of life and the autonomy of the individual. Because I am late to this fight, this book reflects the passion of a convert—not to one camp or the other, but rather to the belief that we must make common cause if we are to stop what may be the even more dangerous experiments of the future. By confronting them together, the different sides might recognize in population control something that all of us should reject, and in that way find new ways to renew a dialogue about the meaning of life, and the meaning of freedom.

as Connelly shows, the population-control movement was bankrolled by America’s biggest private fortunes – the Ford family foundation, John D Rockefeller III, and Clarence Gamble (of Procter & Gamble).

Margaret Sanger, who courageously pioneered the cause of birth control, icily promoted contraception “to be used in poverty-stricken slums, jungles and among the most ignorant people.”

“When the history of our civilization is written it will be a biological history,” H. G. Wells declared, “and Margaret Sanger will be its heroine.” Julian Huxley thought she had affected the structure of the world more profoundly than Franklin Roosevelt. page99test.blogspot.com/2008/03/matthew-connellys-fatal-misconception.html

Gandhi, for his part, had condemned contraceptives as a curse of modernity, making possible the celebration of sensual pleasure as an end in itself. This only exhausted body and mind. Gandhi echoed many of his contemporaries,

Some scientists argue that we should consider humanity like any other species, because natural selection and “selfish genes” provide the basis for human behavior, whether sexuality, or aggression, or altruism.Quote by MatthewConnelly

hat all that is history. The family planning movement has corrected itself, and today it saves the lives of women in poor countries and is central to efforts to reduce poverty worldwide. If we allow that past to tarnish today’s efforts by family planning organizations, women in poor countries will be doubly hurt.

the effect of the Global Gag Rule

The whiff of controversy that attaches

to it – that it is somehow anti-people,

anti-women, anti-rights, even anti-

freedom – is sufficient to stifle even

the beginnings of discussion. Within

the left in particular the intellectual

blockage is striking. In that sense, it’s a

symptom of how contemporary mass

society thinks in waves, like a crowd,

exchanging one all-prevailing ortho-

doxy for another, often diametrically

opposed, wi

sarebbe bene adottare la tecnona del filosofo De Bono, quello del  “lateral thinking” e aprire un solco nella coscienza dei fedeli. I radicali dovrebbero essere adepti a questo genere did cose : alla domanda”come combattere il nemico?” , la risposta dovrebbe essere “ dargli ragione”.

La dottrina diventa più importante della questione di come vivere. Gesù non ha voluto redigere alcuna nuova GESÙ NON ERA NÉ CATTOLICO NÉ PROTESTANTE, E NEPPURE HA FONDATO UNA CHIESA. PARLA IL TEOLOGO DREWERMANN

DOC-1705. OBERURSEL-ADISTA. “Non può esistere cristianesimo senza la libertà individuale”, mentre la Chiesa di oggi sembra volere dal cattolico “superstizione, alienazione, arrendevolezza, dipendenza”. Lo afferma in una lunga intervista al quindicinale tedesco di informazione religiosa Publik-Forum (n. 2/2006) il teologo tedesco Eugen Drewermann, scrittore e psicoterapeuta, che lo scorso dogmatica, ma cambiare la nostra vita.

Although carefully hidden from the document itself, the charter is part of a larger agenda to establish a centralized, socialist or Marxist global super-government.  This super-government, which charter founders affectionately refer to as “global governance,”

would enforce the principles of the charter

NOTE

(World Population Conference di Roma 1954,

World Population Conference di Belgrado 1965 ,

La Conferenza organizzata dall’UN in Bucarest 1974 , che  emise il World Population Plan of Action, International Conference on Population di Mexico City 1984 ,

La quinta Conferenza Internazionale sulla Popolazione e Sviluppo del Cairo 1974,

L’Assemblea Generale ( 21st special session dell’Assemblea generale delle UN), di New York, 1999.

Tutte volte a dimostrare il rapporto inverso  tra il livello di sviluppo socio-economico e la crescita della popolazione,

Qualcuno sta usando il nostro petrolio

aprile 22, 2011

Qualcuno sta usando il nostro petrolio

Scritto da Debora Billi

Lunedì 11 Aprile 2011 14:24

Kill PIL

Mi arrivano continue segnalazioni per una breve news pubblicata venerdì dal Sole 24 Ore: il Fondo Monetario Internazionale avrebbe lanciato un allarme sulla prossima “crescente scarsità” di petrolio. Questo significa forse che l’economia, dopo la geologia, si è resa conto del picco di produzione ormai raggiunto. “Allarme dell’Fmi sull’offerta”, titola significativamente il Sole. Così, sono andata a verificare di persona.

Il documento, una sintesi di un capitolo del World Economic Outlook di prossima uscita, si trova qui. Il punto che mi preme sottolineare è il seguente: i mercati mondiali del petrolio si trovano in un periodo di crescente scarsità, che riflette la rapida crescita nella domanda di petrolio delle economie emergenti e un calo nella crescita dell’offerta.

Si fa naturalmente riferimento all’inesausta e mai abbastanza discussa questione della gigantesca domanda petrolifera cinese, indiana e di tutti gli altri Paesi manifatturieri. Ma l’ultima frase è quella più indicativa: non si parla di produzione, ma di offerta. Si tratta forse di una censura involontaria verso il problema del picco produttivo, quell’elefante nella stanza che si fa tanta fatica a vedere? Non ne sarei tanto sicura.

L’offerta, in fin dei conti, non è altro che il greggio che il Paese produttore mette sul mercato, e solo quello. Ce n’è infatti dell’altro: ed è precisamente il greggio che il Paese tiene per sé. A questo punto, la stanza comincia a diventare un po’ troppo affollata di elefanti, l’ultimo dei quali si chiama Export Land Model.

Non avrei mai pensato, qualche anno fa, che il problema delle esportazioni si sarebbe presentato per primo alla nostra porta, prima del picco di produzione, prima della scarsità di mera origine geologica. Invece è proprio quello che si sta verificando in questo momento: l’Export Land Model incrocia i dati relativi alla produzione, al consumo interno e alle esportazioni, e osservando alcuni di questi modelli si scopre con sbalordimento che molti dei Paesi produttori di petrolio stanno sperimentando, negli ultimi anni, un progressivo calo dell’offerta sul mercato contro prodigiosi aumenti del consumo interno. Si parla qui di pezzi da novanta: l’Iran, l’Arabia Saudita, il Venezuela, poi il Messico e la Gran Bretagna.

Per capire con chiarezza come funziona l’Export Land Model, usiamo l’esempio dell’Indonesia. E’stata membro Opec dal 1962 fino al 2008 (non dimentichiamo che Opec significa appunto Organizzazione dei Paesi Esportatori, e non dei produttori!), e ne ha persino avuto la presidenza. Ebbene, l’Indonesia, a fronte di un aumento della popolazione e del consumo interno, è diventata un Paese importatore di petrolio. In alto il suo Export Land Model.

Appare chiaro come, ad un certo punto, la domanda interna abbia allegramente superato la pur consistente produzione, costringendo il Paese prima a smettere di vendere il proprio petrolio e poi persino a importarne. Un quadro allarmante che si sta ripetendo, seppure ancora non in termini così drastici, per quasi tutti i Paesi produttori.

Perché accade ciò? Brevemente, possiamo imputarne la responsabilità ai carburanti sussidiati, benzina praticamente regalata ai cittadini che ne consumano a volontà (il mercato automobilistico iraniano è più vivace di quello italiano, per capirci), e soprattutto ad aumenti della popolazione nell’ordine di tre o quattro grandezze negli ultimi decenni. Quando un Paese, come l’Arabia Saudita, passa da 7 a 25 milioni di abitanti, il consumo petrolifero comincia a pesare.

A saper leggere tra le righe, l’allarme lanciato dal Fmi è questo: “Qualcuno sta usando il nostro petrolio”, e continuando così per noi ne resterà ben poco disponibile. Il Fmi conclude incoraggiando l’implementazione di energie rinnovabili, ma chissà se davvero sarà questo il messaggio raccolto dai Paesi importatori sempre più affamati. In fin dei conti, se qualcuno sta impunemente usando il petrolio che serve a noi, qualcosa bisognerà pur fare per porre un freno a tale indecoroso andazzo.

Dati da Mazamascience.com

da: http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/5972-qualcuno-sta-usando-il-nostro-petrolio.html

NON C’E’ PIU’ RELIGIONE-Ovvero Alcune riflessioni su ruolo della Chiesa Cattolica relativo al problema demografico

maggio 9, 2010

It would be impossible to fight wars over the true faith in the Name of Mozart or van Gogh… The language of poetry, the parables of Jesus, is international. You can’t and mustn’t pour them into dogmas.” (“Heil und Heilung – Theologie und Psychoanalyse, ” speech at a conference of therapists in Basel, Switzerland ,1977-05-21)

CONTEMPLANDO COS’È RIMASTO DELLA NATURA dopo  l’accresciuta invadenza della specie umana, dalla mia infanzia ad oggi,  non posso che meravigliarmi della crudele velocità con cui essa è stata violentata e ridotta  a sottommissione. Un onesto esame di coscienza conferma che  questo irreversibile danno in cui   la mia famiglia ed io stessa  hanno avuto parte inconsapevole, ha rappresentato un miglioramento delle condizioni materiali. Se dovessi scegliere un periodo storico in cui vivere, sarebbe proprio quello della medicina moderna, dei viaggi intercontinentali a basso costo, dell’estensione della vita attiva, del riscaldamento centrale, delle eccitanti scoperte scientifiche. Il demografo inglese David Coleman si è domandato se i criteri biologici del successo riproduttivo umano siano appropriati per giudicare le  conseguenze dell’aumento della popolazione umana, che con  la sua predominanza ha manipolato la natura per adattarla ai suoi bisogni e cosi facendo, migliorare le chances della sopravvivenza. (David  Coleman, Departm.of Social and Administrative Studies, Oxford University, UK “ Population Growth: Ecological success or Development handicap ?” Journal of Human Ecology, Special issue n.1 )

L’uomo acculturato ha da tempo riflettuto sulle conseguenze di tale invadenza e, nella sua più recente trasformazione occidentale, a chiedersi se essa fosse nell’interesse della specie e adeguata agli standard di moralità e razionalità che si è via via creato. (1)

E’ LA  POPOLAZIONE UN PROBLEMA  RICORRENTE?

Da tempo immemorabile le società umane inventarono pratiche anche crudeli e pericolose per il controllo sociale della riproduzione.   Oggi, l’avanzare delle libertà individuali e specialmente della liberazione femminile, ha condotto ad una più facile  e meno cruenta manipolazione della fertilità. La  tendenza culturale contemporanea dei paesi avanzati si è allineata  alla trasformazione dell’economia, che non si  fonda più sul potere familiare, ma è distintamente meritocratica. I figli hanno un costo economico/educativo e  questa è la ragione per cui i governi   europei si adoperano a   pagare le donne per avere figli, aggiungendo un incentivo di compensazione  ad un miraggio di future cure pensionistiche. E’ tutto un gioco basato sul concetto di un mondo che non esiste più, e il cui funzionamento, come quello di tutte le cose nuove, sfugge al controllo e alla comprensione logica. Oramai troppi elementi, tra loro contrastanti, sono entrati  a sparpagliare le carte. Gli incentivi economici sono sostenuti dal modello antico della permanenza di  certi valori, come la solidità familiare e sociale, che spingono a fare più figli. Il drammatico declino della mortalità, malattie e fertilità ha creato le condizioni per una rivoluzione nelle relazioni sociali .Fenomeni  più recenti sono  l’aumento di ansie legate a cambiamenti troppo veloci per essere assorbiti: destabilizzante offerta  tecnologica; instabilità sentimentale; coniugi o partner  senza figli; smitizzazione del matrimonio tradizionale;   gravidanze non-pianificate e under-age; minoranze etniche che si difendono massimizzando il numero dei figli per difendere la coesione del gruppo; combinazioni sessuali che dissolvono le identità in un brodo promiscuo,  nuocciono all’equilibrio  psicologico dei figli e creano patologie sociali. Esiste il timore di essere sopraffatti dai geni d’altre etnie e dall’invadenza anche giuridica di culture aliene.

Se oggi il problema demografico, come l’ecologia, interessa principalmente le classi medie,   esso   non è menzionato  tra i disastri  del secolo, come il popolarissimo Global Warming. Eppure, esso fu già menzionato nella Bibbia : “Therefore thus saith the Lord God; ‘Because ye multiplied more than the nations that are round about you… Behold, I, even I, am against thee, and will execute judgements in the midst of thee in the sight of the nations.’” Ezekiel 5:7-8 KJV, ribadito secoli dopo da Tertulliano (un Padre della Chiesa, nientemeno) : “The scourges of pestilence, famine, wars, and earthquakes have come to be regarded as a blessing to overcrowded nations, since they serve to prune away the luxuriant growth of the human race. “ Parole forti che giustificano la forza distruttiva della natura come un programma di misericordioso intervento divino. Più recentemente,  il Presidente Americano Nixon (1969)  pioniere della politica demografica,    individuò nell’aumento della popolazione un grave pericolo per la pace e la stabilità, e  nel marzo 1970 incarico’ John D. Rockefeller III di creare  la Commission on Population Growth and the American Future, che, nel Rapporto finale (1972), deliberò più di 70 raccomandazioni, esemplare blueprint per un  dettagliato programma di politica demografica. (R.Nixon, R. “Special Message to the Congress on Problems of Population Growth,” July 18, 1969. Public Papers of the Presidents, No. 271, p. 521, Office of the Federal Register, National Archives, Washington, DC, 1971). Nixon, la cui presidenza fu improntata da uno strisciante razzismo e rimane quindi sospetto,  cercò di rinforzarne il messaggio  a scopo  nazionale e nell’aprile 1974  l’aggiornò con uno studio per determinare le implicazioni della crescita demografica per la sicurezza  degli Stati Uniti e i suoi interessi internazionali. Questo fu il National Security Study Memorandum 200 (NSSM 200). Ma nel 1971,  era già stato   emesso il Rapporto dell’Accademy of Science “Rapid Population Growth: Consequences and Policy Implications”, che si concentrava sulle  conseguenze economiche, sociali, politiche e ambientali della sovrappopolazione. E’ il gran momento della denunzia: da allora, si susseguono a valanga le periodiche Conferenze internazionali sul tema della Popolazione. (2)

Nonostante le dichiarazioni che prospettavano una collaborazione internazionale per regolamentare la natalità, le buone intenzioni cedettero il passo all’inerzia, al politically correct, al revisionismo. Una spiegazione sta nella complicità della teoria economica che elevava l’importanza dell’accumulazione del capitale umano e della tecnologia contro il valore delle risorse naturali e della preservazione  del capitale fisico. Il ruolo degli economisti, che vedono nella crescita della popolazione materia e stimolo per la crescita economica  e nel calo della popolazione, un limite alla produzione/consumi, fu  adottato  dall’amministrazione Reagan. (Population matters, N.Birdsall, A.C.Kelley, S.W. Sinding, University Press 2001. Oxford ) In questo sintetico abbozzo sul tema della “sovrappopolazione”, selezionerò’ uno dei più potenti elementi di opposizione: la Chiesa Cattolica.

OSTRACISMO VATICANO

Faro’ una breve escursione  delle posizioni Vaticane, che hanno contribuito a deragliare il problema dal suo percorso. L’ostilità alle tesi del pericolo della rapida espansione demografica, fu anteriore a considerazioni economiche e risale già al tempo della Commissione Rockerfeller,  quando molti partecipanti provocarono all’unisono delle obiezioni bene orchestrate. Essi furono gli Stati Arabi e gli Stati  Cattolici dell’America Latina, con la Santa Sede, che puntavano la loro resistenza a formalità non del tutto irrilevanti, memori che il Diavolo è nel dettaglio: rifiutavano  l’accenno a “individui”, poiché esulavano dal concetto di “coppia” come fondamento della famiglia, e l’uso del termine “aborto”.

Alcune prime reazioni all’ intransigenza della Chiesa Romana furono manifestate da  Padre Arthur McCormack, che  fu il consulente vaticano alle Nazioni Unite per 23 anni, fino al 1979. Nel suo articolo sulla rivista cattolica The Tablet  scrisse: 1) “…the population explosion…poses a more immediate threat to human lives and to human life than the possibility of nuclear war, and nuclear explosion.” 2)” …”The Vatican has to take one side or the other. It must put its influence behind lowering the birth rates or, if it feels this is doctrinally not feasible, boldly state that death rates must regrettably be allowed to rise rather than break what it claims is the law of God.” Padre McCormack aveva assistito all’iniziativa del già citato NSSM 200. Una quantità di dirigenti di fondazioni filantropiche e di politici coinvolti hanno dichiarato che l’opposizione dei vescovi cattolici ostacolò l’attuazione di una politica nazionale sulla popolazione Infatti,  Nixon, che aveva istituito le due Commissioni, non sottoscrisse le loro più importanti raccomandazioni.  Secondo il membro del Congresso James Scheuer (D.NY) il voltafaccia fu frutto del timore degli attacchi della Chiesa Cattolica, in tempo d’elezioni. (Scheuer, J. “A Disappointing Outcome: United States and World Population Trends Since the Rockefeller Commission,” The Social Contract, Summer 1992, pp. 203-206.) L’ambasciatore del presidente Reagan presso il Vaticano rivelò alla rivista Time che la politica americana di supporto ai programmi internazionali di pianificazione familiare fu modificata perché il Vaticano non l’approvava. (“Il ritiro dei movimenti ambientalisti dal sostegno alla stabilizzazione della popolazione statunitense (1970-1998): una prima bozza di storia,” di Roy Beck e Leo Kolankiewicz, Traduzione di Carpanix,www.oilcrash.com/italia/ritiro.htm)

Il NSSM doveva essere lo studio definitivo sulla minaccia che l’aumento della popolazione mondiale poneva alla sicurezza degli USA. Il suo difetto fu  la  sua associazione con Nixon and Henry Kissinger, che lo guidò. L’ introduzione è   abbastanza esplicita : “Lo studio deve focalizzarsi sulle implicazioni politiche ed economiche dell’aumento della popolazione, piuttosto che sul suo aspetto ecologico, sociale o d’altro tipo.” Naturalmente i sospetti  di una cospirazione di tipo razzista contro il Terzo Mondo furono moneta corrente e non solo tra i cattolici, ma anche tra le organizzazioni umanitarie coinvolte. Il senso d’emergenza che percorreva il Rapporto trasmetteva una scossa elettrica: “…it is of the utmost urgency that governments now recognize the facts and implications of population growth, determine the ultimate population sizes that make sense for their countries and start vigorous programs at once to achieve their desired goals “[Pag. 15]. Non dobbiamo essere sorpresi se all’ UN World Population Conference, il Vaticano si oppose al Piano d’Azione raccomandato dal Rapporto, vista la brutalità di alcuni articoli: – No country has reduced its population growth without resorting to abortion [Pag.182]. – Indeed, abortion, legal and illegal, now has become the most widespread fertility control method in use in the world today [Pag. 183].

Essi si possono confrontare con le rivelazioni di Michael Connelly (“Fatal Misconception: The Struggle to Control World Population” Harvard University Press, 2008) “International family planning as being led by an eccentric bunch of powerful, insensitive, rich, and sometimes randy white men running amok, hell-bent on keeping non-white women from having babies.” (v. Duff Gillespie, dgillesp@jhsph.edu, Reprinted with permission from The Lancet, August 2, 2008 Belnap Press/Harvard University Press) Mentre Connelly ha dimostrato che  il movimento per controllare la popolazione fu sostenuto dai piu’ grandi fondi filantropici americani, come la Ford Family Foundation, John D Rockefeller III, e Clarence Gamble ( Procter & Gamble ), altri particolari indicano che lo scopo era di dimezzare le popolazioni del Terzo Mondo, perché la loro inguaribile miseria  costituiva un pericolo per la pace e sicurezza dei popoli occidentali (leggi: Americani). Margaret Sanger, pioniera della causa, promuoveva la contraccezione  “da venire usata nelle favelas più povere, nella giungla e tra la gente più ignorante.” Comunque, subito dopo che, nel Novembre 1975, il Rapporto di 227 pagine fu sottoscritto dal Presidente Gerald Ford,esso non fu mai pubblicato né ebbe pubblicità mediatica, ma  ne restano solamente alcune fotocopie e  fu  classificato come  segreto di stato, per ragioni di sicurezza. In seguito, i cattolici lavorarono intensamente per controllare i programmi di pianificazione familiare in America. (Ravenholt, R.T., “Pronatalist Zealotry and Population Pressure Conflicts: How Catholics Seized Control of U.S. Family Planning Programs,” Center For Research on Population and Security, Research Triangle Park, NC 27709, May 1992 ) e influenzare il Presidente Carter affinché negasse supporto alle associazioni di pianificazione familiare in cambio del voto cattolico.

Il 24 febbraio 1992, in un articolo sul TIME Magazine, il giornalista Carl Bernstein rivelo’ che l’amministrazione Reagan aveva cambiato la sua politica di aiuti al Terzo Mondo per convergere con la dottrina sul controllo delle nascite della Chiesa, tagliando  i fondi all’ International Planned Parenthood Federation e all’ United Nations Fund for Population Activities. Il veto continuò anche sotto Bush.

La storia dei tentativi di costruire una politica avversa al controllo della popolazione, connessa a intrighi, sotterfugi, sgambetti, alleanze segrete, scambi di favori politici, acquiescenza colpevole delle istituzioni, potrebbe costituire la trama di un film metà Indiana Jones e metà Dan Brown, con Padre McCormick nei panni  del perseguitato martire della verità, che alla fine vince in premio le labbra di suor Angelina Jolie.

Per un riassunto dell’intera odissea, si può consultare il Social Contract, tenendo a mente che questo sito, che si occupa di politica anti-immigratoria, non è al 100% obiettivo,  vista la politica d’accoglienza della Chiesa Romana verso gli immigrati. Pertanto, sollecitato dall’urgenza di richiami che intimavano una risposta,  Papa Paolo VI costituì la Commissione Pontificia per lo Studio della Popolazione, della Famiglia e della Natalità( CPPFN), nella quale  70 degli esperti contro solo 4 raccomandarono l’abrogazione della proibizione della contraccezione artificiale. Il Papa, però, ignoro’ il loro parere e, nella enciclica “Humanae Vitae” sulla regolazione delle nascite, pubblicata nel 1968, ristabilì  la proibizione. Venne preparato un “rapporto di minoranza”, nel quale si affermava che la dottrina sulla contraccezione non poteva cambiare: «La Chiesa non può cambiare la propria risposta, perché tale risposta è vera… in quanto la Chiesa cattolica, istituita da Cristo… non avrebbe potuto sbagliare così gravemente per tutti i secoli della sua storia». (Per maggiori informazioni :v. THE SOCIAL CONTRACT,Vol. III, No. 2, Winter 1992-93,The Social Contract,3161/2 E. Mitchell St., Suite 4,Petoskey, MI 49770).

In risposta a questi fatti e alla loro interpretazione,  offro una spiegazione alternativa sull’ostilità della Chiesa alla regolamentazione  delle nascite. La  visione del mondo  della tradizione biblica  è stata accusata di antropocentrismo, perché pone l’uomo, immagine di Dio, al centro dell’universo. Non esiste, tuttavia, un’alternativa che prescinda dalla nostra coscienza: tutte le teorie ontologiche, fenomenologiche, etiche e cosi via, nascono da li’ e conseguentemente esse sono in ultima analisi, lo specchio della nostra natura  umana. Come disse Einstein: Physical concepts are free creations of the human mind, and are not, however it may seem, uniquely determined by the external world. Piuttosto è l’ordine morale “naturale” che viene  messo in discussione e con esso, lo status dell’uomo-immagine divina.

LE RAGIONI DELLA FEDE

Le  obiezioni  della Chiesa cattolica  alla pianificazione delle nascite, dipendono dalla  sua  concezione  della sessualità, che risale all’essenza umana. Tra le tribolazioni mondiali, quella della sovrappopolazione non richiede elaborate teorie scientifiche per essere compresa, è piuttosto empiricamente osservabile, ma non la si vuole percepire, perché non la si vuole mettere in discussione. Esiste in effetti un comprensibile blocco culturale o, secondo l’indirizzo  scientifico dominante,  genetico . Nella battaglia per il possesso delle anime che si svolge tra la Chiesa, i laici, i razionalisti e gli  ecologisti, la Chiesa offre un’immagine morale, a prescindere dall’appoggio, del tutto strumentale, di una lobby secolare pro-natalista che si adegua  al pensiero economico tradizionale, quello per cui il capitale  umano (lavoro e creatività intellettuale) è all’origine della creazione della ricchezza e quindi, più siamo e più opportunità di benessere avremo. Elaboriamo delle ipotesi. La teoria evoluzionista, entrata nel flusso d’opinione che si diffonde fino alle  riviste femminili, con ingenue istruzioni fai-da-te per assicurarsi un maschio, fallisce nel costruire una teoria morale attraente e plausibile, adatta a fungere da cemento  sociale. E non potrebbe essere altrimenti, se è vero come ci dicono gli stessi scienziati, che “No abstract moral principles exists outside the particular nature of individual species.” ( M.Ruse, E.O.Wilson “Moral Philosophy as Applied Science” Philosophy,61 (1986),p.173-92) Adottando un sistema deterministico, l’uomo perde la consapevolezza dei motivi che lo spingono a comportarsi in un certo modo, perciò: “Human beings function better if they are deceived by their genes into thinking that there is a disinterested objective morality binding upon them, which all should obey.”(Op. citata, p.179)

Vediamo quindi l’essenziale differenza con la Chiesa, per cui  i  principi morali sono obiettivi universali e in accordo con la nostra “vera” natura, fondata sul libero arbitrio, che  vale per tutti gli uomini. E’ ovvio che senza libero arbitrio non può esistere moralità. Nonostante la supposta origine divina dell’anima umana,  la Chiesa ammette implicitamente  il lato demonico che la contamina (cercando di giustificare filosoficamente il peccato). Quindi esiste la dicotomia -origine della  tragedia- che riconosce la desiderabilità dei principi morali comuni a tutte le religioni, che sono serviti a cementare e civilizzare la società, come riconosce l’agnostico svizzero Emile Durkheim, ma al tempo stesso ammette la loro incompatibilità con gli istinti distruttivi  che guidano i comportamenti. L’altra influenza civilizzante è stata certamente la scienza, l’eterna nemica della religione. Dagli inizi del periodo Ionico la scienza ha liberato il pensiero dai vincoli del mito, confinando la conoscenza nel puro ambito della ragione. Ha cosi’ costretto  tutti i fenomeni umani in un sistema in cui non trovano posto separato e autonomo. Ci inoltriamo in un deserto materialista.

Oso predire che, se il movimento scientifico evoluzionista attuale prevale senza correzioni critiche, non solo la religione sarà domata, ma anche la filosofia sarà annientata e svuotata, e l’arte e la percezione estetica saranno declassate e private di ogni loro  fascino. In questa scia il biologo e zoologo E.O.Wilson arriva a ridurre arte e religione a semplici prodotti dell’evoluzione genetica dei nostri tessuti nervosi e sensoriali . ( Edward O. Wilson” On human nature” Harvard University Press, Cambridge  USA). Se conducessimo un’analisi  puramente scientifica delle religioni, troveremmo che  le motivazioni genetiche sono, evoluzionisticamente parlando, perfettamente coerenti con l’interesse della nostra specie alla procreazione, in quanto sopravvivenza del gruppo, che invece sarebbe indebolito dalla decrescita numerica. Questa la spiegazione semplicistica da cui si possono trarre le ragioni per la conservazione dell’originario mito biblico  “Crescete e moltiplicatevi”. A fronte di questi  imperativi istintivi di propagazione della specie, è evidentemente inutile esibire dati, esempi, charts, o il più elementare buon senso, per dimostrare il pericolo della sovrappopolazione. La Chiesa, se occorre, si serve anche  degli argomenti di economisti e altri soggetti, che hanno le loro mondane ragioni per aumentare la popolazione, ma,  nella sua essenza, l’imperativo riproduttivo, che è sopratutto    quello di replicarsi e permanere eternamente,  trascende le  dimostrazioni scientifiche. La sua validità viene misurata a livello culturale/istintivo. In un tempo di veloci e caotici cambiamenti potenzialmente distruttivi, favoriti dalle stesse conquiste tecnologiche, una parte della nostra società in cerca di significato, viene fagocitata  dalla Chiesa, che rivendica per sé la funzione di mantenere vivi i valori morali della comunità e le sue aspirazioni spirituali. La ragione non è mai stata una difesa credibile contro la fede. (3) Citando il professore di cognitive linguistic  dell’Università di Berkeley, George Lakoff: “L’idea che la gente rinunci alle sue credenze irrazionali a fronte di solide evidenze , è in se stessa una credenza irrazionale, per lo più non sostenuta dall’evidenza.” (berkeley.edu/news/media/releases/2004/08/25_lakoff.shtml)

L’autorità della  Chiesa è fondata su un’arma infallibile, perché irrazionale: la fede, quel  “Credo quia absurdum” di Tertulliano .  Questo vantaggio viene sprecato quando essa insiste, nella tradizione scolastica, a far coincidere la fede con la ragione, esibendo un’aggiunta di Verità presunta razionale alla sua Verità rivelata. Cosi  espone  il suo fianco debole. La Chiesa afferma, “insieme alla Bibbia” …che la ragione può riconoscere con certezza, benché non senza fatica, l’esistenza del creatore in virtù delle sue tracce nella creazione” .( Christoph Schönborn, Creazionismo ed evoluzionismo senza ideologie possono incontrarsi, L’Osservatore Romano” (17 luglio 2008). “Anche Papa Giovanni Paolo II, nell’enciclica Fides et Ratio, afferma che l’esistenza di Dio sia in realtà dimostrabile con la ragione, e che i tentativi di ragionare diversamente siano risultato del peccato” (wikipedia.org/wiki/Fideismo) Su un piano speculativo, non sono mai mancate le dimostrazioni dell’esistenza di Dio, ultima quella dello scienziato Kurt Gödel, ma esse non sono determinanti per i fedeli. Uno non sceglie il suo sistema etico in accordo con la ragione, ma di solito giustifica con argomenti pseudo-logici quello a cui  vuole credere. Ci troviamo  di fronte al   trionfo dell’Irrazionale, eretto a Verità . Pascal stesso contesta le varie prove dell’esistenza di Dio come irrilevanti. Questo è stato anche il tormento di Dostoevsky: “If anyone could prove to me that Christ is outside the truth, and if the truth really did exclude Christ, I should prefer to stay with Christ and not the truth.” ( Dirscherl, Denis S.J. Dostoevsky and the Catholic Church. Chicago: Loyola University Press, 1986. 59. In Dostoevsky and the Problem of God , by Elissa Kiskaddon) Per Dostoevsky  la fede è piu’ forte della ragione.  Il secolarismo ha da tempo lottato per l’idea di un’etica affrancata  da un Dio – o entità superiore che detiene il concetto di Bene e Male-, ma non ha ancora trovato una risposta soddisfacente, che plachi la domanda fondamentale e irrisolta sul valore dell’esistenza.

Una “nuova” etica, auspicata da O.Wilson, cerca di introdurre come valore cardinale la sopravvivenza del genere umano, ma senza rispondere alla questione fondamentale: Perché il genere umano dovrebbe sopravvivere ?( “On Human Nature”, op.cit.) I fedeli non sono  interessati  a una verità dimostrabile, ma sono votati a dei goal desiderabili in se stessi, che hanno un significato estetico ed emotivo, senza riguardo all’evidenza e  senza una obbligatoria connessione con la realtà. Essi, contrariamente a quello che pensano atei ottusi come Odifreddi e Dawkin, non sono dei cretini, si rendono conto dell’assurdità del loro credo e talvolta devono combattere contro i loro stessi dubbi. Quando asseriscono di credere, non è come affermassero che  il treno parte da Milano alle 17,30, al contrario è proprio l’implausibilità del dogma che dona a essi la  forza E’ come avviene per coloro che provvedono  un alibi per qualcuno che amano: lo fanno perché piu’ l’alibi è falso più testimonia il loro amore assoluto e la loro lealtà. “Some beliefs – in universal love or the perfectibility if man…. – they are breaches of the fundamental logic of language and thought.” (Michael Frayn”The Human touch, Our part in the creation of a universe” Faber and Faber 2006)

LA CHIESA E L’AMBIENTALISMO

Nello storico indirizzo alla General Assembly delle Nazioni Unite nel 1965, papa Paolo VI espresse la sua posizione senza mezzi termini: “…Voi dovete impegnarvi per moltiplicare il pane in modo che sia sufficiente per le mense dell’umanità, invece di favorire un controllo artificiale delle nascite, che sarebbe irrazionale, per cui  si diminuirebbe il numero degli invitati al banchetto della vita.” Parole ispirate, che prendono in giro Malthus. Ma la straziante realtà  è fatta di  fame,  violenza, malattie. Per restare al passo dei tempi e acquisire maggiore rilevanza, la Chiesa cattolica ed altri leaders religiosi,  si sono affidati all’ambientalismo e ultimamente hanno anche aderito alla religione dell’Anthropogenic Global Warming, ribattezzata Cambiamenti Climatici. Il 15  giugno 2001, i vescovi cattolici  americani approvavano unanimamente l’imperativo “morale” di adottare urgentemente  misure contro il riscaldamento globale, poiché i cambiamenti climatici “concernono il futuro della creazione divina “. (http://www.hawaiireporter.com/story.aspx?d0a74c45-c601-400a-9b15-213c79ff2b30) (come se la distruzione della biodiversità, l’inquinamento, lo sfruttamento agricolo del suolo, dell’acqua, non concernessero  questa creazione) Le religioni si sono scoperte ambientaliste  dal momento che l’ambientalismo ha preso stanza permanente nella società contemporanea e la nuova narrativa ecologica è diventata concorrenziale in un mercato carente di certezze visionarie, dopo il declino della religione istituzionalizzata e di quell’altra potente religione che è  il socialismo reale. Seguendo il rituale della sua trasformazione periodica, la Chiesa (come le teorie marxiste, due cose che non sembrano tramontare mai) ricicla l’ambientalismo naturalista in senso trascendentale, cosi come il comunismo riadatta le antiche categorie dell’oppressione di classe. La verità è che il messaggio ecologico cristiano è molto più’ antico di quello moderno. Secondo la grande tradizione monastica medievale, specialmente benedettina e francescana, il mondo visibile è la manifestazione ed emanazione del dio invisibile. Numerosi odierni apologeti si rifanno ai vecchi testi, dove trovano conferma di un’ecologia ante litteram, di tipo mistico. ( v. S.Bernard de Clairveaux :” You will find something far greater in the woods than you will find in books. Stones and trees will teach you that which you will never learn from masters “ ). ( 4)

Questo fenomeno moderno fa parte dello  Zeitgeist, e si diffonde in varie forme. Un certo ambientalismo mistico (Deep Ecology) ha trasformato la natura in una dimensione religiosa di tipo  panteista. I riferimenti sono simili: la minaccia della retribuzione per i peccati contro il Pianeta, la vendetta della Natura, la possibilità di redenzione attraverso la conversione a un cambio totale di rotta, un nuovo inizio. E’ la rivisitazione del mito cristiano del Millennio. La metafora è importante: la parola è un simbolo che suscita emozioni e immagini suggestive. E nella maniera in cui si è strutturata l’ecologia “profonda”, la Chiesa percepisce il pericolo di assimilazione nel brodo  informe del  sincretismo, il ritorno al paganesimo e all’animismo, che eliminano conseguentemente il bisogno della trascendenza e detronizzano l’uomo dal suo speciale stato di supremazia. L’uomo, immagine del divino, non può  essere un semplice prodotto dell’evoluzione , a meno che, come il famoso biologo Francis  Collins ci spiega “… at the creation of the universe, God could also have activated evolution…” e subito dopo si produce in un’audace arrampicata sugli specchi : “The idea that he could both foresee  the future and also give us spirit and free will to carry out our own desires becomes entirely acceptable” (“God versus Science- A debate between Richard Dawkins and Francis Collins” by Time Magazine : www.time.com/time/magazine/article)   (5).

Gli attacchi di Umanisti, Ateisti, Razionalisti , Reduzionisti, Materialisti  e vari “isti” , capitanato da scienziati come Dawkins, Dennett, Harris, per lo più studiosi di biologia, trovano consenso in un crescente numero di quei cittadini, specie nel mondo anglosassone, ostili ad ogni dogmatismo. Allo stesso tempo,  Dawkins e Dennett respingono l’ineluttabilità del trionfo dei geni che spingono alla riproduzione e attraverso l’uso della contraccezione, si ribellano alla tirannia dei degli stessi geni. L’analisi neo-darwiniana contiene una radicale trasformazione di quello che siamo e di quello che facciamo, una rivoluzione culturale che solo la Chiesa  sembra aver pienamente afferrato, mentre il resto della società la subisce. E’ la fine non solo della sua autorità, ma della stessa cosmogonia su cui si fonda la  proibizione di disturbare gli equilibri tra il divino e  il mortale, pena la dissoluzione della legge naturale, che si identifica con quella morale. Le posizioni   ottimiste  di un Lomborg o di un Simon, sono meno concorrenziali, più simpatetiche all’ingiunzione procreativa. . “I popoli  non sono  una minaccia e un pericolo per le risorse della terra. Essi stessi sono una risorsa. Sì, oltre alla terra, l’uomo è la principale risorsa di se stesso. La sua intelligenza gli permette di scoprire il potenziale produttivo della terra e le differenti maniere per soddisfare i bisogni umani “(Pope John Paul II, Centesimus Annus, 1991, p. 62) (cfr. Julian Simon’s “The Ultimate Resource” Princeton University Press 1996).

La Chiesa come gli esperti delle organizzazioni affiliate ONU    offre soluzioni semplici e irrealiste: davanti alle tragedie della fame, della guerra, delle malattie, la compassione detta più medici e medicine e  aiuti alimentari. E’ quindi colpa nostra, di questa civiltà occidentale, permeata dal complesso di colpa  trasmesso dal potente mito biblico ed esteso indiscriminatamente a religiosi ed agnostici, ambientalisti e professionisti della  carità.  Le loro malattie e disgrazie hanno un nome: ingiustizia. Più o meno esplicitamente, è la società materialista e capitalista dell’Occidente ciò che affama, ruba, sfrutta, distrugge. E incoraggia specialmente il declino morale e numerico dell’umanità, interferendo in quella  legge naturale immutabile perché emanata da Dio, che giustifica la funzione primaria del sesso come fecondazione.  Il messaggio che la Santa Sede porta con sé, in tutte le Conferenze già menzionate all’inizio, è il rispetto della persona umana, contro ogni tentativo di manipolare le sue capacità riproduttive naturali, contro interferenze di “international bureaucrats, … agents of aid organizations, … politicians or governments”. Solamente le coppie possono decidere del numero dei figli. L’unico metodo di regolazione della fertilità permesso ai cattolici è il metodo naturale, che non ha effetti secondari, richiede senso di responsabilità da parte degli individui e segue completamente i dettami della natura. Se il Papa avesse ammesso i contraccettivi, avrebbe incoraggiato la coppia a inquinare le vie sacre del concepimento con prodotti chimici, aprendo la via allo sfruttamento industriale nella sfera più privata e sacra. (Stratford Caldecott, “Second Spring,” edited from the Centre for Faith & Culture at Westminster College, Oxford. ) Il  dialogo della Chiesa col mondo moderno afferma certi valori morali fondanti dell’Illuminismo -e dell’eredità greco-romana- con la sua pretesa all’universalità: uguaglianza, pace, diritti umani, nell’ottica centralizzata sulla civiltà mediterranea.  Essi si possono conciliare con il nuovo pensiero ecologico  solamente se aderiscono alla tradizione  umanistica dell’ ”uomo misura di tutte le cose”. La stessa visione porterà  all’espansione dell’orizzonte della civilizzazione, iniziata con le guerre di conquista, che ha prodigiosamente cambiato i limiti geografici e culturali, creando un disgregamento del centro di gravità della cultura. In questo clima critico, la  Chiesa  nonostante la sua tradizione  d’integrazione culturale, si arrocca sul più controverso tabù,  che non può essere barattato in cambio della popolarità: quello del  SESSO, cioè del più fondamentale elemento di propagazione della vita unita a quella dei valori.

ORIGINI DELL’ETICA SESSUALE CRISTIANA

Siamo al cospetto di un dialogo tra sordi, tanto il quadro dei termini del contrasto è divergente e opaco ai due contendenti. Il dissenso tra religione e società è una secolare e irrisolta disputa sul sesso, ma ha origini lontane. L’idea che il sesso sia da evitare, se non nel contesto della procreazione, fu una reazione alla decadenza dell’Impero Romano, che, come notò Gibbon, ha prodotto il rigetto delle masse, fino a che anche il clima intellettuale dei primi quattro secoli, nel logoramento e nel ripudio del disfacimento dei costumi morigerati della Repubblica, si orientò verso l’ascetismo.  Lo Stoicismo e  il Neoplatonismo incamerarono questa reazione e   furono assorbiti dai primi Cristiani attraverso la mediazione  di Sant’Agostino. Basta ricordare che Porfirio, seguace di Plotino (evidentemente un precursore dei Talebani) condannava ogni tipo di piacere, anche il più’ banale e innocente, come cavalcare, danzare, cantare, mangiare carne, e non solamente il sesso. (Should Sex Have A DifferentMeaning For Humanists? Vern  L.Bullough,Bullough)http://www.humanismtoday.org/vol6/bullough.pdf.) Queste influenze hanno fatto del Cristianesimo una religione sessualmente negativa, che la distinse dalle tradizioni ebraiche. Il sesso divenne una cosa pericolosa, che era meglio evitare. Secondo gli Gnostici e i Manichei, il sesso era opera del demonio. Dopo una vita dissoluta, Sant’Agostino, tormentato dalla libidine  di cui non riusciva a  liberarsi  (“Give me chastity, and continence, but do not give it yet. “34. St. Augustine,  Confessions) si curò finalmente con l’ estremo rimedio dell’astinenza e, con involontario umorismo, dichiaro’ che il matrimonio doveva trasformare il coito in dovere,  e avere certi necessari requisiti, diligentemente specificati, per rendere piu’ agevole il concepimento. (v. Augustine, Denuptiis et Concupiscentia,I) La dottrina agostiniana fu enfatizzata partendo da San Paolo.

Comincia a delinearsi una specie di patologia del sesso. Meglio se colpevolizzante e magari scomodo. (“ ….ma se non si sentono di vivere continenti, si sposino; è meglio sposarsi che bruciare.” ( Corinti 7, 6-9.) San Paolo ha trasmesso ai posteri una visione stoica e sacrale del matrimonio, l’obbligo di continuare il lavoro divino, che è di “creare” e  quindi propagare la specie, come Dio fece con Adamo ed Eva. Fu cosi che si formò la definitiva elaborazione dell’etica sessuale della Chiesa, che, mentre si è adattata a tutte le trasformazioni epocali, non rinuncia  a  questo osso, a cui è rimasta attaccata la bellezza di 2.000 anni di   storia. Può’ essere che la morale sessuale cristiana, che ha permeato di deliziosi sensi di colpa la civiltà europea, nella presunta  fedeltà ai principi d’ astinenza, nell’ossessiva concentrazione sull’atto generativo,  nell’insita frustrazione della coppia, abbia un’origine sadomasochista, sia un’ elegia della rinuncia. Ma: so what? Freud ha ammesso che la ricchezza della cultura occidentale è frutto di una sublimazione della libido insoddisfatta. Dante non avrebbe  scritto la Divina Commedia se avesse scopato Beatrice. Nell’Eros sans Venus, lo scrittore svizzero Denis de Rougemont afferma che  tutta la cultura dell’occidente è stata formata dalla concezione dell’ “amour courtois”, una strategia che permette al soggetto di trascendere  l’immanenza vitale e la pulsione dell’istinto sessuale. Esaltato da una erezione continua, mai soddisfatta, il desiderio preclude il piacere effimero, per preferire l’autofustigazione della coscienza morale, che Freud chiamava “le surmoi” . …(«C’est la douleur seule qui rend consciente la passion, et c’est pourquoi l’on aime souffrir, et faire souffrir.»”(v. Denis de Rougemont, L’amour et l’Occident ) Come Byron ha ironicamente commentato, esiste una connessione comportamentale tra la letteratura amorosa e l’insoddisfazione sessuale “(Aldo D. Scaglione, Journal of the History of Ideas  58.4 (1997) 557-572 Petrarchan Love and the Pleasures of Frustration). Ci sarà una relazione tra la libertà sessuale contemporanea e la banalità dell’ arte moderna ?

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO – O DI DIO

Questo saggio è nato per immaginare le ragioni della rigida posizione della Chiesa sulla sessualità e per poi cercare come poter convivere con essa, attraverso  una strategia di rispettosa separazione (NOMA). Il compito è difficile, ma per questo più’ interessante. Offre, a chi non è disperatamente chiuso nei suoi pregiudizi, la possibilità di scorgere e intendere  un mondo variegato di richieste d’infinito, che la razionalità non può’ soddisfare. Questa aspirazione trascendente ha una funzione, diciamo, terapeutica, specie se  si trova di fronte la contraddittoria e banale rappresentazione del sesso come gratificazione personale, priva di qualsiasi funzione sacrale. Recentemente ci troviamo di fronte a un fenomeno  che testimonia della schizofrenia delle coscienze: le Chiese si svuotano mentre le Piazze si riempiono. Questi fenomeni di lealtà alla religione dei padri si manifestano sempre più  senza un appiglio dogmatico. L’uomo attuale si trova  nei panni di un viaggiatore senza bagagli perduto senza guida  nel vuoto di significato assoluto. Allora il viaggiatore ha bisogno di un orientamento. La nostra società coabita ancora con un’ingiunzione che ebbe la sua validità in un contesto primitivo, ma è da tempo superata, come lo dimostra il comportamento attivo della maggior parte dei suoi stessi credenti occidentali, cioè di quella grande civiltà che nacque e prosperò con il  Cristianesimo. Se un  Papa  è acclamato non è perché insiste su delle finezze teologiche logicamente assurde, e nemmeno perché proibisce la contraccezione, ormai praticata liberamente dai cattolici, ma perché è la materializzazione di un messaggio dall’Aldilà. Più che alla morte di Dio assistiamo alla morte dei dogmi. La critica della religione diventa critica delle religioni nel loro assolutismo e rivolge la domanda ovvia: perché mai Dio deve essere, come nel nostro caso, la storia di una setta giudaica, o di altre fossilizzazioni dello spirito religioso in  esclusive e tra loro contrastanti rivelazioni? Lo scetticismo imperante, che non conosce autorità, è una barriera all’ubbidienza ai dogmi, sia religiosi che secolari.

Da qui concludo, che, di fronte ai comportamenti laici adottati liberamente  nella nostra società, le accuse  alla Chiesa si rivelano più che altro una nuova forma di caccia alle streghe. Se certe obiezioni etiche, fondate su discutibili pregiudizi culturali, sono contrarie ad altrettanto discutibili esperimenti  scientifici, questo non è prova della preponderanza  del potere ecclesiastico, ma rappresenta  piuttosto una naturale reazione  difensiva per il mantenimento dello status quo,  inquadrata nella prudenza conservatrice, che non ha bisogno di etichette religiose,  di singoli e gruppi, ma che infine coincide con l’imperativo ambientalista del principio di precauzione.

Il fatto che obiezioni al “progresso scientifico” siano in accordo con le vedute della Chiesa, non è per sé indicativo di un ‘influenza indebita , perché queste reazioni sono anche presenti in altre, più laiche, società. Sarebbe estremamente pericoloso e ignobile impedire a chicchessia di esprimere delle riserve su esperimenti scientifici, privi di paletti etici. La gente comunque sceglie la soluzione che sembra più consona ai suoi valori.  Parliamo quindi di principi etici e non solo di convenienze economiche. Come dimostrato da Daniel Sarewitz,  gli studi scientifici sono solamente un fattore tra i tanti che influiscono sulle decisioni “politiche”. Le pulsioni umane, gli interessi di  parte, le aspettative future, la pratica necessità di arrivare a soluzioni,  mettono in dubbio  ogni pretesa di assoluta obiettività, mentre altri sono i fattori, per lo piu’ ignorati e sottintesi, che dirigono la nostra storia. ( “How science makes environmental controversies worse” Environmental Science and Policy, 7, 385–403, www.elsevier.com/locate/envsci ).

Intanto la  società italiana, soggetta alla sindrome dei Guelfi e Ghibellini, delle Contrade e dell’assoluta contrapposizione,   continua la tradizione dell’antico  sistema medievale . Studiando le posizioni dei gruppi pro-life  in quanto religiosi, notiamo che  essi  si concentrano specialmente sul problema dell’aborto, che è un’altra faccia del sesso-senza-conseguenze. Eppure, stranamente, nei tempi antichi questo non fu considerato uno dei maggiori peccati.(6) Questi gruppi non sono solamente cattolici, ma costituiscono una falange agguerrita, rivoluzionaria, che, in America specialmente, paese dov’è più accentuata la separazione costituzionale tra Chiesa e Stato,  sfida le leggi e gioca su sentimenti nobili d’amore, d’altruismo,  di  compassione.  Cosa questa che manca nell’immagine dei pro-choice, dove  talvolta il lessico é  rozzo, nella sua insistenza, sui “diritti della donna”, come se essi includessero il diritto all’insensibilità, all’irresponsabilità e all’egoismo. Spuntano dappertutto soi disant atei devoti, sostenitori insospettabili e autorevoli che vanno a formare un’armata invincibile perché virtuosa .

E’ oramai una guerra senza quartiere. Consultando documenti, articoli, rapporti, l’insieme del  cyberworld, è tutto uno scambio di insulti e di accuse reciproche. Atei ringhiosi contro macchinosi credenti, entrambi faziosi e sordi alle ragioni dell’altro. La ripetizione magica del motto “laicità” è l’arma della  religione dell’UAAR, di Resistenza laica, di NOGOD, ecc. nelle quali vige la logica dell’illogicità, con asserzioni del tipo: “Poiché la credenza in un dio è errata…” oppure: “essa viene per principio sempre messa in pericolo dai vuoti esistenti nella rete della mutua autoaffermazione delle immagini deliranti indotte.”, a vostra scelta, (v. Fritz Erik Hoevels: Perché un’associazione degli  atei  www.ahriman.com/it/ateisti.htm ). In altri casi, l’argomentazione di tali associazioni si risolve in una    narrativa-fumetto dove la parte del cattivo è fatta dal prete pedofilo, che ha alle sue spalle il Papa nazista: una riedizione del mito  di Süss l’ebreo rapace assistito dal  burattinaio Rotschild . Se si vuole  insegnare la superiorità della morale atea, lo dovrebbe fare  “not by barking rational arguments and calling religious faith a kind of insanity as Richard Dawkins does, but by daily actions.” come suggerisce l’umanista Kevin McNicholl (http://nireland.humanists.net/docs/DOSTOEVSKY GOD.doc. ) La bandiera anticlericale, che promette un futuro di felicità ostacolata dagli intralci della Chiesa,  in effetti nega ad essa la legittimità di espressione sui temi ad essa propri.

La nostra era si prospettava immune da conflitti ideologici. Invece  sembra che l’essere umano non possa vivere in pace -con se stesso e gli altri- a causa delle ideologie che  lo consumano. Addio Fukuyama e la Fine della Storia. Le grida di “No Vatican – No Taliban” si incrociano con le accuse di “Assassini”. I siti cattolici promuovono fiumi di disinformazione, che naturalmente solo i loro adepti seguono, cosi che non esiste nemmeno più  curiosità di scoprire cosa l’altro proponga. Un estratto esemplare di questo tipo di invettive si trova nel Sito del Population Research Institute: “Instead of promoting life-saving health care for these women and children, the goal remains to contracept, sterilize, and abort as many women as possible. “Family planning” takes precedence over health care.” (http://www.rhrealitycheck.org/rhetoric/category/population-research-institute) E che dire della  Carta della Terra, un documento alla cui redazione ho partecipato e  criticato per non avere  menzionato  il dramma della sovrappopolazione? Qui entriamo dritti nel buco nero delle più immaginative teorie cospirazioniste: “La Carta della Terra, secondo il suo principale ispiratore, il russo Michail Gorbachev, è il nuovo Decalogo che porrà fine ai Dieci Comandamenti.” Oltre Gorbachev, le menti della Carta della Terra, sono due dei funzionari più famosi e più pericolosi di un piranha in un bidè: Maurice Strong, uomo del club Bilderberg, del Forum di Davos, e sopratutto ideologo delle Nazioni Unite e del Nuovo Governo Mondiale. Insieme a lui, la più grande fanatica dell’aborto e uno dei peggiori nemici della razza umana: l’ex primo ministro norvegese e segretaria generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sig.ra Gro Brundtland. (”ONU: La Carta della Terra e i Dieci Comandamenti” da www.kattolikamente.splinder ) Intanto i Catholics for free Choice hanno inviato una rispettosa lettera aperta a Papa Benedetto XVI per chiedere di abrogare la proibizione della contraccezione . (Ufficio stampa di Catholics for Choice,Jen Heitel Yakush, www.catholicsforchoice.org) Ma! come si puo’ dialogare col demonio? ! Secondo Monsignor Michel Schooyans, professore Emerito di Filosofia politica e di Ideologie contemporanee all’Università cattolica di Lovanio, i Catholics for free Choice rappresentano una truffa intellettuale che inganna numerosi cristiani, facendo credere loro di essere al servizio della vita, mentre invece il loro unico obiettivo è di indurre degli innocenti a scegliere la morte. (www.zenit.org/article-9283?l=italian, 24/04/2007).

A seguito del dibattito aperto dal Cardinale Martini sulla possibilità che la Chiesa cambi la sua posizione sull’uso del preservativo, il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia della Santa Sede ha deciso di rompere il silenzio: “Quella di Martini è un’opinione personale che non si trova nel Magistero”. D. Allora cosa si deve fare nel caso che uno degli sposi abbia l’Aids? R. Gli sposi possono scegliere la via della continenza, della castità, per non mettere in pericolo la sicurezza dell’altro. Alcuni esperti di morale hanno richiamato alla relatività del grado di sicurezza del preservativo. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) sa che c’è una relatività, un pericolo. D. Lei aveva parlato dell’opportunità della strategia ABC. Che cos’è esattamente? R. L’ABC risulta più chiara in inglese, giacché è stata inventata negli Stati Uniti. A di astinenza; B di Be faithful, essere fedeli. E la C non è di condom, preservativo, come alcuni dicono. La C è di castità.” Wow! Vai a insegnare la castità agli Africani ! Imprecazione razzista, ma realista. Opinioni simili avevano già trovato il loro sostenitore in Gandhi, che aveva condannato la contraccezione come una maledizione della modernità, che promuoveva il piacere sensuale come fine in se stesso. La soluzione, anche per il Santo dei Radicali Non Violenti, era l’astinenza sessuale.

NON-VIOLENZA ?

La percezione piuttosto diffusa, vera o inventata per ragioni politiche, dei movimenti per il controllo delle nascite è tutta e sempre negativa. Bisognerebbe piuttosto ingaggiare le coscienze religiose, senza inveire con epiteti che rivelano il lato, ahimé, fanatico e settario che sta in fondo a tutti noi. Prendendo spunto da Stephen Jay Gould, il problema della compatibilità tra scienza e religione -che crea confusione ai loro seguaci- non dovrebbe essere un problema, se ognuno si attenesse al principio della rispettosa non-interferenza, riconoscendo che i due maggiori soggetti che hanno informato la nostra civiltà debbano conservare  il loro proprio separato campo d’influenza, enunciato come Principio: NOMA, cioè Non-Overlapping Magisteria, che sarebbe il Principio delle Autorità Separate . Questa fu anche la posizione degli Umanisti inglesi -a torto chiamati atei- come T.H.Huxley, che creò il termine “agnostico”, nel senso di uno scetticismo aperto, perché onestamente uno non può conoscere. Gould si esprime in un linguaggio di grande sensibilità e bellezza, che purtroppo non si può apprezzare in traduzione.(Stephen Jay Gould “Rocks of Ages ,Science and Religion in the fullness of life” London, Random House,  2001) Egli esamina  come gli evoluzionisti vittoriani abbiano affrontato umilmente la diversità tra scienza e fede, sottolineando che la fattualità della scienza non può risolvere la domanda essenziale del significato della vita. Ecco un  passo tratto da una lettera di Darwin : “I am inclined to look at everything as resulting from designed laws, with the details, whether good or bad, left to the working out of what we may call chance… I feel most deeply that the whole subject is too profound for the human intellect. A dog might as well speculate on the mind of Newton.” Quindi, l’errore sta nel punto di vista, o, come si dice, nel  “framing” del problema. E’ pericoloso per l’autorità religiosa occuparsi di dispute concernenti la realtà naturale, perché quando la scienza le contraddice, essa si scopre impotente, come l’Imperatore nudo. Ma è la Chiesa che occupa il campo scientifico, quando parla di contraccezione, di  diritto alla vita, di morale sessuale ? Secondo me -e anche secondo le teorie di Gould,- non parrebbe, non più dell’ingerenza della scienza e della tecnica nel campo dei costumi (che riguarda la morale individuale).

La scienza non può’ insegnarci nulla “about the morality of morals”. Questi due incompatibili soggetti si battono non tanto nell’aree di competenza della scienza o della religione, ma nell’arena politica, la quale è anche parte della morale, in quanto si ispira a dei valori importanti  circa la finalità della vita umana: per esempio, lo scienziato che ha fatto un’invenzione di cui conosce meglio di ogni altro i dettagli tecnici, non deve risentirsi se dei cittadini esercitano il loro diritto morale, insistendo per esempio, nel decidere le regole dell’uso per i loro fini. (7) La Chiesa cattolica, contrariamente a certe rituali assemblee di incontri “ecumenici”, religiosi e no, è un gigantesco incontro di dibattiti  interni. Ma discutere di fatti i naturali, come dell’età dell’universo, prendendo ad esempio la Bibbia, non ha senso. Huxley, d’altra parte, aveva ammesso il conforto che deriva dal credere in una vita dopo la morte, ma non poteva accettare una dottrina solamente perché desiderava profondamente fosse vera . Il contrario di quanto affermava Dostoevsky, ma questa è la differenza tra una mente scientifica e una mente poetico/religiosa.

CONCLUDENDO

Non si tratta di convincere l’altro, quanto di mantenere  un dialogo, con frequenti contatti informali che possono produrre contribuzioni interessanti e scambi di esperienze  con famiglie cristiane numerose,  con NGO che lavorano a contatto con i poveri del Terzo Mondo, dove fanno veramente dei piccoli miracoli, contrariamente alle grandi NGO governative, che servono solitamente  l’interesse dei loro impiegati. Purtroppo  certe posizioni di opposizione alla Chiesa (chiamate chissà perchè “laiciste”) non possono piu’ svolgere una  funzione irenica (di pace), essendosi già impantanate in una situazione di non-ritorno, e la loro reputazione come interlocutore é al di sotto del livello del mare. Fortunatamente, la comunicazione è difficile solo nella mente degli estremisti, di un colore o l’altro: senza fare rumore, mi sono impegnata in questi due ultimi anni, a parlare a piccole associazioni, gruppi locali, dove ho avuto la mia dose di repliche, anche violente, ma che ho cercato di sgonfiare, con risultati alternativi. L’approccio è di estendere la conoscenza dei fenomeni, senza imporre né criticare ma usando il piu’ possibile il metodo socratico.

Per me, la conoscenza di quell’osceno  susseguirsi di morte e sopraffazione  che è l’esistenza e che  né scienza né fede possono giustificare, è la negazione di una divinità che, come dicono i propagatori dell’illusione necessaria a sopportarla, “ci ama”. Ma lascio ad altri giudicare,  non desidero distruggere che quel poco di fiducia in una felicità futura inarrivabile, assurda, li consoli. Sono  totalitari quei laici che non apprezzano la libertà e il diritto che ha la Chiesa di istruire i suoi fedeli, attraverso encicliche, lettere pastorali, raccomandazioni, eccetera, limitandosi peraltro  al campo a lei riservato, cioè quello morale. Nelle  nazioni laiche , come l’Inghilterra, le opinioni delle autorità religiose vengono pubblicizzate sui giornali e ricevono la debita attenzione, il che include pure aspre critiche rivolte al contenuto delle dichiarazioni, ma NON al diritto di esprimerle. La soluzione di eliminare quelli che non la pensano come noi è troppo  anti-radicale, per essere contemplata.

Guardandoci intorno vediamo i segni distruttivi  di una rivoluzione sociale e culturale, che apre le vie ad un  oscuro destino. Vediamo le impotenti mosse di coloro che credono di decidere  il futuro, i contraddittori tentativi di rimediare alle varie tragedie che, una dopo l’altra, si aprono come buchi neri nei quali da un momento all’altro l’umanità o parte di essa viene inghiottita . Nei Fratelli Karamazov, capolavoro di uno degli scrittori piu’ grandi della letteratura mondiale, esiste un profondo monito agli agnostici: “ Assumiamo che non ci sia Dio né l’immortalità dell’anima. Allora, dimmi , perché dovrei vivere come un giusto e fare del bene, se devo morire completamente su questa terra?…E se questo è il caso, perchè non potrei (contando solamente sulla mia furbizia e l’abilità di evitare d’essere coperto dalla legge) tagliare la gola a un altro uomo, rapinare, rubare…” (Selected Letters of Fyodor Dostoyevsky. Ed. Frank and Goldstein.  U.S.A. : Rutgers University, 1987. 446.In a letter to N.L. Ozmidov, in 1878)

NOTE  :

(1) Si veda per esempio,  la sorprendente critica del consumismo di Martin Heidegger, che anticipo’ il rifiuto della tecnologia e dello sfruttamento della natura, nel 1944, (The End of  Philosophy ,London 1975 ,P.109 )

(2) World Population Conference di Roma 1954, World Population Conference di Belgrado 1965 , La Conferenza organizzata dall’UN in Bucarest 1974 , che  emise il World Population Plan of Action, International Conference on Population di Mexico City 1984 , La quinta Conferenza Internazionale sulla Popolazione e Sviluppo del Cairo 1974, L’Assemblea Generale  ( 21st special session dell’Assemblea generale delle UN), di  New York, 1999. Tutte volte a dimostrare il rapporto inverso  tra il livello di sviluppo socio-economico e la crescita della popolazione.

(3) George Orwell aveva ragione quando osservava che  la liberazione da  fonti atavistiche di valori tradizionali, non liberava dal bisogno di credere  anche da parte di razionalisti e intellettuali, come dimostra la loro adesione fanatica al totalitarismo di destra o sinistra .(G.Orwell. Inside the Whale”,The Penguin Essays of George Orwell, Penguin 1984)

(4) Al momento, le religioni in genere  sono molto presenti  nel campo dell’ etica ambientale . Nomino solamente alcune : Au Sable Institute  of Environmental Studies, La Carta di Gubbio , CESPAS (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo), Movimento Azzurro, Buddhist Perception of Nature, Pax Christi, ecc. )

(5) Francis Collins  Direttore del National Human Genome Research Institute, convertito dall’ateismo alla fede cristiana,  è stato scelto da Obama a capo del NIH , National Institute of Health.

(6) Per i Padri della Chiesa, nel quinto secolo , Sant’Agostino espresse la veduta che l’aborto precoce fosse solo considerato un peccato sessuale. Otto secoli piu’ tardi,San Tommaso d’Aquino fu d’accordo, e specifico’ che l’aborto non era omicidio, se l’anima non fosse già presente nel feto,  cioè molto tempo dopo il concepimento. Jerome implies that the fetus must be formed for abortion to be homicide.( in Ep. ad Algasium, 4, PL 22, col. 860 ) Nel Penitential di Albers to Bede, l’idea di una ominizzazione ( personalizzazione del feto)  è sostenuta insieme al diritto della donna: “Una madre che abortisce il figlio prima del 40mo giorno dovrà fare penitenza per un anno, altrimenti dovrà essere condannata come assassina” L’aborto fu considerato un crimine e soggetto alla scomunica solo 150 anni fa. Ma per le gerarchie cattoliche e per il movimento per la vita, tutte le associazioni che si occupano della stabilizzazione della popolazione, sono automaticamente aborzioniste.

(7) “For the scientific method can teach us nothing else beyond how facts are related to, and conditioned by, each other. The aspiration toward such objective knowledge belongs to the highest of which man is capabIe, and you will certainly not suspect me of wishing to belittle the achievements and the heroic efforts of man in this sphere. Yet it is equally clear that knowledge of what is does not open the door directly to what should be. One can have the clearest and most complete knowledge of what is, and yet not be able to deduct from that what should be the goal of our human aspirations. Objective knowledge provides us with powerful instruments for the achievements of certain ends, but the ultimate goal itself and the longing to reach it must come from another source. And it is hardly necessary to argue for the view that our existence and our activity acquire meaning only by the setting up of such a goal and of corresponding values.” ( A.Einstein: Science and Religion    Address: Princeton Theological Seminary, May 19, 1939. This article appears in Einstein’s Ideas and Opinions, pp.41 – 49.)

“OVERSHOOT”PUBBLICAZIONE in collaborazione con GPSO

febbraio 8, 2010

Leggi il seguito di questo post »

MOVIMENTO STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO

ottobre 20, 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Care Amiche e Cari Amici,

si moltiplicano le iniziative un po’ in tutta Italia e il nostro Movimento per lo Stop al Consumo di Territorio è sempre più protagonista di una campagna dai contorni via via più nitidi per salvaguardare i suoli ancori liberi.
Anche a Settembre abbiamo presenziato con uno spazio informativo ad una “fiera” dedicata al rispetto della Terra ed alla (chiamiamola ancora così …) “Altraeconomia”: a Treviso (“Quattro Passi”).
Come già accaduto in Agosto in Maremma (“Festambiente”, a Grosseto/Rispescia), un gran numero di persone si è soffermato al nostro tavolo, chiesto informazioni e sottoscritto il nostro manifesto nazionale, ingrossando le fila dei nostri aderenti.
Che, lo ricordiamo, sono già più di 12.000 a livello individuale soltanto attraverso le registrazioni on line pervenute dal sito naz! ionale e da Facebook, a cui dovremmo aggiungere gli iscritti a ciascuna delle oltre 200 Associazioni/Organizzazioni che hanno direttamente aderito al nostro Movimento e le migliaia di firmatari agli innumerevoli banchetti organizzati in questi primi 9 mesi: insomma, SIAMO IN TANTI DAVVERO ! E il conto preciso lo lasciamo fare a voi …

Qualche breve aggiornamento:

1. Il “caso” di Cassinetta di Lugagnano, primo Comune d’Italia a “crescita zero”, sta salendo sempre più agli onori della cronaca primaria nazionale. Dopo le attenzioni di “Report”, la scorsa settimana è addirittura “atterrato” sulla prima pagina de “La Repubblica” … un ampio articolo che potete gustarvi a questo link:
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=38&Item! id=68

2. Sono più di 60 i “Racconti dal ! Territor io” che il nostro sito nazionale ha già raccolto per testimoniare le criticità esistenti in ogni Regione d’Italia e avviare o sostenere le specifiche azioni di contrasto ad opere che “non s’hanno da fare …”. Questo archivio di situazioni negative sta diventando una sorta di “abc” che inizia ad interessare anche al mondo dell’informazione; siamo certi che, fra un po’ di tempo, inizierà a dare fastidio anche a tutti gli amministratori che hanno scelto di “svendere” i loro territori al miglior … costruttore !
Per questo vi invitiamo a farci pervenire i vostri “Racconti” (cioè una vostra testimonianza locale) per arricchire ancor più la sezione del sito e rendere evidente questa mappa generale degli “scempi d’Italia” e delle campagne in corso.
Vi ricordiamo che, man mano che i “Racconti” pervengono alla nostra Segreteria, vengono anche passati p! er qualche giorno nella home page: questo anche per “obbligarvi” a visitare quotidianamente il sito !!!

3. … già, perchè sul sito trovate anche la rassegna stampa quotidiana di Eddyburg (“Eddyburg Le News”) e la segnalazione dei principali appuntamenti direttamente organizzati dalle nostre sezioni o da nostri aderenti, in ogni parte d’Italia.

Buon lavoro a tutti …

Alessandro Mortarino per Segreteria nazionale Movimento Stop al Consumo di Territorio
info@stopalconsumoditerritorio.it

MOVIMENTO NAZIONALE STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO

FAME NEL MONDO. UNA PREVISIONE CHE UNO NON VORREBBE AVERE AZZECCATO

ottobre 19, 2009

Tratto dal:
blog dell’associazione ASPO-Italia, sezione italiana dell’associazione internazionale per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO)

lunedì, ottobre 19, 2009

FAME NEL MONDO. UNA PREVISIONE CHE UNO NON VORREBBE AVERE AZZECCATO
posted by Ugo Bardi

L’impressionante tendenza all’aumento dei sottonutriti nel mondo, dal rapporto FAO “food insecurity” del 2009. Un altro disastro annunciato.

Non è che io abbia la palla di cristallo sulla scrivania; ma certe volte mi fa impressione vedere come riesco a prevedere le tendenze del futuro. Per esempio, all’inizio del 2008 avevo correttamente previsto sia il crollo dei prezzi del petrolio sia la crisi economica che ne sarebbe conseguita. All’inizio del 2009 avevo previsto che non sarebbero successi particolari sconquassi nei prezzi del petrolio, cosa che si sta verificando con i prezzi che si stanno mantenendo approssimativamente costanti da molti mesi. Avevo parlato di “80 dollari al barile” e, mentre scrivo, verso metà Ottobre del 2009, siamo a 77 dollari al barile per il Nymex. Credo di non potermi lamentare come capacità predittive.

Nello stesso post con le mie previsioni per il 2009 avevo anche detto che:

Un settore dove la situazione potrebbe già farsi drammatica nel 2009 è quello dell’agricoltura, dove ci stiamo trovando in difficoltà crescenti a mantenere la produzione a livelli tali da assicurare cibo per tutti.

Bene, questa predizione si sta avverando. Guardate, per esempio, questo articolo recente di Repubblica del 14 Ottobre 2009, oppure come potete leggere sul sito della FAO. Si parla di oltre un miliardo di persone affamate e in crescita. Si parla anche di una forte riduzione degli aiuti alimentari. Tutte tendenze in crescita ormai dalla fine degli anni novanta, ma che hanno preso una drammatica impennata verso l’alto proprio quest’anno.

Sembra che la cosiddetta “rivoluzione verde” sia ormai definitivamente da archiviare come la più terribile arma di distruzione di massa sviluppata nella storia umana. Per qualche decennio, ci ha dato l’illusione dell’abbondanza alimentare. Ma era un’abbondanza basata sull’uso di combustibili fossili e sul sovrasfruttamento del suolo. Non poteva essere mantenuta a lungo. Questa illusoria abbondanza ha portato a raggiungere livelli di popolazione ben superiori a quelli che il pianeta può nutrire su tempi lunghi. Adesso dovremo rientrare a livelli sostenibili, e questo non sarà piacevole, per dirla in modo blando.

Francamente, questa previsione avrei preferito non averla azzeccata.

Avviso SEMINARIO RISORSE/ENERGIA/ECONOMIA/DEMOGRAFIA

maggio 11, 2009

Assisi, 30 maggio 2009

ASSISI NATURE COUNCIL ONLUS
LEGAMBIENTE
RIENTRODOLCE

SEMINARIO
RISORSE/ENERGIA/ECONOMIA/DEMOGRAFIA
TITOLO:
Rapporto tra energia, demografia e crisi economica,
Ovvero: “L’Elefante nel tinello”
Proposte innovative

Sala della Biblioteca Francescana , Via S.Antonio
Assisi 06081(/Pg)

Il Seminario intende informare, collegare e proporre per aumentare la consapevolezza dei cittadini sullo stato dell’ambiente e sugli interventi possibili.

L’informazione riguarda l’implacabile ma poco compreso declino delle risorse –energetiche in primo piano, ma anche di tutte quelle che forniscono la possibilità della vita sulla terra- a fronte del continuo e crescente consumo delle stesse.
Il collegamento è tra questo declino e il tabu’ culturale e mediatico a cui è soggetta la sovrappopolazione, che impedisce la presa di coscienza dell’impatto del “numero” sul degrado ambientale, unitamente allo stato di un’economia che non si puo’ piu’ reggere sul mantra della crescita, ma che ha bisogno di un modello alternativo .
Infine, proporre partendo da queste crisi concomitanti e concatenate, nuove soluzioni tecnologiche che meglio corrispondono alle nuove emergenze ambientali, senza pregiudicare l’integrità estetico/territoriale.

Riteniamo che sia un imperativo geopolitico di prima importanza aprire una discussione aperta e scientificamente aggiornata su questi problemi coinvolgendo e sensibilizzando il pubblico a favore di un’oculata scelta di quelle soluzioni, che favoriscano l’autonomia energetica.

La partecipazione è gratuita,con richiesta di registrazione

www.assisinaturecouncil.org
www.legambiente.it
www. Rientrodolce.org
Contattare:
Assisi Nature Council, Tel./fax 075/81352 , Mobile 346 7747 813
e-mail: ASSISI0c@ASSISINATURE.191.it, metro_nui@yahoo.com

IL PROGRAMMA:

Ore 8,45, Registrazione dei partecipanti

Ore 9: Saluti di benvenuto
RAPPRESENTANTE DELLA REGIONE UMBRIA
CLAUDIO RICCI, Sindaco di Assisi

Ore 9,30, Introduzione :
MARIA LUISA COHEN, Presidente Assisi Nature Council ONLUS
«Perchè è necessario questo Seminario»

Ore 9,40
EUGENIO BENETAZZO, Autore, opinionista, sulla radiografia ed evoluzione dell’attuale scenario macroeconomico mondiale.
«Fine del petrolio tracollo del dollaro e delle economie occidentali. Catastrofismo o realtà?»

Ore 10,35
LUCA PARDI Chimico ricercatore CNR, Vicepresidente associazione per lo studio del Picco del Petrolio (ASPO) ,Segretario Associazione Rientrodolce
«I nuovi limiti della crescita»

Ore 10.55
PIETRO GIULIANO CANNATA, Comitato Scientifico Lega Ambiente, Università degli Studi di Siena, autore di «Si spegne signori si chiude. L’era della diminuzione «
«La diminuzione strutturale e l’antropologia della fine dei bisogni»

Ore 11,15
ANDREA FURCHT,Demografo . Autore di pubblicazioni scientifiche sulla popolazione Università di Torino
« La situazione demografica: prospettive e implicazioni».

Ore 11,30, Dibattito
Moderatore: MARIA LUISA COHEN,
MARCO FRATODDI direttore La Nuova Ecologia

Ore 11,55
CARLO PERASSI, Consigliere della Wind Operation Worldwide S.r.l. (WOW)
« Progetto KiteGen, eolico d’alta quota”

Ore 12, 50
PIERLUIGI MANNA, Dirigente Servizio Energia della Regione Umbria
«Le politiche regionali per l’efficienza energetica».

Moderatore ROSILIO PALLOTTELLI,Dirigente CCEI,ENEA, Umbria
Discussione concernente le fonti rinnovabili come fonte di sviluppo sostenibile, con enfasi sulla visione programmatica dell’ENEA

Ore 1,30, Fine Seminario

ADERITE AL MALTHUS DAY

marzo 3, 2009

L’ASSISI NATURE COUNCIL aderisce al :
MALTHUS DAY- ITALIA

da: FACEBOOK
Basic Info

Description:
PAERCHE’ IL MALTHUS DAY

Thomas Robert Malthus nacque a Roocherry (Bran Bretagna) il 14 febbraio 1766.
Si propone l’istituzione di un giorno che ne ricordi l’attualità della sua opera in particolare per quanto riguarda il tema della sovrappopolazione umana e dei limiti della crescita.
Malthus è stato il primo ad indicare in modo chiaro, benchè modellisticamente rozzo, il problema dei limiti fisici del pianeta in rapporto alla crescita della popolazione.
La sua sfortuna fu quella di formulare la sua nota legge nel momento storico in cui iniziava quell’uso dei combustibili fossili che ha favorito un generale aumento delle rese agricole lo sviluppo dell’industria, ed una conseguente esplosione della popolazione umana.
Malthus non può e non deve essere ricordato per la parte caduca del suo pensiero legata all’atmosfera culturale in cui visse, ma per il primato nel cogliere il fattore primario di tutte le crisi ecologiche:
LA SOVRAPPOPOLAZIONE.
Sovrappopolazione che, ovviamente, si misura in rapporto alle risorse disponibili. Oggi che l’era dei combustibili fossili si avvicina al suo picco storico per iniziare un inesorabile declino, ci si deve domandare quale strategia l’umanità possa mettere in atto
per non cadere nella sindrome del collasso fatta di guerre, fame e malattie.
L’ISTITUZIONE DI UN MALTHUS DAY PER IL 14 MARZO offre l’occasione per una riflessione sui limiti della crescita del metabolismo socio-economico umano in rapporto alla limitatezza
del pianeta su cui viviamo insieme alle altre specie e sulle strade percorribili per un Rientro Dolce dell’umanità entro limiti ecologicamente e socialmente sostenibili.

Contact Details
Email:

Office:
c/o Rientrodolce Italia
Recent News

http://malthusday.blogspot.com/

http://gpso.wordpress.com/

http://www.rientrodolce.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Robert_Malthus

Members
Displaying 8 of 90 members
See All

Carlo Perassi
Jolanda Casigliani
Valbona Madani
Mauro Menegazzo
Lucio Torselli
Valeria Maselli
Pierino DallAsta
Gaetano Dentamaro

Discussion Board
Displaying 2 discussion topics

View Discussion Board
Message All Members
Edit Group
Edit Members
Edit Group Officers
Invite People to Join
Create Related Event
Leave Group
Share
Officers
Luca Pardi (Italy)
ideatore
Paolo Musumeci (Università di Siena)
Fondatore
Group Type
This is an open group. Anyone can join and invite others to join.
Admins
Paolo Musumeci (Università di Siena) (creator)
Maria Luisa Cohen
Luca Pardi (Italy)
Events
1 past event
See All
Primo Malthus Day
Ovunque
14 February at 00:05
Related Groups
CAMPAGNA NAZIONALE – STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

PLEDGER’S EFFORTS FOR GLOBAL POPULATION SPEAK OUT

febbraio 21, 2009

Continua il successo del Progetto delGPSO !!!!!

Un successo internazionale !!

LEGGETE

GLOBAL POPULATION SPEAK OUT
Breaking down the barrier to public discussion of population
Welcome

PLEDGER’S EFFORTS

Here are documented the February, 2009 efforts of those who have pledged to speak out. This is an unprecedented gathering of voices calling attention to the problem of the size and growth of the human population. It should help to weaken the taboo now shackling discussion of this all-important topic. Efforts are listed by category and date.

[2-5-09 - Note: Please sure to have read the GPSO letter. To qualify, your effort needs to be an instance of speaking out publicly in some way. Speaking out to any sort of group does qualify as do all media (including most Web) based efforts. Though not without real value, writing or talking to an individual privately is not the focus of GPSO. Some exceptions appear below as "unofficial" GPSO efforts.]
Uncategorized actions

Feb, 17: Walter L. Williams, Ph.D., Professor of Anthropology, History, and Gender Studies, University of Southern California: Walter wrote an impassioned letter to Richard Mouw, President of Fuller Theological Seminary in Pasadena California, in response to his recent “My Turn” column in Newsweek Magazine. In the column, Mouw had explained why he voted for California’s Proposition 8 which eliminated the right of same-sex couples to marry. Walter explained in detail his disagreement, and that of the gay-lesbian community in general, with Mouw’s views. Among other points, he identified Christianity’s culpability in contributing to human population growth through its frequent opposition to birth control. He added the less often discussed point that, on the whole, gay-lesbian couples have a much lower rate of reproduction, a behavior with clear advantages in addressing human overpopulation.

Feb. 16: Vicki Watson, Ph.D., Professor of Environmental Studies, University of Montana: Dr. Watson’s classes this week will focus on climate change and human population growth. Discussion will focus on why addressing human population growth is essential to addressing a wide range of environmental problems, but especially climate change. A critical thinking and research class has been exploring scientific consensus and controversy. A graduate level class in Environmental Impact Assessment will be reading guidance on including climate change in environmental impact assessments. Among other items, both classes will read and discuss two articles by Albert Bartlett which examine the reluctance of the scientific community to confront human overpopulation. Some notes from Dr. Watson here.

Feb. 16: Bruce Howard, Writer and Activist: Has distributed a brief PowerPoint presentation via email to various individuals and organizations. It uses imagery to convey a message to the effect that “A peaceful society does not exceed the capacities of hard technologies like farming AND its soft technologies like politics.”

Feb. 16: Rosamund McDougall, Policy Director, Optimum Population Trust, UK: Was instrumental in the development and launch of the Optimum Population Trust’s Stop at Two Pledge which asks people to pledge to try to have no more than two children.

Feb. 15: Val Allen, Author; Population Activist, Alberta Canada: Sent a letter to the Oprah website which is requesting stories on “You Hero in these Troubled Times.” Val wrote about Martin Luther King Jr. and his strong stance on the need to address overpopulation.

Val challenges others to submit names and descriptions of others known for strong statements or actions concerning population matters

Feb. 13: GPSO Signer/Endorser Peter Salonius, Research Scientist, Fredericton, New Brunswick, Canada: Circulated an email to the Population-Environment Research Network (PERN) cyberseminars listserv’s recipients. To Quote: “The contention of Turner and Ali — that agricultural productivity in Bangladesh, where there is no new land to cultivate, “is likely to continue on a ‘muted’ path of growth” — does not recognise the dependence of production increases… on sources of energy that are expected to become increasingly scarce and unaffordable in the foreseeable future.”

Feb. 12: GPSO Signer/Endorser Peter Salonius, Research Scientist, Fredericton, New Brunswick, Canada: Circulated an email to the Population-Environment Research Network (PERN) cyberseminars listserv’s recipients. It continues his theme of recent messages emphasizing the need for researchers and other academics to focus on the basics (e.g., we’re overpopulated and need to address it) and not be distracted by theoretical minutia which may only obfuscate the most fundamental ecological realities.

Feb. 11: GPSO Signer/Endorser Peter Salonius, Research Scientist, Fredericton, New Brunswick, Canada: Circulated an email to the Population-Environment Research Network (PERN) cyberseminars listserv’s recipients. It responds to the work of researcher Laura Murphy which appears to minimize the importance of the population-environment link. Peter argues the work she describes fails to appreciate the physical limits of temporary stores of geological energy and their implications. For anyone willing to read through Murphy’s text, this discussion is a fascinating look at how physical and ecological realities may or may not sometimes play into the views of a biologically trained, natural scientist on the one hand and a researcher with a background in social development issues on the other. To quote Peter: “Geological energy realities and the food production potential of the [now damaged] arable soils on the planet will drive our appreciation of population-environment imbalances much more actively than will shifting our attention to “complex systems, [and] an acknowledgement of power dynamics at any level of analysis”.”

Feb. 8: GPSO Signer/Endorser Peter Salonius, Research Scientist, Fredericton, New Brunswick, Canada: Circulated an email to the Population-Environment Research Network (PERN) cyberseminars listserv’s 541 recipients. It suggested we “shift our limited research resources away from the study of the fine structure of the dilemma we have inadvertently created for our species . . . and that we . . . turn our research attention toward the study of [ways to] lower our numbers to [sustainable] levels in as painless a manner as possible.”

Feb. 6: GPSO Signer/Endorser Rick Shea, Biodiversity Activist, British Columbia, Canada: Sent his article, Smart Growth: The Worst Kind of Sprawl?, to the Canadian Broadcasting Company, accompanied by a request that they stop having “smart” growthists on their programs. (He plans upcoming activities with classes he teaches as well… to be posted.)

Feb. 4: GPSO Signer/Endorser J. Kenneth Smail, Ph.D., Professor Emeritus of Anthropology, Kenyon College: Sent an email to 2,000 Kenyon College faculty, staff, students, and others. In it, he urged them to read and consider his essay, “Acknowledging and Confronting the Inevitable: A Significant Shrinkage in Global Human Numbers, and Other Inconvenient Truths.” He encouraged them, as well, to comment on it and to pass it along to others.

Feb. 3: GPSO Signer/Endorser Peter Salonius, Research Scientist, Fredericton, New Brunswick, Canada: Circulated an email to the Population-Environment Research Network (PERN) cyberseminars listserv’s 532 recipients. In response to the STIRPAT finding that “Population size is consistently the primary driver of environmental threats,” it called attention to Peter’s work on agricultural soil degradation.

Peter wrote a letter to David Kidney, Labour politician and MP for Stafford, UK, concerning the latter’s upcoming debate on global population growth. Peter encouraged Kidney to consider his work including this article on the subject. He also offered him a link to relevant economic information and urged him to consider the adoption of policies to promote a steady state economy, a move which would require stabilization and reduction of human numbers.

Feb. 2: Jeffry Schabilion, Ph.D., Professor, Paleobotany and Paleoecology, Department of Biology, University of Iowa: Is distributing 92 copies of Lindsey Grant’s VALEDICTORY: The Age of Overshoot (PDF) to students in his Ecology and Evolution class. The students will have until Feb. 23 to read the publication and prepare to engage in graded group discussion sessions during the last two weeks of February.

Feb. 1: Steven Earl Salmony, Ph.D., Psychologist; Founder, AWAREness Campaign on the Human Population: Wrote a letter to his congressman, David E. Price, urging him to consider the importance of the population issue and to examine a presentation by Dr. Russell Hopfenberg about an underappreciated argument concerning population growth and global food production. The letter will be posted publicly to the Sustainability Southeast website.
Books

Feb. 16: Geoff Garver, Sustainability Author; Adjunct Professor of Law, Laval University and University of Montreal, Canada (http://www.moraleconomy.org/): Co-authored (with Peter Brown) a book which was published this month. Titled Right Relationship: Building a Whole Earth Economy, it contains clear statements about the need to address human overpopulation.

Feb 1: David Robinson, D.Phil., Professor of Psychology, Faculty of Medicine, Kuwait University: Dr. Robinson’s book, Brain, Mind and Behaviour: A New Perspective on Human Nature (Second Edition), will be published in February, 2009. It contains insightful information on the problem of population growth from a historical perspective. Here is an excerpt.
Interviews

Feb. 16: Rosamund McDougall, Policy Director, Optimum Population Trust, UK: This month Rosamund has spoken out in interviews on three BBC radio stations and took part in a brief debate on ITV with Ann Widdecome MP, all on the theme of family size and the idea of stopping at no more than two children.

Feb. 16: Simon Ross, Business Consultant; Activist: Called in to the George Galloway show on the UK Talk Sport radio station to argue for the benefits of population limitation.

Feb. 16, 17: Madeline Weld, President, Population Institute of Canada: Took part in an interview to be aired on the 16th and 17th at chinradio.com (CHIN Radio Ottowa). The theme is “Human Population Growth: Do We Ignore it at Our Peril?”

Feb 14: Jorge Gutierrez, Ph.D., President, Grupo de Investigación y Educación en Temas Ambientales (GrIETA), Mar del Plata, Argentina; Visiting Scientist, Cary Institute of Ecosystem Studies, Millbrook, New York: Jorge recently did an interview for the TV program, “Intelexias.” It appears on a cable TV channel of national reach (Canal Metro). He talked about environmental issues, with particular emphasis on the population problem as the root of these issues. The interview will air aired in March. (We’ll provide it if possible.)

Feb. 7: Gaetano Dentamaro, Member, Transnational Radical Party, Italy (http://www.intervisteperstrada.com/): Has been conducting Web radio-style interviews on the road in Italy. He mentions the Global Population Speak Out and asks people about their views on overpopulation. Click here for the piece on GPSO and the audio. Though you may not speak Italian, you will recognize a few key phrases. For those in the US, Canada, etc., listening to a couple of minutes of these interviews makes clear that GPSO is prompting discussion internationally!

Feb. 6: GPSO Signer/Endorser and Biodiversity First President Brishen Hoff: Called the Points North radio talk show on the CBC. He responded to the question, “How is the economic downturn affecting you?” with observations about the conflict between economic and population growth and environmental health. Listen here (WMA format).

Feb. 3: Les U. Knight, Editor, These EXIT Times: Was the guest on the Curtis Sliwa radio talk show on WABC Radio in New York. He commented that the octuplets situation is a microcosm of what we are doing globally. She has two breasts and eight mouths to feed.

Feb. 2: Les U. Knight, Editor, These EXIT Times: Was the guest on Alan Colmes’ radio talk show on Fox News. He talked about ecological footprints and human breeding. He stated that the creation of one more of us by anyone anywhere can’t be justified today.

Feb. 1: Dr. Pip Hayes, G.P., Exeter, UK: Spoke with The Times health editor Sarah-Kate Templeton, providing information for this article about her decision not to provide fertility treatment to parents who already have large families.

Feb 1: John Guillebaud, Emeritus Professor of Family Planning & Reproductive Health, University College London: Spoke with The Times health editor Sarah-Kate Templeton, providing information for this article about population issues and Dr. Pip Hayes’s decision not to provide fertility treatment to parents who already have large families.
Letters to the editor (etc.)

Feb. 16: Lisa Sammet, Board Member, Vermonters for a Sustainable Population: Has sent a letter to ten Vermont newspapers. It highlights the population problem and solutions, points people to GPSO, and encourages attendance at the upcoming VSPop-sponsored forum in Montpelier on population issues. To quote: “This is an issue that few policy makers talk about, yet, if population growth is not checked, our problems will only be exacerbated.”

Lisa has sent a letter with a similar theme to the Vermont Natural Resource Council and comments to National Public Radio’s program All Things Considered. She also sent an edited version to the National Public Radio program, Living On Earth. She sent a similar letter to her two senators and the congressman from Vermont.

Feb. 14: Roger Plenty, Member, Optimum Population Trust, UK: Wrote a letter to the Stroud News and Journal. To quote: “[I]sn’t it wrong to tell people how many babies they can have? Yes, of course, but at present that is scarcely necessary… [T]here is clearly an unfulfilled demand for family planning.”

Roger also wrote a letter, based in part on the one above, to WWF Action magazine.

Roger also persuaded his local branch of the UK Green Party to hold a special meeting on population this July.

Feb. 14: Albert Kaufman, Population Activist; Owner, Albertideation: Wrote a letter to the editor at the Oregonian. To quote: “Could we all agree that women and men who would like to have fewer children should be given the choice — and access to reproductive health care including contraception? Could we agree that children should be born wanted, not unintended?”

Feb 14: Jorge Gutierrez, Ph.D., President, Grupo de Investigación y Educación en Temas Ambientales (GrIETA), Mar del Plata, Argentina; Visiting Scientist, Cary Institute of Ecosystem Studies, Millbrook, New York: Sent letters (here and here) to the two major newspapers in Argentina (Clarín and La Nación). They were not published, but Jorge plans to continue sending them to other outlets.

Feb. 13: GPSO Signer/Endorser and Biodiversity First President Brishen Hoff: Wrote a letter to the editor at Canadian Dimension magazine. To quote: “A recession is either zero or negative economic growth and is therefore good news for the environment. Population growth and economic growth cannot go on forever in a finite world.”

Feb. 11: Val Allen, Author; Population Activist, Alberta Canada: Sent a letter to the editor to the Lethbridge, Calgary, Edmonton, and Fort Macleod newspapers, as well as CBC radio and TV, and the MP for the Fort Macleod area. It calls attention to Dr. Matin Luther King Jr.’s strong concern about overpopulation, suggesting it’s, “unfortunate that his most important message has been forgotten by our society, at a time when it so desperately needs to be heard.”(We’ll posts any links which become available.)

Feb. 11: David Hankin, Ph.D., Professor and Chair, Department of Fisheries Biology; Acting Associate Dean for Marine Sciences, Humboldt State University: Sent a letter to the Times Standard in Eureka, California. To quote: “It’s time to let your representatives know that you are concerned about human population growth . . .” (We’ll provide a link if the letter is published.)

Feb. 10: GPSO Signer/Endorser David Narver, Ph.D., Former Federal Fisheries Research Scientist; Retired Directer of Fisheries, British Columbia, Canada: Sent a letter to Maclean’s (Canadian national news magazine) urging more attention be paid to the fundamental role of population growth in climate change. David will be sending the letter to some newspapers in British Columbia as well. (We’ll post any links which become available.)

Feb. 9: Bruce Howard, Writer and Activist: Sent a letter to various national publications. To quote: “A fractured nursery rhyme 1933 Merrie Melodies cartoon is so GPSO… Premise: Old King Cole marries the woman in the shoe…” (We’ll provide a link if one becomes available.)

Feb. 9: Kirsten Stade, Science Reporter; Conservation Biologist: Sent a letter to the New York Times in response to this article. It has not been published, but Kirsten is making further efforts. (Though they publish only a small percentage of letters received, it is worth taking a shot at the largest papers because of the large readership if a letter does make it into print.)

Feb. 8: Mark Rogers, Ph.D. Candidate, Computational Biology, Colorado State University: Wrote a letter to the editor at the Coloradoan in Fort Collins, Colorado. He discusses the population-environment link and our the clear choice in front of us. To Quote: “We can ignore the problem, accepting high death rates through starvation and pandemic diseases, or we can accept responsibility and simply reduce the birth rate.”

Feb. 4: Jason Brent, Attorney and Municipal Judge (Retired): Wrote a letter to the Los Angeles Times demonstrating the huge and unsustainable numbers involved in continued population growth. Jason is sending the letter to other publications as well. (We’ll link to it if it’s printed, or provide it as a document.)

Feb. 4: Bruce Howard, Writer and Activist: Wrote a letter to the Hood River News using humor and rhyme to make a point about contraception options. (Scroll down to the fourth letter from the bottom titled “Population Options.”)

Feb. 3: Kirsten Stade, Science Reporter; Conservation Biologist: Wrote a letter to the Washington Post in response to this article and in support of President Obama’s reversal of the “Global Gag Rule.” (We’ll post or link to the letter in the near future.) As an extra, during January Kirsten helped spread the word about GPSO in in the Tacoma Voice by commenting under an article about people’s “green resolutions.”

Feb. 2: Yeh Ling-Ling, Executive Director, Alliance for a Sustainable USA: Wrote letters to newspapers in California, Texas, and Virginia. She also sent an email to the Larry King show on CNN. (We’ll post any links which become available.)

Feb. 2: Leon Kolankiewicz, Consulting Environmental Scientist; Wildlife Ecologist; Natural Resources Planner: Wrote a letter to the Christian Science Monitor in support of their recent coverage of the population issue.

Feb. 1: Michael Healey, Ph.D., Professor Emeritus, Institute for Resources, Environment and Sustainability, University of British Columbia, Vancouver, Canada: Wrote this letter to the Canadian Broadcasting Corporation (CBC). (If it is published on their website we will link to it.) Michael also wrote a letter to Canadian Prime Minister Stephen Harper and a letter to Michael Ignatieff, leader of the opposition. (Note that while the latter two letters may not constitute speaking out publicly, Michael satisfied that requirement with the first letter above and is going beyond the call to take other actions.)

Feb. 1: Arthur H. Westing, M.F., Ph.D., Author; Environmental Consultant; Former Senior Researcher, Stockholm International Peace Research Institute: Submitted this this letter to Science. (It was not printed.) This letter to the International Herald Tribune was published (with an odd change of title which obscures the topic). Arthur has submitted an opinion piece to to another major publication and is waiting for a response.
Blog articles

Feb. 14: Hans Tammemagi, Ph.D., School of Environmental Studies, University of Victoria, British Columbia; Environment Columnist, Vancouver Sun, Canada: Wrote a blog article about the silence on population and the role of GPSO in trying to break through it. To Quote: “Twenty years ago everyone worried about, and talked about, the exploding human population… Since then, the population has increased by two billion, a whopping 40% growth. So are we panicking? Just the opposite. Population has fallen off the map.”

Feb. 14: Martin Rundkvist, Ph.D., Archeologist, Managing Editor, Fornvännen Archaeological Journal, Stockholm, Sweden; Science Writer, ScienceBlogs.com: Wrote a blog article at Aardvarchaeology titled Let’s Turn the Population Trend. To quote: “Woman or man — thy loins must never issue more than two children, preferably less! That’s the replacement rate. But by all means have a whole gerbil-like clutch of children, a full quiver, a soccer team — through adoption. Empty the world’s orphanages!”

Feb. 13: Rick MacPherson, Director, Conservation Programs, Coral Reef Alliance (CORAL): Wrote a blog post alerting readers to American Samoa Governor Togiola Tulafono’s message today to the American Samoa Population Summit. To quote: “Governor Togiola told participants that although the issue is complex in many ways, it is also as simple as, ‘too many people, on too little land’.”

Feb. 13: GPSO Signer/Endorser and Biodiversity First President Brishen Hoff: Posted a blog article calling on TVO’s The Agenda TV show to cover the problem of biodiversity loss and its link to human overpopulation. Brishen offered to appear on the show to debate other environmentalists who avoid the population issue.

Brishen also Copied to his blog a letter he wrote to Canada’s minister of immigration, Jason Kenney and CC’d to Minister of The Environment, Jim Prentice and Prime Minister of Canada, Stephen Harper. Out of concern for the link between biodiversity loss and human population growth, it supports Kenney in his consideration of the possibility of reducing Canada’s immigration intake.

Brishen also posted a letter he had written to the magazine, Canadian Dimension.

Feb. 11: Robert Negut, Concerned Citizen, Romania: Wrote a blog post titled The Future of Contraception. To quote: “[S]afe, reliable and easily accessible contraception is of crucial importance if we are to ever solve the overpopulation problem…”

Feb. 11: Rick MacPherson, Director, Conservation Programs, Coral Reef Alliance (CORAL): Wrote a blog post titled Suffering in Silence at his blog, Malaria, Bedbugs, Sea Lice, & Sunsets. It highlights the reluctance of those in the coral reef scientific community to address overpopulation and calls on scientists and those at NGOs to begin speaking out. To quote: “But if we in the NGO world are afraid to talk about the smoking gun of overpopulation, precisely who is going to take the lead?”

Feb. 11: GPSO Signer/Endorser J. Emmett Duffy, Ph.D., Professor of Marine Science at The College of William and Mary’s Virginian Institute of Marine Science: Wrote a blog post at The Natural Patriot calling attention to the problem of ongoing population growth on a finite earth and summarizing GPSO’s role in addressing the issue. He includes a link to his recent radio interview for KRFC Radio (Fort Collins, Colorado) interview concerning GPSO and population impacts on marine systems.

Feb. 10: Megan Argo, Astronomer, Australia: Wrote a blog post, The elephant in the room: overpopulation in the environment debate. To quote, “[O]ur planet (which is a closed system) can only support a finite number of people. . . . the population has been increasing at quite a rate thanks to the industrial revolution, developments in medicine and general healthcare, and so on. But, at some point, the population will pass the point at which there isn’t enough available land to support it. Has this already happened?”

Feb. 8: Jim Just, Land Use Activist; Executive Director, Goal One Coalition: Published an article titled “End to population growth: a question of when and how, not whether” on the blogs of the Goal One Coalition and Post Carbon Oregon. It contains this key statement: Each individual life is indeed precious. That’s why it is so important to take steps to stop and then reverse population growth, lest the uncontrolled explosion of life leads to the collapse of societies and ecosystems and thus to the death of untold billions due to war, famine, and disease.

Feb. 6: Richard Kaziny, Political Activist: At his blog, Chronicles of the Fourth Reich (A Political Blog about the Bush Administration and the Neocons), Richard wrote a post titled, More children for a mother who already has 6 hurts us all.

Feb. 1: GPSO Signer/Endorser and Biodiversity First president Brishen Hoff: At his blog, The Foolish Pursuit of Economic Growth, Brishen wrote a post titled, The Average Person is Doomed. Brishen is one of the least compromising population and biodiversity activists in North America and is true to form here. This one will rankle some readers, but rather than try to squelch an activist such as Brishen, we need to consider that his analyses push the limits, nudging us to consider all options and to examine our own ethical priorities. Would a solution as radical as his seems, for example, save more lives than the more accepted approaches? Let’s put it on the table for discussion!

Talks

Scheduled — Feb. 27: William H. Schlesinger, Ph.D., Biogeochemist; President, Cary Institute of Ecosystem Studies, Millbrook, New York: Will be speaking at the Cary Institute with the title, “More than a Beast, but much less than an Angel,” covering a range of topics on the human condition (population growth, resource use and technology), and what we must do about them.

Feb. 14: Jane Roberts, Cofounder, 34 Million Friends of the United Nations Population Fund; Author, 34 MILLION FRIENDS of the Women of the World: Jane has been taking action in many ways this month. Among her recent efforts, she spoke at Church Women United in Redlands, CA. She informed the audience of GPSO, passing out the URL for the website.

Jane plans to pass out information at USC at an International Social Work Fair on the 17th.

Feb. 13: Wallace “J.” Nichols, Ph.D., Research Associate, California Academy of Sciences; Co-Director, Ocean Revolution: Made a presentation and participated in a panel on conflict and the envir0nment at Duke University. In both, he and the participants discussed population.

Feb. 10: Navjot S. Sodhi, Ph.D., Professor, Conservation Biology, Environmental Management and Ecology, Department of Biological Sciences, National University of Singapore: Gave a public lecture in Concord (MA) about tropical deforestation and climate change. In the talk, he discussed the effects of human population on resource depletion.

Feb. 4: Tom Horton, Author; Former Environmental Reporter, The Baltimore Sun; Professor, Salisbury University: Spoke at Salisbury University in Salisbury, Maryland to a crowd of about 230 people. The talk was based on his paper, Growing Growing Gone: The Chesapeake Bay and the Myth of Endless Growth (PDF) which contains strong content on population growth. To quote from the paper: “[I]t seems questioning the expansion of the economy and the population are off the table, either because they are considered sacred cows, or they are just too hard to deal with. It is assumed we can cure the symptoms while vigorously expanding their root causes.”

Feb. 4: Jelle Reumer, Ph.D., Director, Rotterdam Natural History Museum; Professor of Vertebrate Paleontology at Utrecht University, Netherlands: Gave a talk to an audience of about 300 at Utrecht University. He discussed the population explosion and possible remedies, including in his images these two slides.
Articles

Feb. 16: Jane E. Powell, Author; Historic Home Preservation Consultant; Columnist, The Berkeley Daily Planet: Sent an Opinion piece to the Berkeley Daily Planet as well as the San Fransisco Chronicle. To quote: “If population were stabilized or reduced, there would be no need for sprawl. There would be no need to line every arterial with multi-story condos. There would be no need for water rationing in a drought. There might even be enough jobs to go around.” (We’ll provide links as they become available.)

Feb. 15: Madeline Weld, President, Population Institute of Canada: Has submitted for publication and article titled “What Happens to Development when you Ignore Population?” To quote from the article: “I am taking on the misguided notion that population control policies are ipso facto antithetical to the rights of poor people in developing countries, in particular those of poor women.” (We’ll provide a link if the article is published or offer it as a file on the site.)

Feb. 14: Jane Roberts, Cofounder, 34 Million Friends of the United Nations Population Fund; Author, 34 MILLION FRIENDS of the Women of the World: Wrote an article for MaximsNews (News Newtwork for the United Nations and the International Community). She reports on GPSO, describing its mission and comparing it with the emphases of 1994’s International Conference on Population and Development at Cairo. She sees the two as compatible: “Population and the fate of the women and girls of the world is crucial. But we ignore both at our peril.”

Feb. 14: Nicole Rosmarino, Ph.D., Wildlife Program Director, WildEarth Guardians: Wrote a guest commentary for the Denver Post. In it she discusses our actions which endanger other species, including the growth of our numbers. To quote: “[W]e make choices every day that deliver blows to species and their habitat: we drive gas-guzzling cars, we have too many children…”

Feb. 14: GPSO Signer/Endorser, Maria Luisa Cohen, Environmental activist; Founder and President of the Assisi Nature Council, Association for Environmental Education and Ethics, Italy: Is waiting for the publication of her article “Global warming and the Population connection” in a Swiss/corporate Journal. (Update to follow)

Feb. 14: Carlo Consiglio, Former Professor of Zoology, Sapienza University of Rome (Retired), Italy: Has written an article slated for publication in March in the Review L’Ateo ( The Atheist), the voice of the Union degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Feb. 12: Yuji Ishiguro, Ph.D., Research Scientist, Institute of Adavanced Studies (Instituto de Estudos Avançados-IEAv), Sao Jose dos Campos, SP, Brazil: Posted an article, Part 7. Natural Selection and Demographic Imbalance (PDF), in his series, One-Billion World, on the site of the Institute of Advanced Studies. To quote: “If the current trend in industrialized countries towards less-than-replacement fertility rates is considered as desirable, as it should be, then these countries should help others to achieve the same…” Yugi has also distributed his Framework for Sustainability which emphasizes Earth’s limits and the consequent implications for human population size.

Feb. 10: Dale Allen Pfeiffer, Novelist, Geologist, Musician, The Mountain Sentinel: Wrote an article, Overpopulation, Overconsumption and the Balance of Power. It is posted on his website and will go out in his newsletter as well as to other venues where it will likely be posted. To quote: “Only when everyone is empowered with a quality existence will we solve the problem of overpopulation in a humane manner.”

Feb. 9: Geoff Garver, Sustainability Author; Adjunct Professor of Law, Laval University and University of Montreal, Canada (http://www.moraleconomy.org/): Co-authored (with Peter Brown) and article in the Huffington Post. Titled It Is Time to Order a New Economic Order, It contains strong statements on overpopulation. To quote: “Free access to family planning must be part of health care reform, and a foundation stone of foreign policy. The America projected by the census bureau for mid-century of around 440 million people is a global disaster.”

Feb. 8: George Plumb, Co-Founder, President, Vermonters for a Sustainable Population: Had an article published in the Times Argus newspaper in Montpelier, Vermont. Titled Environment, economics, and population, it focuses on the link between population growth and economic growth, calling for a move toward a steady state economy.

Feb. 6: Jan P. Juffermans, De Kleine Aarde/The Small Earth (dekleineaarde.nl), Boxtel, Netherlands: Had an article containing an announcement about GPSO published this week in the magazine of Groenlinks (Green Party of the Netherlands). (Jan will be giving two lectures later this month on overpopulation and global footprints. Those will be documented elsewhere on the page.)

Feb. 3: Garry Egger, M.P.H., Ph.D., Director, Centre for Health Promotion and Research, Sydney, Australia; Professor, Lifestyle Medicine and Applied Health Promotion, Southern Cross University, Lismore NSW Australia: Is waiting on final acceptance of two articles in peer reviewed professional journals. (We’ll post any links which become available.)

Feb. 1: Barbara Herbstman, Ph.D., Civic and Social Activist: Wrote an article for the newsletter of her local chapter of the Sierra Club. It is slated to be published in the February edition. (We’ll link to it as soon as it’s available.)
Websites

Feb. 1: August Anson, Science Writer; Author, What Every Citizen Should Know About Our Planet: Created the Population Growth and the Open-Space Delusion website, clearing away some common misconceptions about human population growth, including the popular and absurd, “There’s no population problem; you could fit everyone on Earth into Texas!”

Feb 1: Kurt Dahl, Amateur Futurist and Author of The Eden Proposition (a thriller about a billionaire’s response to our population crisis – highly recommended): Launched a website, The Population Elephant, containing solid, uncompromising information on the population problem. Included are several “top ten” lists of useful items.
Blog, article, and public forum comments

Feb. 14: Leon Kolankiewicz, Consulting Environmental Scientist; Wildlife Ecologist; Natural Resources Planner: Commented on the Dot Earth blog at the New York Times. He cautioned that renewable energy, is not a panacea and does not eliminate the need to address our numbers. He said of the population taboo, “Energy enthusiasts consider this outside their purview, while for two decades environmentalists have shamefully ducked the issue because of their unwillingness to be called nasty names by vocal anti-abortionists, supporters of mass immigration without end, and assorted flat-earthers.”

Feb. 14: Donald C. Fraser, Concerned Citizen: Has been engaged this month in an ongoing, lively discussion of population matters at chrismartenson.com. He is ending all his posts this month with “7 billion people can be wrong, very wrong.”

Feb. 13: GPSO Signer/Endorser and Biodiversity First President Brishen Hoff: Posted to the forum for TVO’s The Agenda a comment calling on the TV show to cover the problem of biodiversity loss and its link to human overpopulation. Brishen offered to appear on the show to debate other environmentalists who avoid the population issue.

Feb. 1: Haldun Abdullah, Ph.D., Professor of Electrical Engineering (Retired), Sakarya University, Turkey: Posted a comment (#24) on this Christian Science Monitor article concerning population issues.

Feb. 1: Leon Kolankiewicz, Consulting Environmental Scientist; Wildlife Ecologist; Natural Resources Planner: Posted a comment under an article at The Times Online and a comment under an article at The Mail Online.

PERCHE’ I MEDIA IGNORANO L’IMPATTO DELL’INCREMENTO DELLA POPOLAZIONE ?

febbraio 20, 2009

Comunicazione e informazione sono i mezzi più efficienti di conquista per il consenso nella società, come confermato anche da un recente libretto dell’autore americano Gore Vidal intitolato “Se controlli i media è fatta”. La maniera come sono formulate le notizie offre al pubblico il segnale d’interpretazione delle stesse.
In questo articolo mi riferiro’ al trattamento dei media e delle agenzie politiche sul tema della popolazione.

Si può tracciare un parallelo tra le informazioni che il pubblico riceve riguardo alle crisi ambientali, soggetto oggigiorno di scrutinio da parte di politici, scienziati e media,. e la corrispondente disinformazione sulla connessione tra il fattore popolazione e le crisi ambientali .

Esistono individui, organizzazioni, libri e articoli che contribuiscono alla comprensione di questa connessione, ma sono stati ignorati per decenni. Le voci che ci avvertono del pericolo a venire sono tacitati da schiere d’ottimisti, che hanno il vantaggio di dire ciò che la gente preferisce credere.
Tutto cio´ che era facilmente prevedibile è stato già previsto, da Mark Twain ad Aldous Huxley, il quale ha trovato anche il colpevole nella figura degli scienziati, che ad un certo punto dimenticarono d’essere uomini e divennero specialisti. Lo specialista è generalmente colui che si disinteressa dei risultati a lungo termine di ciò´ che eventualmente scopre.

Huxley aveva delle idee chiare sulle conseguenze dell’intervento della tecnologia, proterva alleata degli aiuti umanitari: “Satana sapeva che nutrire significa procreare. … Nei vecchi tempi quando la gente faceva l´amore, si limitata ad accrescere l´indice di mortalità infantile e a deludere l´attesa di una vita nuova. Ma dopo l´arrivo delle navi, cariche di viveri tutto cambio´. La copulazione si risolveva in popolazione….Si Satana aveva previsto tutto: il passaggio dalla fame ai viveri importati, dai viveri importati all´incremento demografico, dall´incremento demografico di nuovo alla fame …”. …( da: La scimmia e l´essenza)
Egli intuiva che più la tecnologia si adopera ad aumentare la capacità di carico degli ecosistemi per nutrire un numero eccedente d’affamati, l’eterogeneità dei fini detta un ulteriore accrescimento degli stessi, che richiederà sempre nuovi input tecnologici, ignorando l’ovvia soluzione: diminuire il numero delle bocche da sfamare. E’ questa la vera ragione perché la Povertà è sempre con noi: perché noi rincorriamo continuamente la sempre crescente moltitudine dei poveri.

Nel mondo delle grandi istituzioni internazionali, abbiamo la FAO, che finora è riuscita a nutrire anche molto bene tutti i suoi funzionari ed impiegati ma non i poveri del mondo; la WHO, che ripete la parabola di Sisifo; l´UNICEF fortemente politicizzata; la Banca Mondiale , che fa in modo che le somme erogate facciano ritorno ai paesi eroganti. Esse non evidenziano l’aspetto demografico come un rischio, ma come un’opportunità per pubblicizzare la loro raison d’étre. L’unico a segnalare il dramma futuro fu U.Thant, segretario dell´ONU che nel 1969 ebbe il coraggio di affermare : “…dalle informazioni che dispongo, si trae una sola conclusione: abbiamo a disposizione appena dieci anni per impegnarci in un programma globale…di controllo dell’´esplosione demografica….” Sono passati quarant´anni e il problema è stato dimenticato. Riferendosi alla recente crisi alimentare, dalle agenzie internazionali si apprende solo che : “Senza aiuti sarà una catastrofe” ( IFAD Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo ) che parla del triplo flagello : povertà, prezzi troppo alti, cambiamento climatico. Ma non popolazione.

La Chiesa continua ad appellarsi alla solidarietà, colpevolizzando gli occidentali per uno dei pochi errori o crimini che non hanno commesso: l’aumento dei poveri nel Terzo Mondo, concomitante all’aumento di quelle popolazioni. Questo problema non raggiunge il pubblico , perché i media che hanno un’ influenza significativa sull’opinione pubblica, lo ignora. A sostegno di questa tesi, mi rifaccio ad un esauriente studio di …. più che mai attuale. E’ il classico studio How and Why journalists avoid the Population-Environmant Connection, di T.M. Maher, 1997. Report che in “Tradeoffs: Imperatives of Choice in a High-Tech World” Wenk (1986) si stima che: ” Qualsiasi conoscenza in materia di scienza e tecnologia il pubblico generale impara, proviene non dall’educazione ma dai mass media”. I quali suggerisceono al pubblico cosa pensare di un determinato problema.

Per esempio, la causa dell’urban sprawl, l’imperversare dell’edilizia, la costruzione di nuovi sobborghi, è l’aumento della popolazione, come riconosciuto dagli imprenditori stessi che lo portano come giustificazione per usurpare gli habitat di altre specie e demolire le amenità esistenti. Oltre a sostenere il supporto alle abitazioni, di centri commerciali, stazioni di servizio, scuole, uffici e altri servizi.. Questo sviluppo inarrestabile è accettato come un beneficio per la comunità, ma esso rappresenta una perdita di biodiversità necessaria alla vita. Come i media raccontano questi avvenimenti ? Lo raccontano generalmente separando gli elementi critici . negando la loro connessione. Per esempio, la storia delle specie in pericolo per l’ invasione edilizia,diventa cosi una lacrimosa recriminazione . Ha comunque una soluzione tecnologica: incessanti e costosi studi scientifici, protezione di circoscritti habitat, riproduzione e allevamento artificiale, regolazione dei pesticidi, nuove autostrade, usare energie alternative per le macchine, nuovi modelli “ecologici” per le abitazioni,limitazione delle licenze edilizie. Queste vengono puntualmente aggirate da un abbraccio tra aziende edilizie, sindacati e comuni interessati e poi denunciate con indignazione dai soliti giornalisti d’assalto e da pochi inermi obiettori che vengono definiti “elitisti” e anti-sviluppo.
I media tendono ad accusare cause visibili, come la rapacità dell’industria di costruzioni, senza questionare le forze economiche e sociali che spingono gli stessi a distruggere la natura ; e se devono attribuire le ragioni per l’esaurimento di certe risorse come l’acqua, il petrolio o i cereali , si rivolgono a qualche catastrofe naturale o agli speculatori. Ma stabilizzare la popolazione sembra un’opzione politica troppo bizzarra per essere suggerita dai media. Invece i reportages omettono ogni referenza che possa offendere coloro che hanno interesse a sostenere l’aumento della popolazione.

Come spesso, dobbiamo seguire il denaro : Molotch e Lester nel 1974 avevano già individuato quello che è ancor oggi evidente: il contenuto del media riflette gli interessi di coloro che li sostengono, attraverso commissioni pubblicitarie, vedi costruttori e interessi bancari ( v. la faccenda dei subprime in America). Elisabeth Noelle-Neumann (1984) ha suggerito, con la sua teoria “La spirale del silenzio”, che “ I media provvedono al pubblico le parole e frasi che possono usare per difendere un certo punto di vista.
Sottolineiamo le ragioni per questa disinformazione:

1) ignoranza del soggetto. Sembra che la maggior parte dei giornalisti sia al di sotto dello standard richiesto dal loro lavoro.. Per esempio, molti di essi evidentemente non hanno idea del concetto di carrying capacity, che potrebbe aiutarli a comprendere il problema dello stress imposto sugli ecosistemi.
2) essi esprimono le opinioni di alcuni gruppi di interessi, attraverso i quali i loro padroni illustrano e pubblicizzano la loro agenda economica e politica. I loro reporting non sono quindi neutrali;
3) Il problema della correttezza politica, che rosicchia la coscienza collettiva e si esprime nel silenzio – magari per timore di offendere qualche minoranza. Piu’ di un giornalista teme accuse di razzismo, xenofobia, o dalla lobby ecclesiastica, pro-life.

La stampa di destra non riconosce che l´economia è sussidiaria all´ambiente, le risorse del pianeta sono finite e non le importa se nel corso dello sviluppo economico a tutti i costi si perdono qualche milione di specie. La stampa di sinistra abbraccia lo slogan cretino: ” non è la popolazione, ma il consumo” come se le due non fossero in relazione l´una coll´altra. In effetti, dicono la stessa cosa: che la torta basta per tutti, se viene distribuita in porzioni eguali. L’imperativo è focalizzare l’ attenzione sull’ultimo trend. Al momento esso è il Global Warming (GW), due anni orsono era di moda la Povertà, temi affrontati con concerti , gadgets e una panoplia di celebrità. In una ridicola intervista , John Lennon, che tutti gli ammiratori del defunto cantante dovrebbero considerare come testimonianza della sua insipienza, dice che la popolazione, phew, no problem, it will balance itself out. Il Video conferma che i cantanti dovrebero aprire la bocca solo per cantare o mangiare. Nel caso del nostro, il problema era anche fumare.

La CNN presenta un’ abitante di una delle nazioni piu´ povere del pianeta che si lagnava di non poter nutrire i suoi 6 figli. Anche la sottoscritta avrebbe difficoltà a nutrire 6 figli. L’intervistatore mai batte ciglio o commenta queste notizie. Esse sono assolutamente normali, ovvie nella loro neutralità. Nell’ aprile 30 2008,dall´Herald Tribune, si apprende che mancano i fertilizzanti artificiali, derivati da petrolio , e vera manna dell´aumento della produzione agricola . Essi sono infatti piu’ efficaci di quelli naturali: mezzo chilo di fertilizzante chimico contiene piu´ nutrienti di 50 chili di quello naturale. Jeffrey Sachs, quello della riduzione della povertà, dice che questa è la differenza tra vita o morte, perchè il mondo ha poche alternative a questa dipendenza dal petrolio, poiché, la popolazione aumenta e cosi anche i nuveau riches richiedono il loro share di benessere, insieme ai nuovi poveri. Intanto le associazioni ambientaliste dirigono l´attenzione del pubblico attraverso le loro direttive mediatiche sul fattore consumo. E’ il loro mantra, ma Jeffrey McKee dell´Università di Columbus ci avverte che: “Anche se vivessimo come santi vegetariani, avremmo lo stesso impatto negativo sulla biodiversità”. Jane Goodall la protettrice dei primati in Africa è della stessa opinione. (“Heads not footprints stamp out species” da un rapporto del 25 luglio 2003.) Eppure il Corriere della Sera del 28 settembre 2003 riportava ( a fine pagina) che durante una Conferenza in Etiopia, 200 scienziati da 35 differenti paesi dichiararono che 45000 specie di flora Africana stanno sparendo per lo disboscamento dovuto a nuove coltivazioni. Esiste una lunga lista di tutte le catastrofi umanitarie che potete immaginare nella fantasia piu´ sadica, ma non è riportata nessuna relazione causale con il numero di persone che producono e insieme subiscono tali effetti devastanti.

Semmai la notizia che esiste una fatalità incombente e travolgente come una valanga, una legge inevitabile della moltiplicazione umana, che dobbiamo soltanto accettare perché scritta nel libro del Fato. E’ certo che questa rassegnazione dipenda anche dal riconoscimento che l´istinto a procreare è un imperativo biologico , altrimenti la specie si sarebbe già estinta. Per consolazione, arriva sempre la soluzione tecnologica. La sola cosa importante è di nutrire gli affamati ma senza dare loro un futuro.

Di fronte all´inevitabile, i media e i politici vedono negli OGM la salvezza che ci condurrà ad un altro circolo vizioso, già previsto da Aldous Huxley. Ma spunta un altro colpevole: l´ingiustizia umana: Non c´è acqua ? essa è distribuita in modo ineguale dalla piu´ grande originatrice di ingiustizia che esista, la natura . Se tanta gente muore laddove non c´è acqua è perchè vivono in luoghi senza acqua. Si dovrebbe calcolare la “human density per unit of productive area.” Che ci direbbe che la terra dove questa gente abita non ha la capacità produttiva di sostenere neanche dieci di loro per metro quadrato, a ogni livello di vita decente. Una schiera di buoni intenzionati ci assicurano che, se eliminassimo tutte le guerre, distribuiamo le risorse equamente, incoraggiamo l´economia di mercato, diritti umani, democrazia, saggezze tradizionali, offriamo solidarietà, globalizziamo, deglobalizziamo, curiamo l´Aids o la malaria, ma niente contraccettivi … allora ? Invece , ultimamente l´attenzione dei media si rivolge a un altro problema scottante: la mancanza di nascite nell´Occidente, Europa e Giappone. Singapore incoraggia coppie con iniziative decisamente osè per i puritani paesi asiatici: suggerimenti come avere sesso nei sedili posterori della macchina, inclusi mappe per i luoghi piu’ appartati e altri mating rituals organizzati dal governo.

Già l’Ansa nel 10 luglio 2006 intitolava drammaticamente una notizia: Famiglia: dagli anni ’70 il crollo della natalità: “ Sono emersi dunque dati definiti “allarmanti”, e cioé che in Italia è passati in meno di un quarto di secolo da più di 2,7 a meno di 1,2 figli per donna: la capacità di fare bambini della società italiana, in soli 25 anni, si è ridotta di quasi tre volte.” Dunque, il problema è un altro: siamo troppo pochi. Non importa che la densità della popolazione in Italia sia del 197,5 al km2, che ci pone i già menzionati problemi di occupazione del suolo. (la ricca Australia ha una densità di 2,6…) Per l’ Europa, in generale, il declino delle nascite è la metafora del declino della nostra civilizzazione. Ma quale fu il numero di cittadini di Atene al tempo di Pericle ?

E se contiamo sul numero di Conferenze sulla Popolazione che si sono susseguite nel passato, e già menzionate , dobbiamo riconoscere che il soggetto doveva essere riconosciuto come importante. Importante ma tabu’. Il soggetto è potenzialmente esplosivo, per le sue ramificazioni ideologiche e perché per sua stessa natura induce una specie di “scale paralysis” che prende qualsiasi debba affrontare decisioni impopolari dal punto di vista politico, sociale e morale. L´United Nation World Summit on Sustainable Development , focalizzato sullo sviluppo dell´Agenda 21, era una buona occasione per sollevare la questione. E cosi il Millennium Development Goals, otto di essi che non comprendono la sovrapoppolazione, ma l´eliminazione della povertà. In caso che aveste perduto il tema, tutti queste Conferenze Internazionali parlano di povertà e della sua eliminazione e , come quella del Cairo, dei Diritti della Donna.

Intanto, sono andata a vedermi il Bollettino dell´Earth Negotiation (ENB) pubblicato dall´International Institute for Sustainable Development (IISD), ma non ho trovato il problema popolazione. Quando ho telefonato per sapere il perché di questa omissione, mi fu risposto che il problema apparteneva a un´altra Istituzione dell´ONU, la Population Division. La maggior parte delle discussioni post Johannesburg e Millennium Goals imitano l´atteggiamento dello struzzo. Leggendo le risoluzioni passate e presenti ( e presumo future), sono tutte un labirinto di non-eventi, concernenti formalità e formule per accedere ad altri eventi, specificazioni di azioni spiegate in maniera da perdere il loro significato originale e disegnate allo scopo di confondere e occultare il vero problema. Gli incontri prendono tempo per organizzare altri incontri inconcludenti, dove verranno formate nuove Commissioni e Gruppi, tutti espressi in acronimi, in caso non si possano pronunciare i loro titoli. A un certo punto, con l´arrivo degli esperti che devono presentare rapporti sulla desertificazione, per esempio, l´accumulazione delle conoscenze senza relazione ad altre conoscenze è cosi vasta che ogni persona sana di mente rinuncia a pensare che si possa arrivare a una soluzione ai problemi.

In conclusione, sono convinta che l’informazione dei media e degli opinion makers sia una priorità Gli stessi politici devono sapere che è loro dovere diffondere le “cattive notizie”, perché la situazione è grave, e piu´ la s’ ignora piu´ diviene intrattabile. Spero di avere aiutato a dimostrare l’urgenza dell’ ignorata connessione tra i problemi del pianeta e la sovrappopolazione, cosi come la necessità della cooperazione dei media nonché di tutte le forze responsabili che ne sono a conoscenza, per influenzare e diffondere questa consapevolezza. Queste influenze si rinforzano sinergicamente per attuare un incentivo alla responsabile auto regolazione delle nascite e l’appoggio di strumenti adeguati per favorirla. I politici che cercano di convincerci che la sostituzione di efficienti lampadine e il ciclo virtuoso dei rifiuti possano salvare il pianeta, dovranno rivolgere la loro attenzione verso un cambiamento di priorità dei loro cittadini.

La rivoluzione dei costumi puo’, anzi deve, cominciare dall’informazione .

Comunicazione e informazione sono i mezzi più efficienti di conquista per il consenso nella società, come confermato anche da un recente libretto dell’autore americano Gore Vidal intitolato “Se controlli i media è fatta”. La maniera come sono formulate le notizie offre al pubblico il segnale d’interpretazione delle stesse.
In questo articolo mi riferiro’ al trattamento dei media e delle agenzie politiche sul tema della popolazione.

Si può tracciare un parallelo tra le informazioni che il pubblico riceve riguardo alle crisi ambientali, soggetto oggigiorno di scrutinio da parte di politici, scienziati e media,. e la corrispondente disinformazione sulla connessione tra il fattore popolazione e le crisi ambientali .

Esistono individui, organizzazioni, libri e articoli che contribuiscono alla comprensione di questa connessione, ma sono stati ignorati per decenni. Le voci che ci avvertono del pericolo a venire sono tacitati da schiere d’ottimisti, che hanno il vantaggio di dire ciò che la gente preferisce credere.
Tutto cio´ che era facilmente prevedibile è stato già previsto, da Mark Twain ad Aldous Huxley, il quale ha trovato anche il colpevole nella figura degli scienziati, che ad un certo punto dimenticarono d’essere uomini e divennero specialisti. Lo specialista è generalmente colui che si disinteressa dei risultati a lungo termine di ciò´ che eventualmente scopre.

Huxley aveva delle idee chiare sulle conseguenze dell’intervento della tecnologia, proterva alleata degli aiuti umanitari: “Satana sapeva che nutrire significa procreare. … Nei vecchi tempi quando la gente faceva l´amore, si limitata ad accrescere l´indice di mortalità infantile e a deludere l´attesa di una vita nuova. Ma dopo l´arrivo delle navi, cariche di viveri tutto cambio´. La copulazione si risolveva in popolazione….Si Satana aveva previsto tutto: il passaggio dalla fame ai viveri importati, dai viveri importati all´incremento demografico, dall´incremento demografico di nuovo alla fame …”. …( da: La scimmia e l´essenza)
Egli intuiva che più la tecnologia si adopera ad aumentare la capacità di carico degli ecosistemi per nutrire un numero eccedente d’affamati, l’eterogeneità dei fini detta un ulteriore accrescimento degli stessi, che richiederà sempre nuovi input tecnologici, ignorando l’ovvia soluzione: diminuire il numero delle bocche da sfamare. E’ questa la vera ragione perché la Povertà è sempre con noi: perché noi rincorriamo continuamente la sempre crescente moltitudine dei poveri.

Nel mondo delle grandi istituzioni internazionali, abbiamo la FAO, che finora è riuscita a nutrire anche molto bene tutti i suoi funzionari ed impiegati ma non i poveri del mondo; la WHO, che ripete la parabola di Sisifo; l´UNICEF fortemente politicizzata; la Banca Mondiale , che fa in modo che le somme erogate facciano ritorno ai paesi eroganti. Esse non evidenziano l’aspetto demografico come un rischio, ma come un’opportunità per pubblicizzare la loro raison d’étre. L’unico a segnalare il dramma futuro fu U.Thant, segretario dell´ONU che nel 1969 ebbe il coraggio di affermare : “…dalle informazioni che dispongo, si trae una sola conclusione: abbiamo a disposizione appena dieci anni per impegnarci in un programma globale…di controllo dell’´esplosione demografica….” Sono passati quarant´anni e il problema è stato dimenticato. Riferendosi alla recente crisi alimentare, dalle agenzie internazionali si apprende solo che : “Senza aiuti sarà una catastrofe” ( IFAD Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo ) che parla del triplo flagello : povertà, prezzi troppo alti, cambiamento climatico. Ma non popolazione.

La Chiesa continua ad appellarsi alla solidarietà, colpevolizzando gli occidentali per uno dei pochi errori o crimini che non hanno commesso: l’aumento dei poveri nel Terzo Mondo, concomitante all’aumento di quelle popolazioni. Questo problema non raggiunge il pubblico , perché i media che hanno un’ influenza significativa sull’opinione pubblica, lo ignora. A sostegno di questa tesi, mi rifaccio ad un esauriente studio di …. più che mai attuale. E’ il classico studio How and Why journalists avoid the Population-Environmant Connection, di T.M. Maher, 1997. Report che in “Tradeoffs: Imperatives of Choice in a High-Tech World” Wenk (1986) si stima che: ” Qualsiasi conoscenza in materia di scienza e tecnologia il pubblico generale impara, proviene non dall’educazione ma dai mass media”. I quali suggerisceono al pubblico cosa pensare di un determinato problema.

Per esempio, la causa dell’urban sprawl, l’imperversare dell’edilizia, la costruzione di nuovi sobborghi, è l’aumento della popolazione, come riconosciuto dagli imprenditori stessi che lo portano come giustificazione per usurpare gli habitat di altre specie e demolire le amenità esistenti. Oltre a sostenere il supporto alle abitazioni, di centri commerciali, stazioni di servizio, scuole, uffici e altri servizi.. Questo sviluppo inarrestabile è accettato come un beneficio per la comunità, ma esso rappresenta una perdita di biodiversità necessaria alla vita. Come i media raccontano questi avvenimenti ? Lo raccontano generalmente separando gli elementi critici . negando la loro connessione. Per esempio, la storia delle specie in pericolo per l’ invasione edilizia,diventa cosi una lacrimosa recriminazione . Ha comunque una soluzione tecnologica: incessanti e costosi studi scientifici, protezione di circoscritti habitat, riproduzione e allevamento artificiale, regolazione dei pesticidi, nuove autostrade, usare energie alternative per le macchine, nuovi modelli “ecologici” per le abitazioni,limitazione delle licenze edilizie. Queste vengono puntualmente aggirate da un abbraccio tra aziende edilizie, sindacati e comuni interessati e poi denunciate con indignazione dai soliti giornalisti d’assalto e da pochi inermi obiettori che vengono definiti “elitisti” e anti-sviluppo.
I media tendono ad accusare cause visibili, come la rapacità dell’industria di costruzioni, senza questionare le forze economiche e sociali che spingono gli stessi a distruggere la natura ; e se devono attribuire le ragioni per l’esaurimento di certe risorse come l’acqua, il petrolio o i cereali , si rivolgono a qualche catastrofe naturale o agli speculatori. Ma stabilizzare la popolazione sembra un’opzione politica troppo bizzarra per essere suggerita dai media. Invece i reportages omettono ogni referenza che possa offendere coloro che hanno interesse a sostenere l’aumento della popolazione.

Come spesso, dobbiamo seguire il denaro : Molotch e Lester nel 1974 avevano già individuato quello che è ancor oggi evidente: il contenuto del media riflette gli interessi di coloro che li sostengono, attraverso commissioni pubblicitarie, vedi costruttori e interessi bancari ( v. la faccenda dei subprime in America). Elisabeth Noelle-Neumann (1984) ha suggerito, con la sua teoria “La spirale del silenzio”, che “ I media provvedono al pubblico le parole e frasi che possono usare per difendere un certo punto di vista.
Sottolineiamo le ragioni per questa disinformazione:

1) ignoranza del soggetto. Sembra che la maggior parte dei giornalisti sia al di sotto dello standard richiesto dal loro lavoro.. Per esempio, molti di essi evidentemente non hanno idea del concetto di carrying capacity, che potrebbe aiutarli a comprendere il problema dello stress imposto sugli ecosistemi.
2) essi esprimono le opinioni di alcuni gruppi di interessi, attraverso i quali i loro padroni illustrano e pubblicizzano la loro agenda economica e politica. I loro reporting non sono quindi neutrali;
3) Il problema della correttezza politica, che rosicchia la coscienza collettiva e si esprime nel silenzio – magari per timore di offendere qualche minoranza. Piu’ di un giornalista teme accuse di razzismo, xenofobia, o dalla lobby ecclesiastica, pro-life.

La stampa di destra non riconosce che l´economia è sussidiaria all´ambiente, le risorse del pianeta sono finite e non le importa se nel corso dello sviluppo economico a tutti i costi si perdono qualche milione di specie. La stampa di sinistra abbraccia lo slogan cretino: ” non è la popolazione, ma il consumo” come se le due non fossero in relazione l´una coll´altra. In effetti, dicono la stessa cosa: che la torta basta per tutti, se viene distribuita in porzioni eguali. L’imperativo è focalizzare l’ attenzione sull’ultimo trend. Al momento esso è il Global Warming (GW), due anni orsono era di moda la Povertà, temi affrontati con concerti , gadgets e una panoplia di celebrità. In una ridicola intervista , John Lennon, che tutti gli ammiratori del defunto cantante dovrebbero considerare come testimonianza della sua insipienza, dice che la popolazione, phew, no problem, it will balance itself out. Il Video conferma che i cantanti dovrebero aprire la bocca solo per cantare o mangiare. Nel caso del nostro, il problema era anche fumare.

La CNN presenta un’ abitante di una delle nazioni piu´ povere del pianeta che si lagnava di non poter nutrire i suoi 6 figli. Anche la sottoscritta avrebbe difficoltà a nutrire 6 figli. L’intervistatore mai batte ciglio o commenta queste notizie. Esse sono assolutamente normali, ovvie nella loro neutralità. Nell’ aprile 30 2008,dall´Herald Tribune, si apprende che mancano i fertilizzanti artificiali, derivati da petrolio , e vera manna dell´aumento della produzione agricola . Essi sono infatti piu’ efficaci di quelli naturali: mezzo chilo di fertilizzante chimico contiene piu´ nutrienti di 50 chili di quello naturale. Jeffrey Sachs, quello della riduzione della povertà, dice che questa è la differenza tra vita o morte, perchè il mondo ha poche alternative a questa dipendenza dal petrolio, poiché, la popolazione aumenta e cosi anche i nuveau riches richiedono il loro share di benessere, insieme ai nuovi poveri. Intanto le associazioni ambientaliste dirigono l´attenzione del pubblico attraverso le loro direttive mediatiche sul fattore consumo. E’ il loro mantra, ma Jeffrey McKee dell´Università di Columbus ci avverte che: “Anche se vivessimo come santi vegetariani, avremmo lo stesso impatto negativo sulla biodiversità”. Jane Goodall la protettrice dei primati in Africa è della stessa opinione. (“Heads not footprints stamp out species” da un rapporto del 25 luglio 2003.) Eppure il Corriere della Sera del 28 settembre 2003 riportava ( a fine pagina) che durante una Conferenza in Etiopia, 200 scienziati da 35 differenti paesi dichiararono che 45000 specie di flora Africana stanno sparendo per lo disboscamento dovuto a nuove coltivazioni. Esiste una lunga lista di tutte le catastrofi umanitarie che potete immaginare nella fantasia piu´ sadica, ma non è riportata nessuna relazione causale con il numero di persone che producono e insieme subiscono tali effetti devastanti.

Semmai la notizia che esiste una fatalità incombente e travolgente come una valanga, una legge inevitabile della moltiplicazione umana, che dobbiamo soltanto accettare perché scritta nel libro del Fato. E’ certo che questa rassegnazione dipenda anche dal riconoscimento che l´istinto a procreare è un imperativo biologico , altrimenti la specie si sarebbe già estinta. Per consolazione, arriva sempre la soluzione tecnologica. La sola cosa importante è di nutrire gli affamati ma senza dare loro un futuro.

Di fronte all´inevitabile, i media e i politici vedono negli OGM la salvezza che ci condurrà ad un altro circolo vizioso, già previsto da Aldous Huxley. Ma spunta un altro colpevole: l´ingiustizia umana: Non c´è acqua ? essa è distribuita in modo ineguale dalla piu´ grande originatrice di ingiustizia che esista, la natura . Se tanta gente muore laddove non c´è acqua è perchè vivono in luoghi senza acqua. Si dovrebbe calcolare la “human density per unit of productive area.” Che ci direbbe che la terra dove questa gente abita non ha la capacità produttiva di sostenere neanche dieci di loro per metro quadrato, a ogni livello di vita decente. Una schiera di buoni intenzionati ci assicurano che, se eliminassimo tutte le guerre, distribuiamo le risorse equamente, incoraggiamo l´economia di mercato, diritti umani, democrazia, saggezze tradizionali, offriamo solidarietà, globalizziamo, deglobalizziamo, curiamo l´Aids o la malaria, ma niente contraccettivi … allora ? Invece , ultimamente l´attenzione dei media si rivolge a un altro problema scottante: la mancanza di nascite nell´Occidente, Europa e Giappone. Singapore incoraggia coppie con iniziative decisamente osè per i puritani paesi asiatici: suggerimenti come avere sesso nei sedili posterori della macchina, inclusi mappe per i luoghi piu’ appartati e altri mating rituals organizzati dal governo.

Già l’Ansa nel 10 luglio 2006 intitolava drammaticamente una notizia: Famiglia: dagli anni ’70 il crollo della natalità: “ Sono emersi dunque dati definiti “allarmanti”, e cioé che in Italia è passati in meno di un quarto di secolo da più di 2,7 a meno di 1,2 figli per donna: la capacità di fare bambini della società italiana, in soli 25 anni, si è ridotta di quasi tre volte.” Dunque, il problema è un altro: siamo troppo pochi. Non importa che la densità della popolazione in Italia sia del 197,5 al km2, che ci pone i già menzionati problemi di occupazione del suolo. (la ricca Australia ha una densità di 2,6…) Per l’ Europa, in generale, il declino delle nascite è la metafora del declino della nostra civilizzazione. Ma quale fu il numero di cittadini di Atene al tempo di Pericle ?

E se contiamo sul numero di Conferenze sulla Popolazione che si sono susseguite nel passato, e già menzionate , dobbiamo riconoscere che il soggetto doveva essere riconosciuto come importante. Importante ma tabu’. Il soggetto è potenzialmente esplosivo, per le sue ramificazioni ideologiche e perché per sua stessa natura induce una specie di “scale paralysis” che prende qualsiasi debba affrontare decisioni impopolari dal punto di vista politico, sociale e morale. L´United Nation World Summit on Sustainable Development , focalizzato sullo sviluppo dell´Agenda 21, era una buona occasione per sollevare la questione. E cosi il Millennium Development Goals, otto di essi che non comprendono la sovrapoppolazione, ma l´eliminazione della povertà. In caso che aveste perduto il tema, tutti queste Conferenze Internazionali parlano di povertà e della sua eliminazione e , come quella del Cairo, dei Diritti della Donna.

Intanto, sono andata a vedermi il Bollettino dell´Earth Negotiation (ENB) pubblicato dall´International Institute for Sustainable Development (IISD), ma non ho trovato il problema popolazione. Quando ho telefonato per sapere il perché di questa omissione, mi fu risposto che il problema apparteneva a un´altra Istituzione dell´ONU, la Population Division. La maggior parte delle discussioni post Johannesburg e Millennium Goals imitano l´atteggiamento dello struzzo. Leggendo le risoluzioni passate e presenti ( e presumo future), sono tutte un labirinto di non-eventi, concernenti formalità e formule per accedere ad altri eventi, specificazioni di azioni spiegate in maniera da perdere il loro significato originale e disegnate allo scopo di confondere e occultare il vero problema. Gli incontri prendono tempo per organizzare altri incontri inconcludenti, dove verranno formate nuove Commissioni e Gruppi, tutti espressi in acronimi, in caso non si possano pronunciare i loro titoli. A un certo punto, con l´arrivo degli esperti che devono presentare rapporti sulla desertificazione, per esempio, l´accumulazione delle conoscenze senza relazione ad altre conoscenze è cosi vasta che ogni persona sana di mente rinuncia a pensare che si possa arrivare a una soluzione ai problemi.

In conclusione, sono convinta che l’informazione dei media e degli opinion makers sia una priorità Gli stessi politici devono sapere che è loro dovere diffondere le “cattive notizie”, perché la situazione è grave, e piu´ la s’ ignora piu´ diviene intrattabile. Spero di avere aiutato a dimostrare l’urgenza dell’ ignorata connessione tra i problemi del pianeta e la sovrappopolazione, cosi come la necessità della cooperazione dei media nonché di tutte le forze responsabili che ne sono a conoscenza, per influenzare e diffondere questa consapevolezza. Queste influenze si rinforzano sinergicamente per attuare un incentivo alla responsabile auto regolazione delle nascite e l’appoggio di strumenti adeguati per favorirla. I politici che cercano di convincerci che la sostituzione di efficienti lampadine e il ciclo virtuoso dei rifiuti possano salvare il pianeta, dovranno rivolgere la loro attenzione verso un cambiamento di priorità dei loro cittadini.

La rivoluzione dei costumi puo’, anzi deve, cominciare dall’informazione .

MARIA LUISA COHEN


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.